Il Tirreno

Borgo, i negozianti si lamentano

Una parte del borgo commerciale del porto Cala de’ Medici
◗
Una parte del borgo commerciale del porto Cala de’ Medici

Funzionano i ristoranti, il settore tira. Un po' meno moda, abbigliamento, franchising. E i titolari delle attività aperte al porto Cala de' Medici si lamentano. Vuoi per la crisi, fenomeno globale, che attanaglia tante imprese

2 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. Funzionano i ristoranti, il settore tira. Un po' meno moda, abbigliamento, franchising. E i titolari delle attività aperte al porto Cala de' Medici si lamentano. Vuoi per la crisi, fenomeno globale, che attanaglia tante imprese. Un po' perché il borgo commerciale su cu si riponevano tante speranze per rilanciare un commercio di qualità non è completamente decollato. Eppure il porto è uno dei luoghi più frequentati e d'incontro di Rosignano Solvay con un ristorante, due bar, gioiellerie, negozi di abbigliamento, una libreria, un centro benessere e altre attività aperte anche di recente.
«Quest'anno la situazione è ancora migliore rispetto alla scorsa estate - afferma Cecilia Lami, direttore della ristorazione - le attività che gestiamo riscontrano un notevole successo sia da parte dei diportisti sia dalla gente del posto. Se il ristorante "Golden" è frequentato in particolar modo la sera, al lounge bar Renoir c'è movimento durante tutta la giornata». Simone Vezzosi è soddisfatto per il modo in cui è iniziata l'avventura della sua gelateria: «La mia famiglia ha due attività a Empoli e aprirne una terza qui al porto è stata per noi una scommessa. Per adesso sono molto contento, abbiamo clienti ad ogni ora del giorno. La mia politica è quella di rimanere aperti il più possibile: non facciamo la pausa pomeridiana come molti altri negozi qui al borgo commerciale». Ma c'è chi dalla nascita del porto si aspettava di più. «Non c'è un organizzazione a monte - afferma Andrea Verdura di Haiku's Atelier - così noi commercianti finiamo per fare da cornice al porto. Penso che la struttura sia fredda e che sia necessario dar vita a eventi diversi, più originali. Il mio punto di vista è negativo sulla questione, quando ho aperto la mia attività le aspettative erano ben altre».
Poco diverso il commento di Alena Ihnatovic dell'orologeria Rolex: «C'è troppo poco movimento di mattina e di pomeriggio qui al borgo. Gli eventi organizzati la sera richiamano sì più persone, ma sono specialmente famiglie che si interessano solo a dare un'occhiata alla vetrina. Una sfilata, ad esempio, potrebbe richiamare un pubblico molto diverso. Secondo me c'è bisogno anche di questo al porto». Cristina Pacciardi, titolare del negozio di abbigliamento "La boya": «Gestisco questa attività dal 2007 e riesco a lavorare con discreto successo solo a luglio, agosto e metà settembre. La nostra clientela si è ampliata anche se, a causa della crisi, chi viene in negozio spende meno. Spero di riuscire ad allungare la stagione, mi piacerebbe veder gente qui anche in inverno. Per me sarebbe necessario far conoscere meglio il porto per far cadere i pregiudizi che la gente ancora può avere». (m.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa