Finanza
IMPRESE IN DIFFICOLTA’
Morelline, arriva la crisi nera
Alessandra Bernardeschi
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A fianco Daniele Cecconi. Sopra uno scorcio dell’area delle MorellineL'onda lunga della crisi economica sta investendo pesantemente le imprese di Rosignano. Il periodo peggiore è previsto per settembre e ottobre, alla ripresa delle attività ma, già da ora, molte aziende dell'area della zona artigianale e industriale delle Morelline stanno boccheggiando
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ROSIGNANO. L'onda lunga della crisi economica sta investendo pesantemente le imprese di Rosignano. Il periodo peggiore è previsto per settembre e ottobre, alla ripresa delle attività ma, già da ora, molte aziende dell'area della zona artigianale e industriale delle Morelline stanno boccheggiando.
Si parla di lavoratori mandati in ferie che non sanno se rientreranno alla fine del periodo di riposo, di permessi retribuiti che non erano stati ancora utilizzati, di attivazione di ammortizzatori sociali che però non tutte le aziende possono garantire e che non sempre vengono pagati, fino ad arrivare ad aziende alle quali è stato sospesa addirittura l'erogazione di energia elettrica.
Piero Nocchi, assessore allo sviluppo e programmazione territoriale della Provincia di Livorno parla chiaro: «Per rimanere con i piedi per terra, nella provincia di Livorno, nei prossimi mesi sono a rischio 2mila posti di lavoro. E la crisi non sta colpendo un comparto in particolare, ma tutti i settori dell'economia: dal commercio e turismo, alle piccole e medie imprese fino all'industria pesante».
Secondo i dati in possesso della Cna «l'apice - dice Daniele Cecconi rappresentante dell'associazione - si toccherà nel mese di ottobre». Una situazione ben conosciuta dal sindaco Alessandro Franchi. «Stiamo incontrando molti imprenditori, proprietari di aziende importanti e sane che operano da anni sul nostro territorio - dice Franchi - e che oggi stanno attraversando un periodo di grande difficoltà». Non si fanno i nomi «ed è anche difficile, al momento, - spiega Cecconi - individuare una percentuale precisa delle imprese in difficoltà. Di sicuro questa crisi supera la metà delle imprese sul territorio. Basti pensare che il settore delle costruzioni, oggi in gravi difficoltà, rappresenta il 50% del mondo dell'artigianato». La crisi di questo settore fa fermare «le aziende che producono impiantistica, le falegnamerie, le vetrerie, quelle che producono materie prime come i laterizi fino ad arrivare agli autotrasportatori». Insomma, «l'onda della crisi che sta colpendo un intero sistema di sviluppo economico - dice l'assessore all'economia Luca Agostini - sta arrivando anche qui, nelle nostre imprese. Ci entriamo adesso e, secondo le previsioni, ne usciremo nel 2010». Per essere più precisi, «nel secondo semestre del 2010», specifica Nocchi.
In tutto questo non aiuta il ruolo delle banche. «A parte la difficoltà che anche gli istituti bancari stanno attraversando per questa crisi mondiale e le normative sempre più restrittive nel concedere prestiti dopo Basilea 2 - dice Cecconi - c'è qualcuno che sta tirando un po' troppo i freni». D entrare in crisi anche aziende sane «che semplicemente - continua Agostini - hanno momentanei problemi di rientro perchè a loro stesse non vengono pagate commesse e lavori eseguiti per altre aziende; oppure i pagamenti vengono dilazionati nel tempo».
Un circolo vizioso, dal quale è difficile uscire. Per questo Regione, Provincia e Comune, stanno predisponendo pacchetti anticrisi. E mentre la Camera di Commercio «ha predisposto - conclude Cecconi - un 1 di euro destinate alle imprese per l'abbattimento degli interessi, il Comune di Rosignano sta studiando «interventi - conclude Agostini - per intervenire ad esempio sugli istituti di credito abbattendo i tassi». Ma in campo ci sono anche altri provvedimenti diretti a coloro che un lavoro lo hanno perso: ad esempio si parla di pacchetti di assunzioni per lavori utili da svolgere sul territorio.
Si parla di lavoratori mandati in ferie che non sanno se rientreranno alla fine del periodo di riposo, di permessi retribuiti che non erano stati ancora utilizzati, di attivazione di ammortizzatori sociali che però non tutte le aziende possono garantire e che non sempre vengono pagati, fino ad arrivare ad aziende alle quali è stato sospesa addirittura l'erogazione di energia elettrica.
Piero Nocchi, assessore allo sviluppo e programmazione territoriale della Provincia di Livorno parla chiaro: «Per rimanere con i piedi per terra, nella provincia di Livorno, nei prossimi mesi sono a rischio 2mila posti di lavoro. E la crisi non sta colpendo un comparto in particolare, ma tutti i settori dell'economia: dal commercio e turismo, alle piccole e medie imprese fino all'industria pesante».
Secondo i dati in possesso della Cna «l'apice - dice Daniele Cecconi rappresentante dell'associazione - si toccherà nel mese di ottobre». Una situazione ben conosciuta dal sindaco Alessandro Franchi. «Stiamo incontrando molti imprenditori, proprietari di aziende importanti e sane che operano da anni sul nostro territorio - dice Franchi - e che oggi stanno attraversando un periodo di grande difficoltà». Non si fanno i nomi «ed è anche difficile, al momento, - spiega Cecconi - individuare una percentuale precisa delle imprese in difficoltà. Di sicuro questa crisi supera la metà delle imprese sul territorio. Basti pensare che il settore delle costruzioni, oggi in gravi difficoltà, rappresenta il 50% del mondo dell'artigianato». La crisi di questo settore fa fermare «le aziende che producono impiantistica, le falegnamerie, le vetrerie, quelle che producono materie prime come i laterizi fino ad arrivare agli autotrasportatori». Insomma, «l'onda della crisi che sta colpendo un intero sistema di sviluppo economico - dice l'assessore all'economia Luca Agostini - sta arrivando anche qui, nelle nostre imprese. Ci entriamo adesso e, secondo le previsioni, ne usciremo nel 2010». Per essere più precisi, «nel secondo semestre del 2010», specifica Nocchi.
In tutto questo non aiuta il ruolo delle banche. «A parte la difficoltà che anche gli istituti bancari stanno attraversando per questa crisi mondiale e le normative sempre più restrittive nel concedere prestiti dopo Basilea 2 - dice Cecconi - c'è qualcuno che sta tirando un po' troppo i freni». D entrare in crisi anche aziende sane «che semplicemente - continua Agostini - hanno momentanei problemi di rientro perchè a loro stesse non vengono pagate commesse e lavori eseguiti per altre aziende; oppure i pagamenti vengono dilazionati nel tempo».
Un circolo vizioso, dal quale è difficile uscire. Per questo Regione, Provincia e Comune, stanno predisponendo pacchetti anticrisi. E mentre la Camera di Commercio «ha predisposto - conclude Cecconi - un 1 di euro destinate alle imprese per l'abbattimento degli interessi, il Comune di Rosignano sta studiando «interventi - conclude Agostini - per intervenire ad esempio sugli istituti di credito abbattendo i tassi». Ma in campo ci sono anche altri provvedimenti diretti a coloro che un lavoro lo hanno perso: ad esempio si parla di pacchetti di assunzioni per lavori utili da svolgere sul territorio.
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