Gioco
LA STORIA
Un giardino di agavi e tamerici tra le rocce di Crepatura
Chiara Castaldi
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La signora Maria Rotini PoliNon le ha sfiorato la mente l'idea di abbandonare quell'angolino di mare che frequenta da 53 anni, neanche quando l'hanno cementificato. Ha atteso con pazienza che ruspe e betoniere smobilitassero e poi se l'è "arredato". La signora Maria Rotini Poli, del Mugello, 85 anni portati a meraviglia, è una villeggiante affezionata di Rosignano, dove possiede una casa in viale Trieste
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ROSIGNANO. Non le ha sfiorato la mente l'idea di abbandonare quell'angolino di mare che frequenta da 53 anni, neanche quando l'hanno cementificato. Ha atteso con pazienza che ruspe e betoniere smobilitassero e poi se l'è "arredato". La signora Maria Rotini Poli, del Mugello, 85 anni portati a meraviglia, è una villeggiante affezionata di Rosignano, dove possiede una casa in viale Trieste.
Da qualche anno, coltiva con dedizione un piccolo giardino fra i massi che delimitano il confine sud del Porto Cala dé Medici, in prossimità del mare; dove ancora oggi continua a prendere il sole e a rinfrescarsi in compagnia del marito. Tamerici, edera di mare, fichi d'india, agave. «Qualche anno fa - racconta Maria Rotini - quando erano ancora in corso i lavori per il porto, chiesi all'avvocato Paoletti, manager del Cala dé Medici, se poteva far depositare della terra fra i massi». La signora fu accontentata. «Mi sembrava troppo spoglio questo spazio - prosegue Rotini - e pensai che un po' di verde ci sarebbe stato bene. Così ci ho messo le piante. Qualcuno me le ha anche portate via una volta». Ma la signora Maria non si è fatta scoraggiare. Le ha ripiantate. D'altronde lo spirito d'iniziativa non le è mai mancato. «Per 22 anni - racconta - ho avuto un laboratorio di maglieria, e per altri venti, un negozio di merceria e lane a Borgo san Lorenzo, dove abito. Le piante sono la mia passione».
Da qualche anno, coltiva con dedizione un piccolo giardino fra i massi che delimitano il confine sud del Porto Cala dé Medici, in prossimità del mare; dove ancora oggi continua a prendere il sole e a rinfrescarsi in compagnia del marito. Tamerici, edera di mare, fichi d'india, agave. «Qualche anno fa - racconta Maria Rotini - quando erano ancora in corso i lavori per il porto, chiesi all'avvocato Paoletti, manager del Cala dé Medici, se poteva far depositare della terra fra i massi». La signora fu accontentata. «Mi sembrava troppo spoglio questo spazio - prosegue Rotini - e pensai che un po' di verde ci sarebbe stato bene. Così ci ho messo le piante. Qualcuno me le ha anche portate via una volta». Ma la signora Maria non si è fatta scoraggiare. Le ha ripiantate. D'altronde lo spirito d'iniziativa non le è mai mancato. «Per 22 anni - racconta - ho avuto un laboratorio di maglieria, e per altri venti, un negozio di merceria e lane a Borgo san Lorenzo, dove abito. Le piante sono la mia passione».
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