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ci sono venti ospiti

Il sindaco chiude la casa di riposo

Il sindaco chiude la casa di riposo

«Personale qualificato insufficiente», chiude la casa di riposo Grillandini. La brutta notizia alla Rsa è arrivata nella giornata di mercoledì: il Comune ha revocato l'autorizzazione all'esercizio della struttura di Caletta. L'ordinanza, la numero 585 firmata dal dirigente dei servizi alla persona Vincenzo Brogi, però non è stato un fulmine a ciel sereno

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ROSIGNANO. «Personale qualificato insufficiente», chiude la casa di riposo Grillandini. La brutta notizia alla Rsa è arrivata nella giornata di mercoledì: il Comune ha revocato l'autorizzazione all'esercizio della struttura di Caletta. L'ordinanza, la numero 585 firmata dal dirigente dei servizi alla persona Vincenzo Brogi, però non è stato un fulmine a ciel sereno. La Grillandini da mesi era al corrente che erano in corso una serie di indagini sulla conduzione del servizio.

In precedenza c'erano stati sopralluoghi della Commissione di vigilanza dell'Asl, dei carabinieri del Nas e un sollecito scritto dell'amministrazione comunale datato 10 agosto. «Avevamo già avvertito la proprietà della carenza di personale riscontrato - spiega il sindaco Alessandro Franchi - per cui è scattato il provvedimento più drastico». Entro dieci giorni, quindi entro sabato 5 settembre, la Rsa dovrà essere chiusa (o messa a norma).

Tutto è iniziato ad aprile, quando la Grillandini ha licenziato di colpo 8 dipendenti, assunte nel 2007 con contratti a tempo indeterminato. Le lavoratrici, che lamentavano anche deficit nei pagamenti degli stipendi, si sono rivolte al sindacato, al Comune e poi ai carabinieri. Da qui è partita una serie di indagini. E si arriva a maggio, quando i responsabili della Grillandini richiedono l'autorizzazione per lo svolgimento dell'esercizio al Comune. Ed è qui che iniziano i guai: alla fine di maggio la struttura viene perquisita dai militari dell'ispettorato del lavoro e dal Nas. Dopo è il turno della Commissione di vigilanza dell'Asl. Emergono irregolarità nel personale: in pratica - come si legge nell'ordinanza numero 585 - la Grillandini non assicurerebbe ai suoi ospiti quella continuità assistenziale prevista dalla legge. «Dal verbale della Commissione - spiega il dirigente Vincenzo Brogi - emerge che da aprile la struttura va avanti con due dipendenti inquadrati come operatori socio assistenziali e con un gruppo di volontari. Una situazione fuori regola, non in grado di dare assistenza ai pazienti per 24 ore. I volontari, infatti, possono essere impiegati solo per attività integrative e non certo come infermieri o addetti alle pulizie».

Il Comune si mette in contatto con la Rsa. «Prima verbalmente e poi con un'ordinanza - spiega Elena Ciaffone, assessore alla salute - abbiamo avvertito la Grillandini che l'attività non sarebbe potuta andare avanti con quel personale. Era il 10 agosto quando abbiamo notificato l'avvertimento, ma da allora non è cambiato niente». E così si arriva a mercoledì: Brogi firma l'ordinanza di chiusura dell'attività. «Abbiamo dato dieci giorni di tempo - continua Ciaffone - per permettere alla Rsa di mettersi in regola, ma soprattutto per permettere alle famiglie di organizzarsi: il 5 settembre, se non sarà cambiato niente, l'edificio dovrà essere sgomberato. Nell'ordinanza, tuttavia, si obbliga i responsabili della struttura ad avvertire della situazione le famiglie interessate (ad oggi sono venti i degenti presenti, ndr), ma visto il caso si attiverà anche il Comune. E in questo senso stiamo ancora aspettando dalla Grillandini la lista degli ospiti per avere i recapiti da contattare». Intanto, però, il Comune ha sondato il terreno con l'Asl per trovare delle soluzioni. «È vero che la Grillandini è una struttura privata - continua l'assessore - ma l'amministrazione ha il dovere di tutelare la salute di queste persone e allora, insieme all'Asl, stiamo cercando spazi adatti per ospitare eventualmente questi pazienti».

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