Lutto
INFLUENZA LA PREVENZIONE
Vaccini, 360mila dositra virus di stagione e febbre suina
Alessandra Bernardeschi
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Un medico somministra il vaccino a una bambinaSarà anticipata di qualche settimana (12 ottobre) la campagna di vaccinazione antinfluenzale promossa dall'Asl. Quest'anno la prevenzione contro l'influenza sembra complicarsi per il probabile arrivo dell'altro ceppo, l'A/H1N1, conosciuto come "febbre suina", il cui picco massimo è previsto per gennaio-febbraio
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CECINA. Sarà anticipata di qualche settimana (12 ottobre) la campagna di vaccinazione antinfluenzale promossa dall'Asl. Quest'anno la prevenzione contro l'influenza sembra complicarsi per il probabile arrivo dell'altro ceppo, l'A/H1N1, conosciuto come "febbre suina", il cui picco massimo è previsto per gennaio-febbraio. Nella sola Asl di Livorno per coprire tutte le categorie che avranno diritto al vaccino (186mila persone), ci vorranno oltre 360mila dosi.
Perché per la "suina" si renderà necessaria una seconda dose di richiamo dopo un mese dalla prima somministrazione. Un numero elevato che fa sì che sia ancora impossibile capire se le aziende farmaceutiche potranno far fronte a tutte le richieste. Al momento poche sono le notizie in merito «perchè - spiega il dottor Antonio Lombardi responsabile Asl - stiamo attendendo notizie in merito ai vaccini dalle case farmaceutiche nonché le linee guida sulla stessa vaccinazione che dovrebbero arrivare dal Ministero entro settembre». Unica cosa certa è che, una volta che i vaccini saranno pronti e distribuiti, i primi a doversi sottoporre alla dose dovranno essere i medici, il personale sanitario e di assistenza in genere.
Vaccinazione stagionale. Contiene tre ceppi influenzali tra i quali anche un ceppo A come quello presente nella suina. La campagna vaccinazioni inizierà il 12 ottobre attraverso i canali tradizionali. Ossia i pazienti a rischio, medici, personale sanitario, insegnanti, persone anziane o con gravi patologie: per ricevere il vaccino dovranno recarsi dal proprio medico di famiglia o nei centri sociosanitari. La classica vaccinazione stagionale, come fanno sapere dall'Asl, è comunque consigliata a tutti e potrà offrire una prima copertura contro la temuta pandemia da febbre suina: eviterà di arrivare già debilitati al momento del picco massimo di diffusione della suina previsto per gennaio-febbraio 2010.
Vaccinazione pandemica-suina. I vaccini saranno disponibili a fine anno o al massimo a gennaio perché al momento il vaccino sul quale stanno lavorando le case farmaceutiche ha bisogno di tempi tecnici di valutazione prima di essere messo in commercio. Anche in questo caso l'Asl partirà con la vaccinazione del personale medico, infermieristico e assistenziale. Poi verranno vaccinate le persone che lavorano presso i servizi essenziali e di emergenza, come polizia e vigili del fuoco. La vaccinazione passerà poi ai cittadini che lavorano in settori di pubblica utilità come polizia municipale, trasporti pubblici, scuole, poste. Quindi le dosi verranno somministrate a persone con particolari patologie e a rischio di complicazioni (categorie a rischio), quindi ai bambini e, per ultimo, agli adulti sani.
I meno a rischio, quindi coloro che riceveranno il vaccino per ultimi, saranno gli adulti, anche anziani non affetti da gravi patologie in corso; infatti dalle prime osservazioni sembra che proprio le persone anziane siano in realtà meno soggette alla malattia.
Tre le spiegazioni più probabili: il virus, arrivando dall'estero, ha colpito coloro che si spostano maggiormente; altra spiegazione potrebbe essere quella che la patologia virale colpisca chi maggiormente frequenta i luoghi pubblici, infine è possibile che in passato ci siano stati ceppi influenzali simili e che le persone più anziane abbiano già sviluppato gli anticorpi necessari.
A conti fatti sono 372mila le dosi di vaccino necessarie per coprire tutte le categorie; un numero molto elevato sul quale pesa un'incognita: capire se le case farmaceutiche potranno riuscire a produrre un così elevato numero di dosi.
Perché per la "suina" si renderà necessaria una seconda dose di richiamo dopo un mese dalla prima somministrazione. Un numero elevato che fa sì che sia ancora impossibile capire se le aziende farmaceutiche potranno far fronte a tutte le richieste. Al momento poche sono le notizie in merito «perchè - spiega il dottor Antonio Lombardi responsabile Asl - stiamo attendendo notizie in merito ai vaccini dalle case farmaceutiche nonché le linee guida sulla stessa vaccinazione che dovrebbero arrivare dal Ministero entro settembre». Unica cosa certa è che, una volta che i vaccini saranno pronti e distribuiti, i primi a doversi sottoporre alla dose dovranno essere i medici, il personale sanitario e di assistenza in genere.
Vaccinazione stagionale. Contiene tre ceppi influenzali tra i quali anche un ceppo A come quello presente nella suina. La campagna vaccinazioni inizierà il 12 ottobre attraverso i canali tradizionali. Ossia i pazienti a rischio, medici, personale sanitario, insegnanti, persone anziane o con gravi patologie: per ricevere il vaccino dovranno recarsi dal proprio medico di famiglia o nei centri sociosanitari. La classica vaccinazione stagionale, come fanno sapere dall'Asl, è comunque consigliata a tutti e potrà offrire una prima copertura contro la temuta pandemia da febbre suina: eviterà di arrivare già debilitati al momento del picco massimo di diffusione della suina previsto per gennaio-febbraio 2010.
Vaccinazione pandemica-suina. I vaccini saranno disponibili a fine anno o al massimo a gennaio perché al momento il vaccino sul quale stanno lavorando le case farmaceutiche ha bisogno di tempi tecnici di valutazione prima di essere messo in commercio. Anche in questo caso l'Asl partirà con la vaccinazione del personale medico, infermieristico e assistenziale. Poi verranno vaccinate le persone che lavorano presso i servizi essenziali e di emergenza, come polizia e vigili del fuoco. La vaccinazione passerà poi ai cittadini che lavorano in settori di pubblica utilità come polizia municipale, trasporti pubblici, scuole, poste. Quindi le dosi verranno somministrate a persone con particolari patologie e a rischio di complicazioni (categorie a rischio), quindi ai bambini e, per ultimo, agli adulti sani.
I meno a rischio, quindi coloro che riceveranno il vaccino per ultimi, saranno gli adulti, anche anziani non affetti da gravi patologie in corso; infatti dalle prime osservazioni sembra che proprio le persone anziane siano in realtà meno soggette alla malattia.
Tre le spiegazioni più probabili: il virus, arrivando dall'estero, ha colpito coloro che si spostano maggiormente; altra spiegazione potrebbe essere quella che la patologia virale colpisca chi maggiormente frequenta i luoghi pubblici, infine è possibile che in passato ci siano stati ceppi influenzali simili e che le persone più anziane abbiano già sviluppato gli anticorpi necessari.
A conti fatti sono 372mila le dosi di vaccino necessarie per coprire tutte le categorie; un numero molto elevato sul quale pesa un'incognita: capire se le case farmaceutiche potranno riuscire a produrre un così elevato numero di dosi.
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