Il Tirreno

ANTEPRIME

L'ultima sfida di Antinorisi chiama Biserno

Maria Meini
Due bottiglie di Biserno
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Due bottiglie di Biserno

«Il vino è creatività, è un sogno». Parola di Lodovico Antinori. L'uomo che ha legato il suo nome a must dell'enologia mondiale fondando l'Ornellaia e producendo il Masseto, ricomincia daccapo a 15 chilometri da Bolgheri. Con un sogno

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BIBBONA. «Il vino è creatività, è un sogno». Parola di Lodovico Antinori. L'uomo che ha legato il suo nome a must dell'enologia mondiale fondando l'Ornellaia e producendo il Masseto, ricomincia daccapo a 15 chilometri da Bolgheri. Con un sogno: creare a Bibbona, nella tenuta di Campo di Sasso, una sottozona del Bolgheri. Sull'esempio di Bordeaux. «Perché qui il microclima - spiega - è simile ma con caratteristiche leggermente diverse. Per questo abbiamo privilegiato il cabernet franc, una varietà che viene a maturazione prima del sauvignon ed è più soave. Con i cambiamenti climatici in atto, è in grado di produrre un vino d'eccellenza».

Da Campo di Sasso, nella tenuta di Biserno, che conduce insieme al fratello Piero e al nipote Niccolò, in società con Umberto Mannoni, il marchese Lodovico ha lanciato dunque il guanto della sfida. 80 ettari di vigneti, il progetto per una cantina (attesa nel 2011) firmato da Gae Aulenti, in un disegno che riunisce l'antica famiglia di vinattieri fiorentini. Biserno s'innesta, ampliandola, nella tradizione bolgherese, con un occhio al portafoglio. La tenuta si trova infatti al confine con Castagneto, ma già nel comune di Bibbona. Lodovico la scelse perché i terreni dell'"aratrone" gli ricordarono la posizione di Saint Emilion e del Pomerol, a Bordeaux, dove a dispetto della contiguità le tipologie geologiche si differenziano, consentendo di produrre vini con carattere proprio molto marcato. Così le scelte varietali sono diverse: rispetto a Bolgheri, a Campo di Sasso il cabernet sauvignon è presente in quantità minima, più importante la percentuale di cabernet franc, affiancato da merlot, sirah e petit verdot. E ora, dopo l'Insoglio e Il Pino di Biserno, esce un nuovo vino su cui il marchese punta per consolidare il suo progetto. Si chiama Biserno, come la tenuta, e sarà presentato su scala mondiale a New York nel mese di ottobre. La distribuzione in Italia comincia con un'anteprima nelle enoteche della zona.

«Nella ricerca dell'eccellenza, la cosa importante - commenta Lodovico Antinori - è creare delle varianti, e una concorrenza che spinge a fare sempre meglio».

Quest'ultima creatura sarà in grado di competere col Masseto? Lodovico ammette: «Anche in un ristorante del Montenegro mi hanno raccontato che hanno dovuto trovare dieci bottiglie di Masseto per ospitare il presidente di una compagnia petrolifera russa. Sono viziati, vogliono il meglio e questo mi lusinga. Ma Ornellaia non aveva più segreti per me. I terreni di Biserno hanno un vantaggio: sono molto concentrati ma vari. E poi io amo la sfida: questo sarà un vino diverso, forse non sarà bello come Ornellaia ma avrà quel pizzico in più che mi mancava».

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