Il Tirreno

Edilizia, imprese nella morsa della crisi

La zona artigianale delle Morelline e sotto Daniele Cecconi della Cna
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La zona artigianale delle Morelline e sotto Daniele Cecconi della Cna

C'è crisi nera nel mondo dell'edilizia. Alcune ditte consolidate e che lavorano da più di trent'anni sul territorio, sono costretti a mandare i propri dipendenti in ferie forzate o ad accedere alla cassa integrazione

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ROSIGNANO. C'è crisi nera nel mondo dell'edilizia. Alcune ditte consolidate e che lavorano da più di trent'anni sul territorio, sono costretti a mandare i propri dipendenti in ferie forzate o ad accedere alla cassa integrazione. Il problema, come dicono alla Cna, tocca almeno il venti per cento delle ditte edili. Una situazione che, sul territorio di Rosignano «ma la crisi - spiega Daniele Cecconi coordinatore della Cna - coinvolge anche Cecina e altri comuni a noi vicini», non si vedeva da anni. «E la nostra associazione, come altre, lo tocca con mano - dice - lo vediamo dai licenziamenti, dalle cessazioni di attività, dai meno cedolini che compiliamo. E se in questo periodo di alta stagione il problema può essere attutito grazie ai proprietari di seconde case che impegnano gli operai in qualche lavoro per rinnovare o mantenere le abitazioni al mare, la nostra paura è per ottobre e novembre». Anche perchè, come spiegano alcuni addetti del settore di Rosignano, le ditte più grosse, con impianti e dipendenti e quindi con costi di gestione elevati, non ce la fanno a mantenere l'attività solo con piccoli lavori di restauro. La crisi è generale «tant'è continua Cecconi - che le ditte mettono gli operai, finite le ferie, in cassa integrazione o ricorrono all'Ebret una sorta di fondo specifico. Ma iniziano ad esserci addirittura imprese, che rinunciano agli investimenti o che addirittura cessano la loro attività». E va ancora peggio per gli artigiani, che vengono chiamati dalle ditte edili in base ai lavori da fare e, come spiegano i sindacati, per quelle imprese che hanno pochi dipendenti e che quindi non accedono alla cassa integrazione.
Un momento critico, dunque, anche per l'economia di Rosignano «dove fino ad oggi le imprese - dice Cecconi - hanno lavorato in virtù di progetti approvati nel passato». Da ora in poi «si inizia a scontare i ritardi del regolamento urbanistico i cui progetti, seppur approvati, debbono passare le diverse procedute burocratiche previste dalle normative. E quindi i tempi di apertura dei cantieri si allungano». Per questo le categorie sindacali chiedono che siano sveltite proprio le procedure burocratiche e che si mantenga alta l'attenzione al problema.
Al.Be.

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