Proteste
Computer in tilt, niente prelievi
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Pazienti in ospedale Qui siamo davanti al CupCi risiamo. Era già successo altre volte. L'ultima, il 22 luglio scorso. Computer in panne, niente dati in rete, niente prelievi. Risultato: decine di pazienti in attesa dalle prime ore del mattina per farsi un esame del sangue e delle urine costretti a tornare a casa
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CECINA. Ci risiamo. Era già successo altre volte. L'ultima, il 22 luglio scorso. Computer in panne, niente dati in rete, niente prelievi. Risultato: decine di pazienti in attesa dalle prime ore del mattina per farsi un esame del sangue e delle urine costretti a tornare a casa. O, nel migliore dei casi, ad attendere più di 2 ore.
E ciò prima che la situazione tornasse alla normalità e potersi rimettere in fila.
A meno di due settimane dal black out, ieri mattina, la situazione si è ripetuta. Con decine di persone in attesa davanti al centro prelievi che hanno dovuto rimandare l'esame.
Il motivo sembra essere sempre il solito: un blocco del software del computer che gestisce le prenotazioni e che ha mandato in panne il servizio a Cecina, a Rosignano (in via Moro) e negli altri centri in rete dell'Asl 6.
«Ero in fila dalle 6,30 - ci racconta una paziente di Rosignano - ho atteso fino alle 8, poi me ne sono andata».
«Cosa ci hanno detto?», ci racconta un altro paziente. «Che si erano bloccati i computer e che dovevamo aspettare. Già. Ma quanto nessuno lo sapeva». Così diverse persone in attesa (alle 8 ce n'erano già oltre quaranta, a Cecina) hanno deciso di desistere e di andarsene. E davanti alle proteste di alcuni («devo fare i dosaggi ormonali»), c'era chi rispondeva, tra il personale in servizio, che non si trattava di urgenze e che dunque, come tali, gli esami potevano essere rimandati.
Ma vallo a dire a chi era in fila da due ore e magari aveva preso un permesso da lavoro.
«Sono macchine, e possono guastarsi», si sottolineava dall'ospedale. Peccato che questi disservizi comincino a verificarsi con una certa frequenza. L'ultima volta, il 22 luglio scorso, l'Asl diramò una nota per scusarsi con i pazienti. Scrisse che quella mattina «si era inaspettatamente bloccato il software che gestisce le prenotazioni dei prelievi».
Ieri, inaspettatamente, è successo qualcosa di analogo.
E se due settimane fa il blocco era stato di 70 minuti, ieri - almeno a quanto riferivano dall'ospedale - il blocco è durato circa 2 ore. Con disagi facilmente comprensibili. Fra le proteste di decine di pazienti e la rassegnazione di chi ha dovuto comunque aspettare a lungo prima di poter fare il prelievo.
E ciò prima che la situazione tornasse alla normalità e potersi rimettere in fila.
A meno di due settimane dal black out, ieri mattina, la situazione si è ripetuta. Con decine di persone in attesa davanti al centro prelievi che hanno dovuto rimandare l'esame.
Il motivo sembra essere sempre il solito: un blocco del software del computer che gestisce le prenotazioni e che ha mandato in panne il servizio a Cecina, a Rosignano (in via Moro) e negli altri centri in rete dell'Asl 6.
«Ero in fila dalle 6,30 - ci racconta una paziente di Rosignano - ho atteso fino alle 8, poi me ne sono andata».
«Cosa ci hanno detto?», ci racconta un altro paziente. «Che si erano bloccati i computer e che dovevamo aspettare. Già. Ma quanto nessuno lo sapeva». Così diverse persone in attesa (alle 8 ce n'erano già oltre quaranta, a Cecina) hanno deciso di desistere e di andarsene. E davanti alle proteste di alcuni («devo fare i dosaggi ormonali»), c'era chi rispondeva, tra il personale in servizio, che non si trattava di urgenze e che dunque, come tali, gli esami potevano essere rimandati.
Ma vallo a dire a chi era in fila da due ore e magari aveva preso un permesso da lavoro.
«Sono macchine, e possono guastarsi», si sottolineava dall'ospedale. Peccato che questi disservizi comincino a verificarsi con una certa frequenza. L'ultima volta, il 22 luglio scorso, l'Asl diramò una nota per scusarsi con i pazienti. Scrisse che quella mattina «si era inaspettatamente bloccato il software che gestisce le prenotazioni dei prelievi».
Ieri, inaspettatamente, è successo qualcosa di analogo.
E se due settimane fa il blocco era stato di 70 minuti, ieri - almeno a quanto riferivano dall'ospedale - il blocco è durato circa 2 ore. Con disagi facilmente comprensibili. Fra le proteste di decine di pazienti e la rassegnazione di chi ha dovuto comunque aspettare a lungo prima di poter fare il prelievo.
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