Sicurezza
Viabilità, commercio abusivo, cani: ecco come funziona il servizio estivo dei vigili urbani
Pattuglie in bicicletta tra spiaggia e pineta
Nel mirino anche le auto lasciate in divieto di sosta negli stalli dei disabili: una è stata sanzionata due volte in due giorni
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di Alessandro De Gregorio
CECINA. «Bada ganzo, i vigili in bibicletta, sembra d'essere in California...». E' il primo commento che captiamo all'inizio del nostro giro. La California è lontana, a parte quella bibbonese. Siamo a Cecina, insieme ai vigili urbani che anche quest'anno (da pochi giorni e fino a settembre compreso) effettuano questo speciale servizio di pattuglia. A coppia o in terzetto, gli agenti svolgono le loro mansioni ordinarie. Né più né meno. Solo che lo fanno in sella a mountain bike con i colori d'istituto. Calzoncini corti blu notte, magliette bianche con scritta rossa sulle spalle ("Polizia municipale"), pistole, radio e blocchetti delle contravvenzioni, girano prevalentemente a Marina. Sulle strade, in pineta, in spiaggia. In sei, tra effettivi e stagionali, coprono il servizio in turni mattutini e pomeridiani. Diciamo subito che fanno tanta prevenzione. Ma fioccano anche i verbali.
Si parte. Sono le quattro e mezzo del pomeriggio quando partiamo dal comando di via Rossini. La pattuglia è composta dall'istruttore direttivo Stefano Michelacci e dalle istruttrici di vigilanza Letizia Bargelli e Sara Vallini. Tre pedalate per attraversare il centro e siamo sul viale della Repubblica, diretti a Marina. In fila indiana sulla strada, poi sulla pista ciclabile. La passeggiata è rilassante, peccato solo per i rigonfiamenti dell'asfalto causati dalle radici dei pini. Ma non li avevano tolti? Vabbè. questa è un'altra storia.
Altre due pedalate e siamo già fermi. Il capopattuglia ha notato una fila di auto in divieto di sosta dopo l'incrocio con via Sforza. Prime contravvenzioni e si riparte.
Commercio abusivo. Rotonda davanti all'hotel Tornese, si svolta a sinistra e imbocchiamo viale Galliano. Sulla destra, lato mare, molti venditori ambulanti non ambulano. Nel senso che stanno fermi lì davanti alla loro merce, esposta su lenzuola. Sono quasi tutti africani, alcuni sudamericani. Il primo è il più lesto: come vede i vigili, insacca tutta la mercanzia e si allontana. Gli altri no. Sono tutti sprovvisti di autorizzazione. Il capopattuglia usa poche parole e tanto buonsenso. Li invita a cambiare zona. «Se ci mettiamo a fare i fiscali questi qui li ammazziamo, cosa dobbiamo fare?». Loro borbottano un po', ma capiscono. E' il gioco delle parti. Ma c'è rispetto. Un senegalese ha qualcosa in più fra quelle borse anonime: una è di marca, ovviamente falsa. Gli viene sequestrata. Per sua fortuna, è l'unico pezzo contraffatto: la sua auto viene perquisita ma non ce ne sono altri. Un'occhiata ai documenti, l'invito a presentarsi al comando e via, siamo di nuovo in sella.
Viabilità. Incrociamo altri ciclisti che procedono in senso vietato. I vigili glielo fanno notare. Il primo, un pensionato, fa dietrofront infastidito. Gli altri due, una coppia di turisti stranieri iperzainati e sudaticci, cambiano direzione e ringraziano.
Posti per disabili. Pieghiamo in via Rossetti e sbuchiamo in fondo al viale della Vittoria. Un controllino sulla spiaggia di Andalù e si riparte. Ma facciamo poca strada. In via Tombolo sud c'è un parcheggio a lisca di pesce. Tre posti sono riservati agli handicappati: due su tre sono occupati abusivamente. Uno in particolare è da applausi (ma in faccia): sul parabrezza di quella Ford Focus targata Milano c'è già una multa presa due giorni prima, nello stesso punto e per lo stesso motivo. «Magari pensava che quella multa gli valesse come permesso stagionale...» commentano i vigili. Che gliene appioppano un'altra. E chiamano il carrattrezzi. Facciamo il conto: 2 punti e 78 euro moltiplicati per due. Più la rimozione. Imparerà la lezione.
Cani sciolti. Ci infiliamo in pineta. E' pulita, nessun rifiuto. Ogni tanto sbucano cani non al guinzaglio. Uno, anzi una cagnetta, la molla pure in terra mentre la proprietaria si giustifica: «L'ho appena sciolta». Non si sa a cosa si riferisca.
Altri tre chilometri di pineta, immersi in un ambiente stupendo. Le cicale friniscono. Per dire. In realtà fanno un rumore pazzesco. Ma sono a casa loro, ci mancherebbe. Ogni accesso al mare, una capatina sulla spiaggia per vedere se tutto è ok.
Bau beach. Finché non arriviamo alla Bau beach, uno dei due tratti riservati ai cani. I cartelli che delimitano la zona non ci sono più, qualcuno li ha rubati (per farsene cosa poi?). Parte la segnalazione. I vigili si fanno un giretto sulla sabbia chiedendo ai proprietari dei cani di mostrare loro il libretto di vaccinazione. Non ce l'ha nessuno. Pazienza. Ce l'avranno la prossima volta.
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