Il dolore
PERSONAGGI
Giulia e l'oro:passerelle e tv per non sparire
Michele Amadori
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Giulia Quintavalle con l’oro olimpico abbracciata dal maestro CantiniIn una disciplina come il judo, lontana dai riflettori e spesso dai mezzi di comunicazione anche sportivi, si fa presto a cadere nel dimenticatoio. Ma Giulia Quintavalle, a dispetto di chi la credeva già "passata", continua a far parlare di sé
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ROSIGNANO. In una disciplina come il judo, lontana dai riflettori e spesso dai mezzi di comunicazione anche sportivi, si fa presto a cadere nel dimenticatoio. Ma Giulia Quintavalle, a dispetto di chi la credeva già "passata", continua a far parlare di sé.
A pochi giorni dal via dei campionati mondiali di judo che si svolgeranno a Rotterdam, e dunque in attesa dei risultati sportivi, Giulia ha ottenuto un importante riconoscimento dall'Unione nazionale Veterani dello sport come miglior atleta toscano emergente relativamente al 2008. Già, il 2008, l'anno magico del trionfo a Pechino nella finalissima contro l'olandese Deborah Gravenstijn, ma soprattutto l'anno della consacrazione e del successo per Giulia Quintavalle.
Ventisei anni, nativa di Livorno, ma da sempre residente a Rosignano Solvay, Giulia nei mesi immediatamente successivi alla medaglia d'oro di Pechino ha sfruttato al meglio l'enorme risonanza che, soltanto un oro olimpico può dare a uno sport, cosiddetto minore, come il suo. Lo ha fatto al pari dei suoi colleghi "dorati", ma, senza dubbio, ha ottenuto qualcosa in più. Si sono interessati a lei il mondo della moda (ha sfilato anche a Milano per Laura Biagiotti) e della televisione (ha partecipato come ospite nella passata edizione di "Miss Italia"), così come a molte altre trasmissioni televisive. Ha ricevuto decine di inviti a cerimonie e premiazioni, ma soprattutto in mezzo a tutto ciò ha continuato ad allenarsi ed è rimasta, in primo luogo, un atleta.
Il premio dei Veterani dello sport, dicevamo, giunge a un anno esatto dalla vittoria all'Olimpiade e Giulia, colta un po' di sorpresa in quanto, essendo fuori Toscana per prepararsi ai mondiali, non aveva ancora ricevuto la notizia, lo commenta così: «Ricevere il premio di atleta dell'anno fa sempre molto piacere. Nel 2008 lo ricevetti a livello nazionale grazie ai voti dei telespettatori del Tg1 e fu un grande onore sia per il riconoscimento in sé sia perché la controparte maschile fu Alessandro Del Piero». Giulia è, infatti, anche appassionata di calcio e per giunta è juventina, avendo ereditato la fede bianconera da suo nonno. «Quello dei Veterani - prosegue la Quintavalle - mi inorgoglisce perché è un premio che mi è assegnato dalla mia regione e perché arriva un anno dopo Pechino e quindi ben oltre il vortice mediatico post-Olimpiadi». Con la medaglia d'oro al sicuro a Rosignano, la testa e il fisico di Giulia sono proiettati verso il prossimo impegno ufficiale che partirà tra pochi giorni, ovvero i campionati mondiali.
Dal 26 al 30 agosto la Quintavalle sarà, infatti, a Rotterdam con la nazionale azzurra; le aspettative sono ovviamente tante, ma senza creare un alibi, Giulia deve ammettere che non sarà al 100% per via di un infortunio patito a luglio a una coscia. «Tuttavia - aggiunge - il judo è una disciplina particolare e gli incontri sono da vivere giorno per giorno: puoi arrivare al massimo della forma e incappare in una giornata storta, così come gareggiare non al meglio delle condizioni fisiche e fare un ottimo risultato; il mio impegno per far bene sarà senza dubbio il massimo».
A pochi giorni dal via dei campionati mondiali di judo che si svolgeranno a Rotterdam, e dunque in attesa dei risultati sportivi, Giulia ha ottenuto un importante riconoscimento dall'Unione nazionale Veterani dello sport come miglior atleta toscano emergente relativamente al 2008. Già, il 2008, l'anno magico del trionfo a Pechino nella finalissima contro l'olandese Deborah Gravenstijn, ma soprattutto l'anno della consacrazione e del successo per Giulia Quintavalle.
Ventisei anni, nativa di Livorno, ma da sempre residente a Rosignano Solvay, Giulia nei mesi immediatamente successivi alla medaglia d'oro di Pechino ha sfruttato al meglio l'enorme risonanza che, soltanto un oro olimpico può dare a uno sport, cosiddetto minore, come il suo. Lo ha fatto al pari dei suoi colleghi "dorati", ma, senza dubbio, ha ottenuto qualcosa in più. Si sono interessati a lei il mondo della moda (ha sfilato anche a Milano per Laura Biagiotti) e della televisione (ha partecipato come ospite nella passata edizione di "Miss Italia"), così come a molte altre trasmissioni televisive. Ha ricevuto decine di inviti a cerimonie e premiazioni, ma soprattutto in mezzo a tutto ciò ha continuato ad allenarsi ed è rimasta, in primo luogo, un atleta.
Il premio dei Veterani dello sport, dicevamo, giunge a un anno esatto dalla vittoria all'Olimpiade e Giulia, colta un po' di sorpresa in quanto, essendo fuori Toscana per prepararsi ai mondiali, non aveva ancora ricevuto la notizia, lo commenta così: «Ricevere il premio di atleta dell'anno fa sempre molto piacere. Nel 2008 lo ricevetti a livello nazionale grazie ai voti dei telespettatori del Tg1 e fu un grande onore sia per il riconoscimento in sé sia perché la controparte maschile fu Alessandro Del Piero». Giulia è, infatti, anche appassionata di calcio e per giunta è juventina, avendo ereditato la fede bianconera da suo nonno. «Quello dei Veterani - prosegue la Quintavalle - mi inorgoglisce perché è un premio che mi è assegnato dalla mia regione e perché arriva un anno dopo Pechino e quindi ben oltre il vortice mediatico post-Olimpiadi». Con la medaglia d'oro al sicuro a Rosignano, la testa e il fisico di Giulia sono proiettati verso il prossimo impegno ufficiale che partirà tra pochi giorni, ovvero i campionati mondiali.
Dal 26 al 30 agosto la Quintavalle sarà, infatti, a Rotterdam con la nazionale azzurra; le aspettative sono ovviamente tante, ma senza creare un alibi, Giulia deve ammettere che non sarà al 100% per via di un infortunio patito a luglio a una coscia. «Tuttavia - aggiunge - il judo è una disciplina particolare e gli incontri sono da vivere giorno per giorno: puoi arrivare al massimo della forma e incappare in una giornata storta, così come gareggiare non al meglio delle condizioni fisiche e fare un ottimo risultato; il mio impegno per far bene sarà senza dubbio il massimo».
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