Il Tirreno

Un altro giorno a caccia del gasolio

L’area dello sversamento
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L’area dello sversamento

MNessuno sa nulla. Nè l'entità dello sversamento, nè cosa l'abbia provocato. Sono passati cinque giorni da quando non meglio precisati idrocarburi sono finiti in mare dal collettore delle fogne bianche tra il porto e i bagni Trieste e a Rosignano Solvay nessuno sa con esattezza spiegare la situazione. Non lo sa il Comune, non lo sa l'Asl (che però non ha eseguito i campionamenti), non lo sa (ancora) l'Arpat

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ROSIGNANO. Nessuno sa nulla. Nè l'entità dello sversamento, nè cosa l'abbia provocato. Sono passati cinque giorni da quando non meglio precisati idrocarburi sono finiti in mare dal collettore delle fogne bianche tra il porto e i bagni Trieste e a Rosignano Solvay nessuno sa con esattezza spiegare la situazione. Non lo sa il Comune, non lo sa l'Asl (che però non ha eseguito i campionamenti), non lo sa (ancora) l'Arpat. Che per voce del suo direttore Fabrizio Righini risponde: «Si tratta di inquinamento delle acque di superficie, sulla cui entità non possiamo ancora pronunciarci».
Lo stesso Righini però ammette che non è stato proprio un piccolo inquinamento se è vero che, subito dopo la fuoriuscita delle sostanze dal collettore accertate la note di giovedì, sono state messe le panne (barriere galleggianti) in mare per contenere gli idrocarburi ed evitarne la dispersione.
Oggi in mare la situazione è tranquilla. Non c'è alcun divieto di balneazione e le acque sono pulite, dopo la bonifica ed il tempestivo intervento. Ma il problema non è stato ancora risolto e fintanto che non si scopriranno le cause di questo inquinamento non si potrà neppure conoscerne l'entità. Come capire di cosa si tratta: cosa è finito in mare e cosa c'è nelle fogne bianche.
L'ipotesi più acclarata è che sia gasolio. Ma anche su questo aspetto gli esperti intervenuti preferiscono più genericamente parlare di idrocarburi.
Resta il fatto che anche ieri mattina in alcuni condomini di via Champigny si sono visti i camioncini di una ditta privata incaricata di scandagliare le fognature con apposite telecamere. Si reputa che la fonte di inquinamento potrebbe trovarsi non lontano dall'area di via Champigny. Visto l'esito negativo dell'ispezione nei distributori di benzina lungo l'Aurelia (ricordando lo sversamento da una cisterna della Esso di via della Cava di tre anni fa), le ricerche si sono infatti ristrette in alcune zone ed interessano anche palazzi ed abitazioni privati.
Ma quanto gasolio è finito nelle fogne bianche? E come? Anche queste domande restano, al momento, senza risposta. Difficile pensare che un semplice cittadino abbia svuotato una tanica di gasolio in un tombino (per quale motivo, poi?) Più verosimile una perdita da qualche cisterna. Stando poi al silenzio che regna a palazzo civico sulla vicenda, c'è da sperare che si tratti di un fenomeno contenuto e di scarsa entità, quindi controllabile.
Altrimenti il silenzio sarebbe ingiustificabile: ma visto che non ci sono ordinanze nè provvedimenti di altro tipo per la tutela dell'ambiente (e della salute) si può fortunatamente pensare che sia tutto sotto controllo. Se lo augurano anche i cittadini. (a.r.)

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