Il Tirreno

LA TRAGEDIA

E Atl piazza l'autista-guardia

Mario Moscadelli
E Atl piazza l'autista-guardia

«Lei chi è? Cosa ci fa qui?» Il giorno dopo l'incidente mortale che ha tolto la vita ad un meccanico livornese, siamo ritornati nel deposito Atl delle Morelline.

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ROSIGNANO. «Lei chi è? Cosa ci fa qui?» Il giorno dopo l'incidente mortale che ha tolto la vita ad un meccanico livornese, siamo ritornati nel deposito Atl delle Morelline. Sono quasi le 13, quando arriviamo davanti all'ingresso del piazzale-parcheggio. La situazione qui è sempre la stessa: niente cancello, niente sbarre e nessun cartello che vieta l'ingresso ai non autorizzati. Insomma, almeno qui non è cambiato niente rispetto al nostro sopralluogo di martedì, dove avevamo dimostrato quanto fosse facile introdursi nell'area, salire su un pullman e mettere in moto.

Arriviamo al piazzale, riasfaltato due anni fa, ma nuovamente pieno di buche. C'è un pullman arancione aperto e acceso. Montiamo. Ma quando stiamo per toccare le chiavi, da lontano ci riprendono: «Chi è lei? Cosa sta facendo?». Le domande sono di un autista capolinea di Rosignano, che l'Atl da ieri mattina ha spostato dalla sede di via Musselbourgh al deposito con il compito specifico di sorvegliare l'area. E per consentirgli questa operazione, ieri mattina, alcuni dirigenti Atl hanno riaperto una specie sgabuzzino con l'ingresso sul piazzale, che finora era sempre rimasto chiuso. Questo, insomma, il provvedimento (l'unico) che Atl ha preso il giorno dopo il dramma di Livorno.

La "guardia-autista", gentilmente, ci spiega che lì non possiamo stare e ci invita ad uscire dal deposito. Per non creargli problemi seguiamo la sua indicazione. Ma prima di andarcene gli facciamo una domanda: ma lei a che ora stacca stasera? Risposta: «Alle 19». E domani il capolinea a che ora entra? «Alle 5». E dalle 19 alle 5 chi sorveglia questo piazzale? «La guardia giurata». Ma questo tipo di sorveglianza era prevista anche la notte del furto? E qui si interrompe la conversazione e si riaprono i nostri dubbi sul controllo che c'è sui pullman di questo deposito. Perché, visto quanto successo, sembra non sufficiente il passaggio della guardia giurata. E lo confermano una lunga serie di episodi successi in questo piazzale: lo stesso Poletto in più circostanze era riuscito a mettere in moto i pullman, altre volte sono state trovate persone che avevano scambiato il bus per una camera d'albergo o giovani coppie che sui sedili stavano amoreggiando. E non è finita qui: ci sono donne, autiste Atl, che quando montano all'alba nella borsetta hanno lo spray al peperoncino perché hanno paura. Dunque, c'è qualcosa che non va in questo tipo di sorveglianza.

Un chiarimento, poi, sulle porte aperte e sulle chiavi lasciate nel quadro. Partiamo dai pullman arancioni: le portiere di questi mezzi si possono aprire facilmente anche di notte. Il motivo? La pressione dell'aria che le fa stare chiuse cala così tanto che basta una spinta per aprirle. Per quelli extraurbani basta sapere dove si trova il vano (ricavato nel telaio) che contiene il pulsante per aprire le porte. Sinceramente non è impossibile saperlo, soprattutto per chi ha un minimo di conoscenza di questi mezzi. E le chiavi? L'Atl dice «per motivi di sicurezza» (e lo confermano anche gli autisti), ma il sindacato da tempo chiede un sistema che impedisca di lasciare le chiavi alla portata di tutti.

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