Sicurezza
LA GUERRA DEI SOTTOPASSI
Risarcimenti, via alla resa dei conti
Mario Moscadelli
Mentre Comune, Rfi e forze politiche locali stanno discutendo sulle responsabilità di un'opera ricoperta di polemiche e contestazioni, la battaglia legale intrapresa dai cittadini delle vie interessate dai lavori del nuovo tunnel di via Forlì sta per sbarcare in tribunale
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ROSIGNANO. Mentre Comune, Rfi e forze politiche locali stanno discutendo sulle responsabilità di un'opera ricoperta di polemiche e contestazioni, la battaglia legale intrapresa dai cittadini delle vie interessate dai lavori del nuovo tunnel di via Forlì sta per sbarcare in tribunale. Insomma, è arrivato il momento della resa dei conti.
Il primo round è stato fissato per il prossimo 3 novembre al tribunale di Cecina: da una parte l'avvocato cecinese Federico Federici, che sostiene la causa intrapresa da un nutrito gruppo di residenti, dall'altra Rfi e le due imprese (la Con.Co e la Deanco, che hanno la stessa sede legale) che hanno materialmente costruito il sottopasso da 7 milioni di euro. Federici davanti al giudice chiederà che siano riconosciuti ai cittadini i danni strutturali alle loro case (poco meno di una decina). A quanto ammonta la richiesta? Circa 40mila euro. Dalla parte dei cittadini c'è una precisa documentazione, che fa ben sperare lo stesso legale. «Prima dell'inizio dei lavori - spiega Federici - Rfi, Deanco e Comune hanno praticamente fatto una radiografia allo stato delle costruzioni interessate dai lavori al sottopasso. Ci sono foto che testimoniano l'integrità di quelle case poi danneggiate». Con il passare del tempo, infatti, in vari appartamenti sono iniziate ad affiorare crepe e setolature. Sono crollati dei davanzali e si sono rotti dei tubi. Segni ancora presenti nella maggior parte degli immobili colpiti. «Questo non è successo a un paio di abitazioni, ma un numero rilevante di case», dice Federici. Il legale ha scritto più volte a Ferrovie per spiegare la situazione e trovare eventualmente un punto d'incontro. «Rfi non ha mai risposto, mentre la Deanco ci ha spiegato che per loro la causa di quei danni non è riconducibile al loro cantiere». Federici punta il dito anche verso il Comune «che ha fatto poco per sostenere la causa dei suoi cittadini danneggiati».
Ma questa non è l'unica causa pronta per essere discussa in tribunale. C'è anche quella per i danni esistenziali. In questo caso i cittadini coinvolti sarebbero circa una ventina e la cifra richiesta è considerevole. Federici parla di una «somma rilevante», che dovrebbe essere intorno ai 100mila euro. Ma questa partita sarà dura da vincere.
Esiste, poi, una terza causa. Quella per la svalutazione degli immobili. «Ma qui siamo appena partiti», dice l'avvocato.
A proposito di via Agostini, pochi giorni fa i residenti hanno incontrato l'assessore Benini. Il motivo? Cosa si intende fare sul progetto di riqualificazione della via, dove state completamente sbagliate (dal Comune) le misure per le nuove aiuole. Così come sono state fatte, infatti, ci si può seminare solo qualche rosa e non certo alberi ad alto fusto come previsto. La soluzione? Rifare le aiuole, ma servono altri soldi, che in questo momento l'amministrazione comunale non sembra intenzionata a spendere. Un altro errore, insomma, che ha fatto nuovamente arrabbiare i cittadini di questa zona di Rosignano che da anni devono fare i conti con la polvere e l'avanzata del cemento.
Il primo round è stato fissato per il prossimo 3 novembre al tribunale di Cecina: da una parte l'avvocato cecinese Federico Federici, che sostiene la causa intrapresa da un nutrito gruppo di residenti, dall'altra Rfi e le due imprese (la Con.Co e la Deanco, che hanno la stessa sede legale) che hanno materialmente costruito il sottopasso da 7 milioni di euro. Federici davanti al giudice chiederà che siano riconosciuti ai cittadini i danni strutturali alle loro case (poco meno di una decina). A quanto ammonta la richiesta? Circa 40mila euro. Dalla parte dei cittadini c'è una precisa documentazione, che fa ben sperare lo stesso legale. «Prima dell'inizio dei lavori - spiega Federici - Rfi, Deanco e Comune hanno praticamente fatto una radiografia allo stato delle costruzioni interessate dai lavori al sottopasso. Ci sono foto che testimoniano l'integrità di quelle case poi danneggiate». Con il passare del tempo, infatti, in vari appartamenti sono iniziate ad affiorare crepe e setolature. Sono crollati dei davanzali e si sono rotti dei tubi. Segni ancora presenti nella maggior parte degli immobili colpiti. «Questo non è successo a un paio di abitazioni, ma un numero rilevante di case», dice Federici. Il legale ha scritto più volte a Ferrovie per spiegare la situazione e trovare eventualmente un punto d'incontro. «Rfi non ha mai risposto, mentre la Deanco ci ha spiegato che per loro la causa di quei danni non è riconducibile al loro cantiere». Federici punta il dito anche verso il Comune «che ha fatto poco per sostenere la causa dei suoi cittadini danneggiati».
Ma questa non è l'unica causa pronta per essere discussa in tribunale. C'è anche quella per i danni esistenziali. In questo caso i cittadini coinvolti sarebbero circa una ventina e la cifra richiesta è considerevole. Federici parla di una «somma rilevante», che dovrebbe essere intorno ai 100mila euro. Ma questa partita sarà dura da vincere.
Esiste, poi, una terza causa. Quella per la svalutazione degli immobili. «Ma qui siamo appena partiti», dice l'avvocato.
A proposito di via Agostini, pochi giorni fa i residenti hanno incontrato l'assessore Benini. Il motivo? Cosa si intende fare sul progetto di riqualificazione della via, dove state completamente sbagliate (dal Comune) le misure per le nuove aiuole. Così come sono state fatte, infatti, ci si può seminare solo qualche rosa e non certo alberi ad alto fusto come previsto. La soluzione? Rifare le aiuole, ma servono altri soldi, che in questo momento l'amministrazione comunale non sembra intenzionata a spendere. Un altro errore, insomma, che ha fatto nuovamente arrabbiare i cittadini di questa zona di Rosignano che da anni devono fare i conti con la polvere e l'avanzata del cemento.
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