Proteste
I PROBLEMI DELLA SANITA’
Disagi e proteste in sala gessi
Marco Carli
Situazione da bollino rosso ieri per l'ospedale cecinese. Pronto soccorso preso d'assalto e sala gessi con decine di pazienti in attesa. La situazione, a mezzogiorno, era paradossale. Arrivando si scorgevano persone fuori dalla zona d'attesa
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CECINA. Situazione da bollino rosso ieri per l'ospedale cecinese. Pronto soccorso preso d'assalto e sala gessi con decine di pazienti in attesa. La situazione, a mezzogiorno, era paradossale. Arrivando si scorgevano persone fuori dalla zona d'attesa.
Le poltroncine erano tutte occupate e pur di trovare una posizione comoda, molti pazienti erano seduti in terra col la schiena appoggiata al muro. Almeno trenta persone, in pochi metri quadrati, già provate per il dolore, costrette ad aspettare ore ed ore per un'ingessatura.
"Avevo l'appuntamento alle nove - afferma un'anziana signora - e tre ore dopo sono sempre qui. Non è possibile essere vittime di questa disorganizzazione".
Il caldo è opprimente, c'è chi si alza per raggiungere a fatica il bar per comprare l'acqua o qualcosa da mangiare. Sono coscienti che trascorrerà molto tempo prima di entrare nell'ambulatorio.
"I medici che si occupano delle ingessature sono solo due - dichiara una signora che accompagna un'anziana parente in carrozzina - e si dividono tra pronto soccorso, sala operatoria e sala gessi. C'è un dottore che va e viene, i tempi inevitabilmente si allungano e la gente, giustamente, si innervosisce e chiede spiegazioni".
Gli infermieri, evidentemente accortisi della difficoltà che fioccano, si mostrano disponibili nei confronti dei pazienti e provano a rassicurarli con parole piene di ottimismo.
Come si apre la porta dell'ambulatorio decine di persone, soprattutto gli accompagnatori, circondano l'infermiere per sapere quanto tempo dovranno attendere: otterranno solo risposte vaghe e incerte. Qualcuno se ne va, sarà costretto a fissare un nuovo appuntamento nella speranza di trovare una giornata meno complicata di questo caldo lunedì d'agosto.
Poco cambia quando si varca la porta automatica del pronto soccorso. Molte persone attendono di esser visitate, qualcuna di queste cerca di ingannare la lunga attesa dormendo. Sono da poco passate le 14 e il tabellone elettronico posto sopra lo sportello dell'accettazione indica dodici codici verdi in attesa, mentre sono sei le visite in corso: un codice rosso e cinque codici verdi.
Le difficoltà si presentano già al momento dell'accettazione: ci sono almeno quindici persone in coda perchè l'infermiere adetto al triage non è sempre presente. Il nervosismo sale e numerose borse del ghiaccio vengono portate ai pazienti già in sala d'attesa.
L'Asl 6, tramite l'ufficio stampa, prova a dare delle spiegazioni sulle cause che hanno provocato i problemi di ieri: "Quella di lunedì è stata una giornata particolare. In mattinata ci sono stati due interventi chirurgici d'urgenza e uno dei due medici della sala gessi è stato impegnato per diverse ore in sala operatoria. Inevitabile quindi il rallentamento delle visite ortopediche.
"Discorso diverso - fa presente l'Asl 6 - per il pronto soccorso, i numeri parlano di una giornata normale considerando che siamo in pieno agosto. Se c'è stata qualche coda all'accettazione è perchè lo sportello si occupa anche di accogliere i pazienti della guardia turistica».
Le poltroncine erano tutte occupate e pur di trovare una posizione comoda, molti pazienti erano seduti in terra col la schiena appoggiata al muro. Almeno trenta persone, in pochi metri quadrati, già provate per il dolore, costrette ad aspettare ore ed ore per un'ingessatura.
"Avevo l'appuntamento alle nove - afferma un'anziana signora - e tre ore dopo sono sempre qui. Non è possibile essere vittime di questa disorganizzazione".
Il caldo è opprimente, c'è chi si alza per raggiungere a fatica il bar per comprare l'acqua o qualcosa da mangiare. Sono coscienti che trascorrerà molto tempo prima di entrare nell'ambulatorio.
"I medici che si occupano delle ingessature sono solo due - dichiara una signora che accompagna un'anziana parente in carrozzina - e si dividono tra pronto soccorso, sala operatoria e sala gessi. C'è un dottore che va e viene, i tempi inevitabilmente si allungano e la gente, giustamente, si innervosisce e chiede spiegazioni".
Gli infermieri, evidentemente accortisi della difficoltà che fioccano, si mostrano disponibili nei confronti dei pazienti e provano a rassicurarli con parole piene di ottimismo.
Come si apre la porta dell'ambulatorio decine di persone, soprattutto gli accompagnatori, circondano l'infermiere per sapere quanto tempo dovranno attendere: otterranno solo risposte vaghe e incerte. Qualcuno se ne va, sarà costretto a fissare un nuovo appuntamento nella speranza di trovare una giornata meno complicata di questo caldo lunedì d'agosto.
Poco cambia quando si varca la porta automatica del pronto soccorso. Molte persone attendono di esser visitate, qualcuna di queste cerca di ingannare la lunga attesa dormendo. Sono da poco passate le 14 e il tabellone elettronico posto sopra lo sportello dell'accettazione indica dodici codici verdi in attesa, mentre sono sei le visite in corso: un codice rosso e cinque codici verdi.
Le difficoltà si presentano già al momento dell'accettazione: ci sono almeno quindici persone in coda perchè l'infermiere adetto al triage non è sempre presente. Il nervosismo sale e numerose borse del ghiaccio vengono portate ai pazienti già in sala d'attesa.
L'Asl 6, tramite l'ufficio stampa, prova a dare delle spiegazioni sulle cause che hanno provocato i problemi di ieri: "Quella di lunedì è stata una giornata particolare. In mattinata ci sono stati due interventi chirurgici d'urgenza e uno dei due medici della sala gessi è stato impegnato per diverse ore in sala operatoria. Inevitabile quindi il rallentamento delle visite ortopediche.
"Discorso diverso - fa presente l'Asl 6 - per il pronto soccorso, i numeri parlano di una giornata normale considerando che siamo in pieno agosto. Se c'è stata qualche coda all'accettazione è perchè lo sportello si occupa anche di accogliere i pazienti della guardia turistica».
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