Il Tirreno

BOLGHERI

Bolgheri, quel puzzo quando scende la sera

Divina Vitale
Il depuratore di Bolgheri
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Il depuratore di Bolgheri

D'estate nel borgo non tutto è perfetto. L'aria che si respira, per dirne una. Soprattutto la sera la situazione è quasi intollerabile. Complice, il più delle volte, il vento di scirocco. La causa del maleodore diffuso è da attribuire al depuratore sotto le mura del paese

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BOLGHERI. D'estate nel borgo non tutto è perfetto. L'aria che si respira, per dirne una. Soprattutto la sera la situazione è quasi intollerabile. Complice, il più delle volte, il vento di scirocco. La causa del maleodore diffuso è da attribuire al depuratore sotto le mura del paese.
In prossimità del parcheggio a pagamento e davanti alla fonte all'Aquila. Ogni anno con l'arrivo del turismo il problema si ripropone e le cause, a detta di molti, sono le irregolarità legate allo scarico degli olii e di detersivi dei ristoranti. A rincarare la dose arriva l'interrogazione della Sinistra per Castagneto che chiede alla giunta «se sono stati compiuti controlli per verificare l'eventuale dispersione di olii esausti nelle reti fognarie e con quali risultati. Nonostante le ripetute promesse dell'amministrazione non si è ancora provveduto a istituire un punto di raccolta degli stessi».
Il problema è di vecchia data come sostiene Davide Cavallini, del ristorante Il Granaio: «Se non siamo noi a chiamare Asl e Arpat nessuno si muove. Ogni anno è sempre la solita storia. Forse c'è qualche pozzo deglassatore in meno, utile al deposito degli olii, per evitare appunto che questi siano dispersi nella fogna. Basterebbe un controllo a inizio estate, ricaricando di batteri il depuratore. I miasmi sono dovuti al fatto che tali batteri, che alimentano la funzionalità del depuratore, sono morti a causa dell'incontro con gli oli, con i saponi e i liquami».
Anche il senatore Massimo Bacci Livi, proprietario di una villa vicino alla chiesa di San Jacopo e Cristoforo, quindi in linea proprio sopra a dove sorge il depuratore, torna sul problema: «Per anni ho preso a cuore la questione, inviando lettere di sollecito, poi mi sono stancato. Anzitutto il depuratore è più vicino al paese di quanto preveda la legge. E poi è sottodimensionato rispetto all'utilizzo estivo. Non c'è più l'utenza di vent'anni fa, quando fu costruito. Bisogna considerare che dieci ristoranti attraggono persone in proporzione, le stesse che utilizzano anche i servizi. Si fa presto a fare i conti. Diminuire le visite non è più possibile perciò non resta che realizzare un nuovo depuratore o trovare una soluzione alternativa».

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