Italia
IL CASO
Contesa sul nuovo pozzo«I prelievi d'acqua danneggiano l'edificio»
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La zona tra via Pasubio e via del Paratino interessata all’erogazione dell’acqua dal pozzoQuel pozzo danneggia il mio edificio, sospendete subito i prelievi d'acqua. E' quel che sostiene un cittadino che ha un immobile di proprietà in zona Paratino dove - in località Poggio al Pruno - è stato aperto poco più di un anno fa un nuovo punto di emungimento dalla falda
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CECINA. Quel pozzo danneggia il mio edificio, sospendete subito i prelievi d'acqua. E' quel che sostiene un cittadino che ha un immobile di proprietà in zona Paratino dove - in località Poggio al Pruno - è stato aperto poco più di un anno fa un nuovo punto di emungimento dalla falda. Il cittadino, che lamenta danni progressivi al suo bene, si è rivolto al Tribunale di Cecina attraverso un ricorso ex articolo 700 del codice di procedura civile: in sostanza chiede al giudice l'immediata cessazione dei prelievi che avrebbero già creato problemi alla sua proprietà. Danni che, sostiene, potrebbero diventare irreversibili.
La zona interessata è quella del Paratino. Il pozzo in questione è il numero 12332 situato in località Poggio al Pruno. Non lontano c'è l'immobile di proprietà di questo cittadino che teme che i continui emungimenti dalla falda in quell'area provochino danni irreparabili al suo bene.
Di fronte al ricorso, per cui il Tribunale di Cecina ha già fissato un primo incontro tra le parti a fine agosto, il Comune di Cecina ha deciso di resistere in giudizio. I motivi con cui l'amministrazione comunale affida all'avvocato Renzo Grassi di Piombino la tutela degli interessi del'ente, si legge in una delibera di giunta - la n. 166 - recentemente pubblicata. L'opportunità di resistere in giudizio all'azione del cittadino nasce dal fatto che il ricorrente ha, tra l'altro, avanzato la richiesta di immediata cessazione dell'emungimento dalle acque sotterranee del pozzo di Poggio al Pruno. «L'accoglimento della richiesta - si legge nella delibera - comporterebbe notevoli criticità e disagi all'approvvigionamento idrico di un intero insediamento della città, il comparto c10-C11, peraltro densamente popolato». In sostanza, di prima battuta, palazzo civico sostiene che lo stop ai prelievi sarebbe drammatico per tutto il quartiere di nuova espansione di Città Nuova.
C'è poi un'altra ragione per cui il Comune ha deciso di resistere in giudizio: si ritiene la pretesa del ricorrente «carente di presupposti nella riferibilità, in primis, all'assenza del nesso di causalità tra emungimento-danni asseriti». Un aspetto questo che sottolinea anche il vice sindaco Antonio Garigali, da noi interpellato a proprosito del caso: «Credo che sia effettivamente difficile poter dimostrare - spiega Garigali - il nesso di causa fra l'emungimento e i presunti danni al capannone di proprietà del ricorrente». E comunque Garigali ricorda che la richiesta del ricorrente dell'immediata sospensione degli emungimenti cozza con la necessità di tutelare un interesse pubblico: quello vale a dire di erogare l'acqua in una zona ad altà densità abitativa servita proprio da quel pozzo. Non a caso, proprio alcune estati fa, l'area tra la Coop e il Paratino è stata tra le più colpite dalla crisi idrica. Ora sulla contesa fra il privato ed il Comune di Cecina dovrà pronunciarsi il giudice; sempre che prima non si trovi un accordo.
A.R.
La zona interessata è quella del Paratino. Il pozzo in questione è il numero 12332 situato in località Poggio al Pruno. Non lontano c'è l'immobile di proprietà di questo cittadino che teme che i continui emungimenti dalla falda in quell'area provochino danni irreparabili al suo bene.
Di fronte al ricorso, per cui il Tribunale di Cecina ha già fissato un primo incontro tra le parti a fine agosto, il Comune di Cecina ha deciso di resistere in giudizio. I motivi con cui l'amministrazione comunale affida all'avvocato Renzo Grassi di Piombino la tutela degli interessi del'ente, si legge in una delibera di giunta - la n. 166 - recentemente pubblicata. L'opportunità di resistere in giudizio all'azione del cittadino nasce dal fatto che il ricorrente ha, tra l'altro, avanzato la richiesta di immediata cessazione dell'emungimento dalle acque sotterranee del pozzo di Poggio al Pruno. «L'accoglimento della richiesta - si legge nella delibera - comporterebbe notevoli criticità e disagi all'approvvigionamento idrico di un intero insediamento della città, il comparto c10-C11, peraltro densamente popolato». In sostanza, di prima battuta, palazzo civico sostiene che lo stop ai prelievi sarebbe drammatico per tutto il quartiere di nuova espansione di Città Nuova.
C'è poi un'altra ragione per cui il Comune ha deciso di resistere in giudizio: si ritiene la pretesa del ricorrente «carente di presupposti nella riferibilità, in primis, all'assenza del nesso di causalità tra emungimento-danni asseriti». Un aspetto questo che sottolinea anche il vice sindaco Antonio Garigali, da noi interpellato a proprosito del caso: «Credo che sia effettivamente difficile poter dimostrare - spiega Garigali - il nesso di causa fra l'emungimento e i presunti danni al capannone di proprietà del ricorrente». E comunque Garigali ricorda che la richiesta del ricorrente dell'immediata sospensione degli emungimenti cozza con la necessità di tutelare un interesse pubblico: quello vale a dire di erogare l'acqua in una zona ad altà densità abitativa servita proprio da quel pozzo. Non a caso, proprio alcune estati fa, l'area tra la Coop e il Paratino è stata tra le più colpite dalla crisi idrica. Ora sulla contesa fra il privato ed il Comune di Cecina dovrà pronunciarsi il giudice; sempre che prima non si trovi un accordo.
A.R.
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