Il Tirreno

CECINA

Crepe nella scuola materna

L’ingresso della scuola materna Pablo Neruda
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L’ingresso della scuola materna Pablo Neruda

La scuola cade a pezzi, e non solo per perdita dei posti di lavoro che tra insegnanti, personale Ata e amministrativi, da quest'anno si è abbattuta sul mondo dell'istruzione. Ma anche nel vero senso della parola. Questa volta, nello specifico, si tratta della materna Pablo Neruda, in via Vico

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CECINA. La scuola cade a pezzi, e non solo per perdita dei posti di lavoro che tra insegnanti, personale Ata e amministrativi, da quest'anno si è abbattuta sul mondo dell'istruzione. Ma anche nel vero senso della parola. Questa volta, nello specifico, si tratta della materna Pablo Neruda, in via Vico. Il problema di improvvise crepe sui muri e calcinacci per terra non è una novità.
Soprattutto nell'area del villaggio scolastico. L'edificio, che fa parte del primo circolo della città, è proprio vicino alla vecchia sede del liceo Fermi, poi distrutta perché inagibile. Entrando nella scuola si intravedono subito all'entrata della prima aula e nei bagni diverse parti di intonaco a terra, e crepe sul muro. Ma, dopo una breve ispezione, la parte che sembra più interessata da cedimenti strutturali è la mensa. Nella stanza dove i bambini trascorrono gran parte del loro tempo tra colazione, pranzo e merenda, gli squarci sul muro sono più evidenti e profondi, mentre a terra rimangono ancora i resti della parete che ha ceduto.

Sicuramente non sarà stato un bel ritorno per il personale educativo che, dopo l'estate, dal primo settembre è rientrato in servizio. La situazione non è molto confortante, contando che i bambini inizieranno il nuovo anno scolastico il 14 settembre. Male che vada, i piccoli saranno costretti a mangiare nelle aule, in attesa degli interventi di recupero.
Il problema, in quella parte della città, ormai è esteso a diversi stabili, la maggior parte dei quali venne costruito nell'immediato dopoguerra. Gli esperti non si sbilanciano e trovare delle cause certe, senza studi approfonditi, sembra veramente un'impresa.

Tra le varie ipotesi che sono state avanzate in questi anni, una delle più convincenti riguarda le fondamenta delle costruzioni che non sarebbero abbastanza profonde. In questo caso si dovrebbe ripartire da capo, o con l'abbattimento della costruzione (come nel caso del Fermi) o con il rifacimento delle fondamenta. Un'altra ipotesi chiama in causa la natura stessa del terreno della zona. Infatti nei pressi del villaggio scolastico il suolo sarebbe troppo soffice, e oltretutto "bucherellato" da diversi pozzi che contribuiscono al drenaggio delle falde.
Per ultima, la siccità, e la portata del fiume Cecina, che in questo periodo di secca inciderebbe sulla stabilità del terreno.
«Al momento - commenta Antonio Garigali, assessore all'istruzione - non siamo a conoscenza di danni tali da ipotizzare l'inagibilità della struttura. Certo è che nella zona il problema dei cedimenti è conosciuto. Da oggi ci attiveremo con i nostri tecnici per verificare le condizioni dell'edificio».

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di Redazione web