Il Tirreno

«Se la cifra degli alunni reali arriva a 17 va tutto bene»

Al liceo c'è anche un aspirante ragioniere

Paola Silvi
Due scorci del liceo classico Carducci di Volterra
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Due scorci del liceo classico Carducci di Volterra

Fa parte dei 19 iscritti che hanno salvato la quarta ginnasio volterrana. Ma con molta probabilità non occuperà mai un banco della classe. Lui è Simone Ferti, diciassettenne volterrano che attualmente lavora come barista

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VOLTERRA. Fa parte dei 19 iscritti che hanno salvato la quarta ginnasio volterrana. Ma con molta probabilità non occuperà mai un banco della classe. Lui è Simone Ferti, diciassettenne volterrano che attualmente lavora come barista.

«Ho frequentato il primo anno di ragioneria ed ho intenzione di finire, prima o poi, gli studi - dice Ferti -. Ho acconsentito a iscrivermi perché mi sembrava giusto dare, nel mio piccolo, una mano per difendere la quarta ginnasio. Non penso però che continuerò la mia carriera al classico». E aggiunge: «Il mio lavoro era stagionale, sta per concludersi e avrò così più tempo libero da dedicare ai libri. Sono consapevole dell'importanza di un titolo di studio ma il liceo non fa per me».

Simone sta partecipando a dei corsi pomeridiani di recupero nelle materie a indirizzo commerciale e ha offerto il suo nome per allungare la lista-salvagente, «per garantire agli altri alunni che invece lo desiderano di poter frequentare la scuola dei loro sogni». E gli studenti che si sono presentati al primo giorno di lezione erano 14. Tra i 5 che non hanno risposto all'appello, oltre a Simone, due ragazzi ripetenti e un paio di adulti. Il consigliere comunale 35enne Luigi Cocucci, della lista civica Uniti per Volterra, è uno fra le matricole un po' più mature. L'altro è Alberto Carpitelli, odontoiatra che, nonostante faccia parte degli "iscritti virtuali" non ha intenzione di essere solo un nome sul registro dei prof. «Pensavo già da tempo di iscrivermi - racconta - ma per impegni legati alla mia professione, non avevo ancora trovato il momento giusto per farlo. Quest'anno mi si è presentata l'occasione e l'ho subito colta al volo. Ho in progetto di prendere il diploma e poi di continuare con l'università». Zaino in spalla e via sui banchi, insieme ai compagni più giovani. La sua non sarà un'iscrizione solo per far numero.

Il provveditore Gloria Bracci Marinai esprime la sua opinione ed entra nel merito dei probabili escamotage: «Se la cifra degli alunni reali arriva a 17, allora va tutto bene. Ma se il numero di studenti si raggiunge con la partecipazione di adulti, il sistema non funziona». E aggiunge: «Per i maggiorenni che vogliono ottenere un diploma ci sono i Cpt, Centri di educazione specifici. Sugli altri iscritti, ancora minorenni, che poi non frequenteranno, non posso esprimermi oltre». Sarebbe come fare un processo alle intenzioni. «Mi basta aver avuto la conferma - conclude Bracci Marinai - di validità delle procedure dal preside d'istituto».

Da parte sua il nuovo dirigente scolastico Aldo Ribattezzato, difende la classe che si è trovato a gestire: «A questo punto la classe è partita anche se qualcuno fra i 19 iscritti si ritirerà. Per quanto riguarda le iscrizioni, quando sono arrivato, i giochi erano già stati fatti. Sulla partecipazione degli adulti posso solo dire che, in fondo, il diritto allo studio è anche questo».

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