Il Tirreno

Agriturismo, strutture in aumento

Una struttura agrituristica
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Una struttura agrituristica

Cresce il numero degli agriturismi in Toscana, con la provincia di Livorno che nel 2008 ne ha contati 219, ben 15 in più rispetto al 2007 (204). Nella nostra zona, il primo posto spetta al comune di Castagneto con 34, seguito da Rosignano (diciannove), Bibbona (sedici) e Cecina (sette)

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ROSIGNANO. Cresce il numero degli agriturismi in Toscana, con la provincia di Livorno che nel 2008 ne ha contati 219, ben 15 in più rispetto al 2007 (204). Nella nostra zona, il primo posto spetta al comune di Castagneto con 34, seguito da Rosignano (diciannove), Bibbona (sedici) e Cecina (sette).
Dati che Mirello Fantacci, responsabile dell'ufficio tecnico della Cia - la Confederazione italiana agricoltori - di Cecina, commenta in relazione alla crisi economica di questi anni e alle modifiche della legge da parte della Regione.
A Firenze, vogliono norme che valorizzino il territorio, rafforzino le attività tipiche dell'agricoltura e sostengano la filiera corta. Bene, a patto che si pensi sempre più ad ampliare la stagione turistica garantendo alle strutture lavoro per tutto l'anno. Aspetto sui quali Fantacci riflette, spiegando che "la nascita dei nuovi agriturismi non corrisponde all'incremento dei turisti, perché la crescita si è fermata al 2008 e le persone sono rimaste le stesse". Da qui, l'idea di destagionalizzare, offrendo non solo il mare a chi visita la Toscana, ma molto altro.
Anche il presidente regionale della Confederazione italiana agricoltori, Giordano Pascucci, apprezza i presupposti della legge, ma ricorda che per gli agriturismi è ormai necessaria una classifica omogenea a livello nazionale oltre a una promozione più efficace. Altri dati: le 219 strutture presenti in provincia nel 2008 prevedevano 3064 posti letto, cresciuti rispetto al 2007 (204 per 2933) e al 2004 (175 per 1732), quando la crisi era ancora lontana. In compenso, le attività ristoratrici sono passate da 50 a 52, confermando quanto siano amati i prodotti locali.
E sulla filiera corta, nata per promuovere l'ottimo raccolto del territorio contenendo i prezzi per aiutare i produttori e i clienti, si gioca l'ultima partita, che coinvolge gli agriturismi e le piccole aziende desiderose di rilanciare il turismo legato a questo territorio.

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