Trasporti
ROSIGNANO
E' crisi nera per la pesca
Mario Moscadelli
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Reti “a riposo” dentro a una barca sulla marina di VadaTre chilometri di reti per pescare tre capponi e due aragoste. Una miseria. L'allarme parte dalla marina di Vada, dove nei primi sette mesi del 2009 - secondo i pescatori - il pescato è diminuito del 50% rispetto allo scorso anno
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ROSIGNANO. Tre chilometri di reti per pescare tre capponi e due aragoste. Una miseria. L'allarme parte dalla marina di Vada, dove nei primi sette mesi del 2009 - secondo i pescatori - il pescato è diminuito del 50% rispetto allo scorso anno. Un duro colpo. E basta vedere le facce di coloro che saltano giù dalle barche per rendersi conto della situazione: sguardi sconsolati, tramagli vuoti.
La colpa? «Della qualità del mare che bagna la costra tra Vada e Castiglioncello» - ammettono in coro i pescatori - ormai non più adatto ad ospitare e a fare crescere le specie marine che fino a qualche anno fa lo popolavano. «Senza nessuna paura di essere smentito - dice Stefano Geri, pescatore professionista della marina vadese - rispetto allo scorso anno il pescato è diminuito del 50%. Io lavoro da 15 anni vicino agli scogli e vi garantisco che la presenza di pesci bianchi come orate, dentici, saraghi e capponi è diminuita drasticamente». Geri porta un esempio concreto. «In questi giorni - prosegue - la media è di 3-5 chili di pescato, che fruttano circa 100 euro, spese escluse. Negli anni passati, in questo periodo, si arrivava a tirare su fino a 10 chili in un giorno. Cosa è successo al nostro mare? Semplice, è sempre più inquinato ed è per questo che i pesci se ne stanno andando. Abbiamo una Solvay che non rispetta i limiti degli scarichi a mare e depuratori insufficiente a soddisfare la richiesta che c'è nel nostro comune soprattutto nel periodo estivo».
Michele Gori, altro pescatore professionista di Vada, spiega la situazione raccontando la sua esperienza. «Io faccio anche il sub - dice - e mi ricordo bene quando si andava a fare ricci tra Castiglioncello e Quercianella: era uno spettacolo, perché quegli scogli erano il paradiso dei molluschi. Ora, da quando il depuratore di Nibbiaia versa sotto costa, se trovi un riccio può gridare al miracolo».
Già, i depuratori. Lo stesso sindaco Alessandro Franchi, allora assessore, nel novembre scorso ammetteva che la «a Rosignano la depurazione delle acque può rappresentare una criticità e che c'è bisogno di adeguarlo». Ora i pescatori invitano il sindaco a togliere quel "può", perché loro hanno le prove che la depurazione è una seria minaccia per il mare. «Basta dare un'occhiata alle reti, che spesso sono sporche quando le ritiriamo in barca. Crediamo - si aggiunge al coro anche Maurizio Rosi - che l'amministrazione comunale dovrebbe dire stop a questo inquinamento e agire con determinazione». Gori guarda avanti: «La situazione sta peggiorando di anno in anno. Prendiamo le aragoste: questo è il loro periodo e gli altri anni era normale vedere rientrare i pescatori con 7-8 aragoste nella rete. Oggi, quando va bene, se ne pescano un paio».
La colpa? «Della qualità del mare che bagna la costra tra Vada e Castiglioncello» - ammettono in coro i pescatori - ormai non più adatto ad ospitare e a fare crescere le specie marine che fino a qualche anno fa lo popolavano. «Senza nessuna paura di essere smentito - dice Stefano Geri, pescatore professionista della marina vadese - rispetto allo scorso anno il pescato è diminuito del 50%. Io lavoro da 15 anni vicino agli scogli e vi garantisco che la presenza di pesci bianchi come orate, dentici, saraghi e capponi è diminuita drasticamente». Geri porta un esempio concreto. «In questi giorni - prosegue - la media è di 3-5 chili di pescato, che fruttano circa 100 euro, spese escluse. Negli anni passati, in questo periodo, si arrivava a tirare su fino a 10 chili in un giorno. Cosa è successo al nostro mare? Semplice, è sempre più inquinato ed è per questo che i pesci se ne stanno andando. Abbiamo una Solvay che non rispetta i limiti degli scarichi a mare e depuratori insufficiente a soddisfare la richiesta che c'è nel nostro comune soprattutto nel periodo estivo».
Michele Gori, altro pescatore professionista di Vada, spiega la situazione raccontando la sua esperienza. «Io faccio anche il sub - dice - e mi ricordo bene quando si andava a fare ricci tra Castiglioncello e Quercianella: era uno spettacolo, perché quegli scogli erano il paradiso dei molluschi. Ora, da quando il depuratore di Nibbiaia versa sotto costa, se trovi un riccio può gridare al miracolo».
Già, i depuratori. Lo stesso sindaco Alessandro Franchi, allora assessore, nel novembre scorso ammetteva che la «a Rosignano la depurazione delle acque può rappresentare una criticità e che c'è bisogno di adeguarlo». Ora i pescatori invitano il sindaco a togliere quel "può", perché loro hanno le prove che la depurazione è una seria minaccia per il mare. «Basta dare un'occhiata alle reti, che spesso sono sporche quando le ritiriamo in barca. Crediamo - si aggiunge al coro anche Maurizio Rosi - che l'amministrazione comunale dovrebbe dire stop a questo inquinamento e agire con determinazione». Gori guarda avanti: «La situazione sta peggiorando di anno in anno. Prendiamo le aragoste: questo è il loro periodo e gli altri anni era normale vedere rientrare i pescatori con 7-8 aragoste nella rete. Oggi, quando va bene, se ne pescano un paio».
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