Proteste
Rosignano
Ormai è guerra nel maneggio
Alessandro De Gregorio
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David BassiColpita da malore la presidentessa dell'associazione Aquila nera. Intervenuti carabinieri, forestale e Pubblica assistenza
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ROSIGNANO. Che i rapporti fossero ormai deteriorati lo si sapeva. Ma ora è proprio guerra e il commento dei carabinieri («questa faccenda devono risolverla gli avvocati») suona come un auspicio. Ieri mattina sulle colline di Nibbiaia l'aria era incandescente. C'erano i volontari dell'Aquila nera da una parte, andati a riprendersi «il nostro materiale». E il titolare dell'agriturismo Pian dei lupi, su un trattore, che li cacciava per lo stesso motivo: «Quella è roba mia». E poi carabinieri, forestale, 118.
«Non sono stati commessi reati» dice il capitano dei carabinieri, Pasquale De Corato. Ma non si può andare avanti così. Lo ammettono gli stessi protagonisti, che si promettono querele.
Da una parte c'è David Bassi, il torinese venuto a Nibbiaia con la onlus Aquila nera presieduta dalla compagna Monica Citti. Un'associazione nata per recuperare i cavalli destinati al macello e che si finanzia(va) dando lezioni di equitazione particolari: niente sella, morso e redini. E niente ferri. A cavallo come i sioux.
Dall'altra ci sono i titolari dell'agriturismo, Gabriele Neri e Valeria Lottini. Che a primavera hanno affittato parte del terreno all'Aquila nera.
Tra Bassi e Neri ci sono i cavalli. E forse due modi diversi di approcciarsi. Fatto sta che il rapporto è nato male e in questi giorni è peggiorato di brutto. Ne abbiamo già scritto. I punti di vista restano gli stessi.
Bassi accusa l'altro di non aver rispettato gli accordi: «Noi ci eravamo impegnati a costruire maneggio e campo scuola in cambio di acqua e fieno. Abbiamo rispettato gli impegni. Neri no».
Replica Neri: «A parte il fatto che Bassi non mi ha mai pagato neanche l'affitto, la cosa grave è che non ha neanche il patentino di istruttore e con i suoi metodi maltratta gli animali. Molti nostri clienti si sono lamentati dicendo che i cavalli erano magri. Ne abbiamo discusso, poi gli ho detto di andarsene perché io non voglio vergognarmi per colpe non mie».
«Farebbe bene a vergognarsi invece - aggiunge Bassi - è arrivato anche a togliere l'acqua ai cavalli per ritorsione nei miei confronti».
«Un'altra falsità - replica Neri - ma vedrete che quando avrò la documentazione di forestale e veterinario Asl, verrà fuori tutta la verità».
Bassi rincara la dose parlando di «atteggiamento omertoso della gente di Castelnuovo della Misericordia, dove tutti hanno paura di Neri».
Neri replica con un sorriso: «Gli rode perché mi stimano e sanno che amo gli animali, non come lui che pretendeva di sfamare sedici cavalli secchi come chiodi con l'erba di due ettari di terreno. Se ci penso... gli ho anche sbancato il campo e lui ha detto che gliel'ho distrutto».
Potremmo andare avanti per pagine e pagine. Ma ci limitiamo ai fatti.
Ieri. Ore 8,30. Bassi, Citti e una ventina di volontari si recano con due camion e un rimorchio sulle colline di Nibbiaia. Dicono di essersi consultati con un maresciallo dei carabinieri di Castiglioncello. Vogliono riprendersi il materiale del maneggio: 350 quintali di pali di acacia, un chilometro di recinzione, i cancelli, cinquecento metri di tubazioni per gli abbeveratoi dei cavalli.
Già, i cavalli. Bassi nei giorni scorsi li ha portati via tutti («Sono in un luogo segreto, ma ci serve questo materiale per tenerli in sicurezza».
Il gruppo sfila i pali ed è pronto a mostrare le fatture di acquisto.
A Neri quelle fatture non interessano. Dall'agriturismo vede gente sul poggio. Salta su un trattore e piomba là in mezzo. «A tutta velocità ha tentato di investirci e sfiorato una ragazzina - accusa Bassi - La mia compagna ha avuto un collasso. Ho chiamato il 118 ma lui aveva piazzato un paio di mezzi all'imbocco della strada vicinale. Dopo un'ora e grazie all'arrivo di carabinieri e forestale, finalmente il medico della Pubblica assistenza ha potuto visitare Monica».
«Io non ho chiuso un bel niente e non ho cercato di mettere sotto nessuno - replica Neri - ho solo detto di andarsene e di lasciare le mie cose. Certo, ero incazzato. Ma i carabinieri li ho chiamati io».
I carabinieri confermano che gli animi erano accesissimi. Ma spiegano che la strada era parzialmente ostruita, ripetono che non è stato commesso alcun reato e dicono di aver riportato tutti alla calma.
Alla fine si è giunti a una soluzione, diciamo così, interlocutoria. Bassi è stato autorizzato a portar via quanto già rimosso, più o meno metà del materiale. Il resto, visto che insiste su un terreno privato, è stato lasciato lì in attesa di un eventuale decreto del tribunale.
Al momento nessuna denuncia è stata firmata. Ma se le sono promesse tutti e due. L'uomo che insegna a cavalcare come gli indiani e quello che, con una treccia così, sembra proprio un indiano.
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