Il dolore
VERTICE ASL-SINDACI
Un piano contro la "suina"
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Si lavora alla realizzazione del vaccinoL'Asl 6 ha presentato un piano preventivo per fronteggiare l'influenza suina. La pandemia - se pandemia sarà - dovrà trovare le nostre strutture sanitarie ed ospedaliere pronte a gestire la situazione sotto tutti i punti di vista. È quanto si propone l'azienda sanitaria, di concerto con i sindaci
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LIVORNO. L'Asl 6 ha presentato un piano preventivo per fronteggiare l'influenza suina. La pandemia - se pandemia sarà - dovrà trovare le nostre strutture sanitarie ed ospedaliere pronte a gestire la situazione sotto tutti i punti di vista. È quanto si propone l'azienda sanitaria, di concerto con i sindaci.
Il piano è stato illustrato durante un incontro nella sede centrale dell'Asl, a Monterotondo, tra la direttrice generale Monica Calamai e i primi cittadini dei comuni più importanti della provincia. La Bassa Val di Cecina era rappresentata dagli assessori Elena Ciaffone per Rosignano e Lia Burgalassi per Cecina.
Due fasi per un piano che punta tutto sulla prevenzione: intanto un anticipo sui tempi della vaccinazione contro l'influenza ordinaria, che scatterà a metà ottobre e riguarderà tutte le categorie a rischio (oltre a quelle classiche, over 65 e malati, anche insegnanti, medici, forze dell'ordine). Vaccinazione anticipata e di massa, dicevamo, in attesa della realizzazione del vaccino specifico contro l'influenza suina, che non sarà pronto però prima di fine novembre.
La seconda fase del piano rappresenta l'allestimento di posti letto in caso si renda necessario il ricovero ospedaliero. Una previsione che rigiarda tutti e 4 i presidi dell'Asl: Livorno, Cecina, Piombino e Portoferraio. Sessanta i posti letto ordinari in più previsti nell'ospedale del capoluogo in caso di impatto lieve dell'influenza A (sei settimane di diffusione), che diventeranno 92 o 103 se la classificazione della patologia salirà rispettivamente al livello moderato (8 settimane) o severo (12 settimane). Per reperire i posti saranno bloccate alcune attività ospedaliere programmate (soprattutto in chirurgia) fino allo stop dei ricoveri. E' quanto ha predisposto l'Asl. Nell'ospedale di Cecina i posti letto previsti vanno da 32 in caso di diffusione lieve a 34 (livello medio) fino a 38 (livello severo). Il piano prevede però di agire soprattutto sulla prevenzione e dunque sulla vaccinazione che sarà suddivisa in due distinti momenti: il vaccino prepandemico (stagionale disponibile da ottobre) e quello pandemico (specifico A/H1N1 disponibile da novembre, gennaio).
Ma la parola pandemia, assicurano gli esperti, non deve trarre in inganno, né creare allarme: a decretare l'urgenza di un piano sanitario ad hoc non è la virulenza dell'influenza A, che sembra addirittura meno aggressiva dell'influenza stagionale, ma la sua estrema facilità di contagio, e quindi la quantità di persone che potrebbero contrarla e che potrebbero far ricorso al ricovero ospedaliero mandando in tilt il sistema in assenza di una pianificazione strategica.
Sono sei per ora i casi accertati a Livorno, quindici in totale nell'area dell'Asl 6. La maggioranza, spiega il direttore del reparto malattie infettive Spartaco Sani, riguarda contagi avvenuti all'estero, sei invece si sono ammalati senza uscire dall'Italia.
M.M.
Il piano è stato illustrato durante un incontro nella sede centrale dell'Asl, a Monterotondo, tra la direttrice generale Monica Calamai e i primi cittadini dei comuni più importanti della provincia. La Bassa Val di Cecina era rappresentata dagli assessori Elena Ciaffone per Rosignano e Lia Burgalassi per Cecina.
Due fasi per un piano che punta tutto sulla prevenzione: intanto un anticipo sui tempi della vaccinazione contro l'influenza ordinaria, che scatterà a metà ottobre e riguarderà tutte le categorie a rischio (oltre a quelle classiche, over 65 e malati, anche insegnanti, medici, forze dell'ordine). Vaccinazione anticipata e di massa, dicevamo, in attesa della realizzazione del vaccino specifico contro l'influenza suina, che non sarà pronto però prima di fine novembre.
La seconda fase del piano rappresenta l'allestimento di posti letto in caso si renda necessario il ricovero ospedaliero. Una previsione che rigiarda tutti e 4 i presidi dell'Asl: Livorno, Cecina, Piombino e Portoferraio. Sessanta i posti letto ordinari in più previsti nell'ospedale del capoluogo in caso di impatto lieve dell'influenza A (sei settimane di diffusione), che diventeranno 92 o 103 se la classificazione della patologia salirà rispettivamente al livello moderato (8 settimane) o severo (12 settimane). Per reperire i posti saranno bloccate alcune attività ospedaliere programmate (soprattutto in chirurgia) fino allo stop dei ricoveri. E' quanto ha predisposto l'Asl. Nell'ospedale di Cecina i posti letto previsti vanno da 32 in caso di diffusione lieve a 34 (livello medio) fino a 38 (livello severo). Il piano prevede però di agire soprattutto sulla prevenzione e dunque sulla vaccinazione che sarà suddivisa in due distinti momenti: il vaccino prepandemico (stagionale disponibile da ottobre) e quello pandemico (specifico A/H1N1 disponibile da novembre, gennaio).
Ma la parola pandemia, assicurano gli esperti, non deve trarre in inganno, né creare allarme: a decretare l'urgenza di un piano sanitario ad hoc non è la virulenza dell'influenza A, che sembra addirittura meno aggressiva dell'influenza stagionale, ma la sua estrema facilità di contagio, e quindi la quantità di persone che potrebbero contrarla e che potrebbero far ricorso al ricovero ospedaliero mandando in tilt il sistema in assenza di una pianificazione strategica.
Sono sei per ora i casi accertati a Livorno, quindici in totale nell'area dell'Asl 6. La maggioranza, spiega il direttore del reparto malattie infettive Spartaco Sani, riguarda contagi avvenuti all'estero, sei invece si sono ammalati senza uscire dall'Italia.
M.M.
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