Il dolore
Ok gli altri parametri
Solvay, scarichi a mare oltre i limiti
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A sinistra l’assessore all’ambiente Daniele Donati Sopra il mare delle Spiagge bianche e la SolvayLe conclusioni del rapporto Arpat sugli scarichi a mare della Solvay parlano chiaro: «La stima del quantitativo di solidi sospesi scaricati nel 2008, ottenuti dai valori di concentrazione determinati da Arpat e dai dati di portata trasmessi dal Servizio idrologico della Regione Toscana, ammonta a 129.218 tonnellate»
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ROSIGNANO. Le conclusioni del rapporto Arpat sugli scarichi a mare della Solvay parlano chiaro: «La stima del quantitativo di solidi sospesi scaricati nel 2008, ottenuti dai valori di concentrazione determinati da Arpat e dai dati di portata trasmessi dal Servizio idrologico della Regione Toscana, ammonta a 129.218 tonnellate». Vale a dire «ad oltre il doppio del valore limite di 60mila tonnellate annue stabilito per il 2008», nell'accordo di programma siglato il 31 luglio 2003.
Accordo sottoscritto da Solvay, Comune, Provincia, Regione e Ministero. Valori di concentrazione nella norma, invece, per i restanti parametri esaminati (cadmio, cromo, ferro, mercurio, piombo..) sempre da Arpat durante il 2008, presso lo scarico generale e negli scarichi a piè di impianto.
Intanto il sindaco Alessandro Franchi ricorda che «a settembre si terrà una riunione dell'Osservatorio nazionale a livello ministeriale istituito con l'Accordo di programma», al quale parteciperanno oltre all'azienda anche gli enti pubblici e gli organismi di controllo, per fare un bilancio degli obiettivi raggiunti e quelli ancora da raggiungere.
Come si ricorderà, l'Accordo di programma siglato nel 2003 prevedeva, da parte di Solvay, la sostituzione delle celle a mercurio con le celle a membrana per ridurre sensibilmente la fuoriuscita del metallo pesante (sostituzione già avvenuta); la riduzione degli emungimenti di acqua di falda avvenuta attraverso il riciclo delle acque reflue dei depuratori di Cecina e Rosignano (impianto Aretusa) e il dimezzamento dei fanghi in mare scaricati dal fosso bianco.
Dal 1 gennaio al 31 dicembre 2008 il Dipartimento provinciale Arpat di Livorno, secondo quanto previsto dal provvedimento che autorizza Solvay a scaricare in mare, ha effettuato 49 prelievi nello scarico generale per la valutazione del contenuto in solidi sospesi per verificare l'impegno sottoscritto da Solvay nell'accordo di programma. Inoltre, sono stati eseguiti 9 campionamenti per effettuare controlli su altre sostanze come cromo, cadmio, mercurio e 7 campionamenti negli scarichi a piè di impianto (clorometani, acqua ossigenata e cloro soda). Visti i limiti di legge, tutti i parametri di concentrazione di queste sostanze sono stati rispettati fuorché, appunto, la quantità dei fanghi industriali scaricati in mare dove «il valore di 129.218 tonnellate ottenuto nel 2008 - si legge nella relazione - risulta inferiore al valore del 2007» ma «di poco superiore a quello del 2006».
L'assessore all'ambiente Daniele Donati spiega «che la revisione dell'accordo di programma sottoscritto nel 2003 è importante anche per capire se ci sono nuove criticità da inserire in tale accordo. Criticità quella delle polveri fini e finissime che finiscono in aria». Di aggiornamento parla anche il sindaco: «Bisogna capire quali obiettivi abbia raggiunto Solvay e quali no e quali siano i problemi incontrati dall'azienda; rimane in piedi il problema dei fanghi che finiscono in mare».
Accordo sottoscritto da Solvay, Comune, Provincia, Regione e Ministero. Valori di concentrazione nella norma, invece, per i restanti parametri esaminati (cadmio, cromo, ferro, mercurio, piombo..) sempre da Arpat durante il 2008, presso lo scarico generale e negli scarichi a piè di impianto.
Intanto il sindaco Alessandro Franchi ricorda che «a settembre si terrà una riunione dell'Osservatorio nazionale a livello ministeriale istituito con l'Accordo di programma», al quale parteciperanno oltre all'azienda anche gli enti pubblici e gli organismi di controllo, per fare un bilancio degli obiettivi raggiunti e quelli ancora da raggiungere.
Come si ricorderà, l'Accordo di programma siglato nel 2003 prevedeva, da parte di Solvay, la sostituzione delle celle a mercurio con le celle a membrana per ridurre sensibilmente la fuoriuscita del metallo pesante (sostituzione già avvenuta); la riduzione degli emungimenti di acqua di falda avvenuta attraverso il riciclo delle acque reflue dei depuratori di Cecina e Rosignano (impianto Aretusa) e il dimezzamento dei fanghi in mare scaricati dal fosso bianco.
Dal 1 gennaio al 31 dicembre 2008 il Dipartimento provinciale Arpat di Livorno, secondo quanto previsto dal provvedimento che autorizza Solvay a scaricare in mare, ha effettuato 49 prelievi nello scarico generale per la valutazione del contenuto in solidi sospesi per verificare l'impegno sottoscritto da Solvay nell'accordo di programma. Inoltre, sono stati eseguiti 9 campionamenti per effettuare controlli su altre sostanze come cromo, cadmio, mercurio e 7 campionamenti negli scarichi a piè di impianto (clorometani, acqua ossigenata e cloro soda). Visti i limiti di legge, tutti i parametri di concentrazione di queste sostanze sono stati rispettati fuorché, appunto, la quantità dei fanghi industriali scaricati in mare dove «il valore di 129.218 tonnellate ottenuto nel 2008 - si legge nella relazione - risulta inferiore al valore del 2007» ma «di poco superiore a quello del 2006».
L'assessore all'ambiente Daniele Donati spiega «che la revisione dell'accordo di programma sottoscritto nel 2003 è importante anche per capire se ci sono nuove criticità da inserire in tale accordo. Criticità quella delle polveri fini e finissime che finiscono in aria». Di aggiornamento parla anche il sindaco: «Bisogna capire quali obiettivi abbia raggiunto Solvay e quali no e quali siano i problemi incontrati dall'azienda; rimane in piedi il problema dei fanghi che finiscono in mare».
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