Attenzione
CECINA
Il mago dello specchietto fa flop
A.R.
◗
Carabinieri della stazione di Solvay autori dell’arresto coi colleghi di M. BibbonaStavolta non gli è andata bene. Finora aveva collezionato «solo» una serie di denunce per truffa. Il meccanismo era oliato: specchietto rotto, accusava dell'incidente l'ignaro automobilista che, per non aver rogne con l'assicurazione, preferiva saldare il danno in contanti
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CECINA. Stavolta non gli è andata bene. Finora aveva collezionato «solo» una serie di denunce per truffa. Il meccanismo era oliato: specchietto rotto, accusava dell'incidente l'ignaro automobilista che, per non aver rogne con l'assicurazione, preferiva saldare il danno in contanti.
Piccolo particolare: il coccio era pura fantasia.
Mercoledì mattina, però, a Francesco Restivo, 29 anni, professione arrotino, originario di Niscemi (Catania), le cose non sono andate bene come sempre. I carabinieri della stazione di Solvay coi colleghi del posto fisso di Marina di Bibbona lo hanno arrestato e condotto alle Sughere, in attesa della direttissima. L'accusa è quella di truffa. Ad incastrarlo la prontezza di riflessi della truffata e il rapido intervento dei militari. Erano circa le 10 di mercoledì mattina quando una donna di Livorno che lavora a Marina di Bibbona, percorrendo la variante Aurelia direzione nord - sud poco dopo lo svincolo per Rosignano, nel sorpassare una Fiat Bravo sente un rumore proveniente dalla fiancata destra della sua auto. Pensa sia un sasso, ma poco dopo viene affiancata dall'auto appena sorpassata. Il conducente le fa segno di fermarsi. I due si fermano in una piazzola a discutere: Restivo - spiegano i carabinieri - cerca di convincere la donna che nella manovra di sorpasso gli ha danneggiato lo specchietto retrovisore chiedendogli 100 € di risarcimento. Lei propone una constatazione amichevole, ma l'uomo, dicendo di aver fretta perché deve andare a Roma, chiede di liquidare subito il danno. Così la donna gli dà 50 euro. La donna, però, annota il numero di targa della Fiat Bravo e telefona subito ai carabinieri del posto fisso di Marina di Bibbona, i quali diramano le ricerche tramite la centrale operativa della Compagnia di Cecina. E invitano la donna a recarsi al posto fisso per perfezionare la denuncia. Verso le 12 una pattuglia della stazione di Rosignano Solvay riesce a fermare la Fiat Bravo alla Mazzanta. A bordo c'è proprio lui, il truffatore dello specchietto, che - ritengono i militari - sempre sulla variante Aurelia ha mietuto non poche vittime. Condotto in caserma, fornisce una versione tutta sua, e cioè che si stava recando in ospedale a Cecina quando è stato urtato dall'auto della donna. Inoltre dice che era stata proprio quest'ultima a volergli dare i soldi. Ma visti i precedenti specifici, Restivo viene arrestato e condotto in carcere a Livorno.
Piccolo particolare: il coccio era pura fantasia.
Mercoledì mattina, però, a Francesco Restivo, 29 anni, professione arrotino, originario di Niscemi (Catania), le cose non sono andate bene come sempre. I carabinieri della stazione di Solvay coi colleghi del posto fisso di Marina di Bibbona lo hanno arrestato e condotto alle Sughere, in attesa della direttissima. L'accusa è quella di truffa. Ad incastrarlo la prontezza di riflessi della truffata e il rapido intervento dei militari. Erano circa le 10 di mercoledì mattina quando una donna di Livorno che lavora a Marina di Bibbona, percorrendo la variante Aurelia direzione nord - sud poco dopo lo svincolo per Rosignano, nel sorpassare una Fiat Bravo sente un rumore proveniente dalla fiancata destra della sua auto. Pensa sia un sasso, ma poco dopo viene affiancata dall'auto appena sorpassata. Il conducente le fa segno di fermarsi. I due si fermano in una piazzola a discutere: Restivo - spiegano i carabinieri - cerca di convincere la donna che nella manovra di sorpasso gli ha danneggiato lo specchietto retrovisore chiedendogli 100 € di risarcimento. Lei propone una constatazione amichevole, ma l'uomo, dicendo di aver fretta perché deve andare a Roma, chiede di liquidare subito il danno. Così la donna gli dà 50 euro. La donna, però, annota il numero di targa della Fiat Bravo e telefona subito ai carabinieri del posto fisso di Marina di Bibbona, i quali diramano le ricerche tramite la centrale operativa della Compagnia di Cecina. E invitano la donna a recarsi al posto fisso per perfezionare la denuncia. Verso le 12 una pattuglia della stazione di Rosignano Solvay riesce a fermare la Fiat Bravo alla Mazzanta. A bordo c'è proprio lui, il truffatore dello specchietto, che - ritengono i militari - sempre sulla variante Aurelia ha mietuto non poche vittime. Condotto in caserma, fornisce una versione tutta sua, e cioè che si stava recando in ospedale a Cecina quando è stato urtato dall'auto della donna. Inoltre dice che era stata proprio quest'ultima a volergli dare i soldi. Ma visti i precedenti specifici, Restivo viene arrestato e condotto in carcere a Livorno.
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