Il Tirreno

ROSIGNANO

I truffatori dello specchietto rotto

Alessandro De Gregorio
Due automobilisti discutono per uno specchietto retrovisore
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Due automobilisti discutono per uno specchietto retrovisore

«Mi ha rotto lo specchietto». E spillavano soldi agli automobilisti, pronti a pagare cash per non vedersi aumentare l'assicurazione. Indagati per questo due giovani residenti a Canicattì (Agrigento): Salvatore D'Amico, 23 anni, e Rosalia Spallino (22, di Grosseto)

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Alcune vittime li hanno riconosciuti e la polstrada li ha denunciati per truffa e danneggiamenti. Secondo le accuse, fingevano di aver subìto un danno allo specchietto retrovisore della loro Fiat Punto blu e si facevano pagare sull'unghia. Le vittime preferivano sborsare soldi pur di non vedersi innalzare la classe di rischio dell'assicurazione. Almeno quattro gli episodi denunciati in un mese e mezzo, ma la polizia è convinta che altri casi vengano alla luce.
Non tutti hanno abboccato al trucchetto. Come una ragazza di Rosignano, quella che ha messo in moto l'indagine. Il 9 giugno è andata dalla polstrada e ha raccontato che quel giorno una strana coppia l'aveva fermata mentre usciva in macchina dal parcheggio del Ponte, a Cecina. «Ci hai rotto lo specchietto, vedi?». Ma lei non era convinta. Sì, aveva sentito un rumore e sulla sua carrozzeria c'era una scalfittura. Però, quando aveva detto di chiamare suo padre e di procedere con l'assicurazione, quei due erano scappati. Lei si era annotata parte della targa. Una settimana dopo la ragazza aveva telefonato di nuovo alla polstrada, da un'area di servizio lungo la carreggiata sud della Variante: «Ci sono quei due che parlano con altri automobilisti».
E in effetti, lo verificheranno i poliziotti, quei due giovani (incensurati) risultavano essere stati controllati un po' troppo spesso nelle aree di servizio della Variante. Gli agenti sono andati a cercarli, li hanno trovati e fotografati. E hanno mostrato le foto alla ragazza. Che li ha riconosciuti.
Alcuni giorni dopo, il 20, nuovo episodio ai danni di una giovane madre piombinese. La donna era stata agganciata sulla variante a ridosso della galleria di San Vincenzo: «Ho sentito un colpo alla mia auto e poi sono stata inseguita da un'altra vettura, l'uomo mi ha fatto scendere e mi ha detto che gli avevo rotto lo specchietto, aggiungendo che la moglie era spaventata e voleva andare all'ospedale per farsi refertare. Mi sono informata alla concessionaria Fiat più vicina, lo specchietto costava 197 euro. Ne ho dati 200 al tipo e sono ripartita. Poi, ripensandoci, ho capito di essere stata truffata». Ed è andata in commissariato.
Il giorno dopo altra truffa sulla Variante, tra San Vincenzo e Donoratico. E poi un'altra ancora, in direzione sud, prima dello svincolo per Palazzi. Con specchietti rotti, discussioni e pagamento rispettivamente di 30 e 100 euro. Tutte persone che poi hanno riconosciuto i due giovani delle foto. E li hanno denunciati.
Incrociando le testimonianze è stata ricostruita la tecnica di quella coppia a bordo della Punto. Lui guidava, lei stava dietro con due bambini piccoli. Sceglievano la vittima nelle aree di servizio, prediligendo anziani e madri con figli. Evitavano gli uomini e in particolare quelli robusti. Ovvio. Quindi seguivano l'auto prescelta sulla Variante. La soprassavano e si facevano sorpassare. In quel momento, la donna abbassava il finestrino e, con un cacciavite o altro oggetto, graffiava l'altra macchina sulla fiancata destra. Infine sfanalata, accosto e teatrino.

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