Il Tirreno

Il colpo in banca non gli riesce

Alessandro De Gregorio
Il colpo in banca non gli riesce

Sveglio l'impiegato, rapidi i carabinieri. E preso in contropiede quel cliente che aveva pianificato il colpo in banca. Voleva incassare assegni per seimila euro. Assegni veri ma rubati. Falso invece il primo documento che lui aveva esibito chiedendo di aprire un conto corrente

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CECINA. Sveglio l'impiegato, rapidi i carabinieri. E preso in contropiede quel cliente che aveva pianificato il colpo in banca. Voleva incassare assegni per seimila euro. Assegni veri ma rubati. Falso invece il primo documento che lui aveva esibito chiedendo di aprire un conto corrente. Alla fine si è impappinato, ha ceduto e la stangata è andata a farsi benedire.
Vincenzo Di Matteo (30 anni, napoletano) è stato arrestato per tentata truffa, uso di atti falsi e ricettazione. E' avvenuto lunedì mattina alla filiale della banca Unicredit in fondo a corso Matteotti.
Il giovane, disoccupato e incensurato, si è presentato in banca chiedendo di aprire un conto. L'impiegato ha annusato puzza di bruciato. Così lo ha tenuto lì per un po', avviando le pratiche. E mentre andava e veniva dall'ufficio, ha chiamato i carabinieri.
Nel frattempo Di Matteo ha tirato fuori quattro assegni da 1.500 euro l'uno, chiedendo di poterli mettere all'incasso non appena fosse stato aperto il suo conto. Si trattava di assegni circolari, di quelli che vengono spediti per posta per stipendi, rimborsi, risarcimenti ecc. Risultavano emessi a fine luglio in provincia di Roma. E soprattutto, lo accerteranno dopo i carabinieri, di quegli assegni il proprietario aveva presentato denuncia di smarrimento o furto.
Di Matteo era seduto davanti all'impiegato quando nell'ufficio sono arrivati i carabinieri. E subito si è innervosito. Quando i militari gli hanno chiesto i documenti, e soprattutto come si chiamasse eccetera, ha iniziato a cedere. Perché il nome e cognome se li ricordava, ma su data, luogo di nascita e residenza si è contraddetto. Quel documento era falso: falsificato ad hoc con il nome corrispondente all'intestatario degli assegni e una foto del Di Matteo. Il napoletano alla fine ha ammesso tutto, tirando fuori i propri documenti. Quelli veri. E' stato portato in caserma, dichiarato in arresto e trasferito in carcere a Livorno. Ma gli accertamenti continuano perché i carabinieri sospettano che abbia messo a segno altre truffe di questo tipo.

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