Il Tirreno

Un altro balzello sulle case

Rino Bucci
Un altro balzello sulle case

Case classificate a seconda dei consumi. Dalla classe A alla maglia nera, la G. Dall'1 luglio è scattato per i proprietari l'obbligo di dotarsi del certificato energetico: un documento che attesta i consumi dell'abitazione sulla base del sistema di riscaldamento e dei materiali usati. Così, nel calcolo del valore della casa, interverrà anche la variabile dei consumi prodotti

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CECINA. Case classificate a seconda dei consumi. Dalla classe A alla maglia nera, la G. Dall'1 luglio è scattato per i proprietari l'obbligo di dotarsi del certificato energetico: un documento che attesta i consumi dell'abitazione sulla base del sistema di riscaldamento e dei materiali usati. Così, nel calcolo del valore della casa, interverrà anche la variabile dei consumi prodotti. Un po' come con i frigoriferi e le lavatrici.
Se sulla carta il provvedimento è già nero su bianco, nella pratica ci sono ancora molti nodi da sciogliere. Gli ordini professionali chiamati a certificare le case navigano a vista perché non ci sono ancora le linee guida per produrre questi certificati.
L'unica certezza è la batosta che i proprietari dovranno pagare: per la redazione del documento, i professionisti chiedono dai 300 ai 500 euro. Il certificato dovrà essere presentato da chi affitta o vende l'edificio. E anche se l'ultima formulazione della legge dice che non deve essere allegato agli atti del notaio, l'attestazione deve essere prodotta. In ogni modo, l'acquirente o l'inquilino può pretenderla. «Ci aspettiamo un'escalation del contenzioso - commenta Sirio Grassi, presidente dell'associazione dei piccoli proprietari immobiliari (Asppi) - la mancanza potrà anche essere un pretesto per invalidare i contratti. Una fonte di grane».
Per le case di nuova costruzione l'obbligo di richiedere il certificato ricade sul costruttore, per gli immobili antecedenti alla norma sul venditore. Può anche essere redatto successivamente rispetto agli atti del notaio, in presenza di un accordo tra venditore e compratore. «Quindi - spiega Grassi - la casa può essere accompagnata dall'attestato anche dopo la contrattazione».
Non solo, la certificazione energetica è indispensabile per ottenere l'attestazione di agibilità dell'edificio. «Inoltre - continua Grassi - condiziona l'efficacia delle dichiarazioni di fine lavori per gli edifici realizzati o ristrutturati in forza di permesso di costruire o Dia».
La norma presenta ancora punti poco chiari, anche gli ordini professionali hanno espresso molte perplessità. A partire dal fatto che mancano ancora le linee guida nazionali: infatti non si può parlare di "attestato di certificazione energetica" (Ace), ma di "attestato di qualificazione energetica" (Aqe). Il documento può essere richiesto ai geometri, architetti, ingegneri e periti. Un onere in più per chi vende o affitta una casa. «Da una nostra indagine - aggiunge Grassi - risulta che le spese medie relative alla definizione di un certificato di prestazione energetica possono variare da 300 a 500 euro. Per questo l'Asppi sta cercando di stipulare una convenzione con gli ordini per abbassare la spesa di almeno 100-150 euro».
«Abbiamo predisposto una verifica di massima - dice Grassi - nelle varie zone di Cecina relativamente alle tipologie, uso dei materiali e tipi di impianti, per individuare le difformità e discontinuità tra i quartieri. E' stata rilevata un'estesa varietà di caratteri e tipologie edilizie, quasi tutti comprese nei gruppi C, D, E, F e G». Rarissimi gli stabili di classe B, nessuno di A.

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