Sicurezza
Cecina
L'ultimo bagno, poi l'infarto
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La vittima viene portata via dalla spiaggia per la corsa all’ospedale che si rivelerà vanaBagnino, medici e volontari hanno fatto di tutto per salvarlo Ma il cuore dell'uomo, già cardiopatico, stavolta non ha retto
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CECINA. Hanno tentato in tutti i modi di strapparlo alla morte e a un certo punto sembrava che ce l'avessero fatta. Ma nel viaggio verso l'ospedale le sue condizioni sono precipitate di nuovo e al pronto soccorso quel bagnante è giunto morto. Un maledetto venerdì 17 per Domenico Formichella, 59 anni, residente a Livorno.
L'uomo ieri mattina era con la moglie sulla spiaggia libera delle Gorette, quando si è sentito male. Erano le dieci e doveva essersi immerso da poco in mare, era ancora bagnato. Poi comunque era uscito dall'acqua da solo e si era disteso sull'asciugamano, sotto l'ombrellone. Qui ha avuto l'infarto. Non si esclude che possa aver contribuito anche una mezza congestione. Certo è che l'uomo era cardiopatico e in passato (pare nel 1992) aveva subìto un primo infarto seguito da un intervento chirurgico. I medici gli avevano applicato alcuni bypass.
Quando ha visto il marito paonazzo, la moglie è corsa subito a chiedere aiuto. I primi a intervenire sono stati il bagnino della Uisp e un ex dipendente dell'ospedale, Enrico Pucciotti.
Formichella non dava segni di vita. Pucciotti e il bagnino gli hanno praticato massaggi e respirazione cardiopolmonare, mentre altri bagnanti hanno lanciato l'allarme al 118. Dal centralino dell'emergenza-urgenza è stata chiamata la Pubblica assistenza di Cecina col medico di turno, la dottoressa Elisa Fontanelli. Ma quell'equipaggio era già impegnato alla Mazzanta, in un appartamento dove tra l'altro era appena deceduto un altro turista.
Così è stata fatta arrivare un'altra ambulanza (con il dottor Roberto Amore) da Bibbona, sempre dalla Pubblica assistenza. Poi comunque tutti e due gli equipaggi sono riusciti ad arrivare sul posto e a proseguire i tentativi di rianimazione.
Formichella è stato intubato. A un certo punto il cuore ha ripreso il ritmo. In quel momento si è sperato davvero di avercela fatta.
Di corsa, l'uomo è stato sistemato su una barella e accompagnato all'ospedale. Ma non ci è neanche arrivato. All'altezza della rotonda di via Montanara, l'elettrocardiogramma è tornato piatto. Altro arresto cardiaco. Inutili i tentativi con il defibrillatore e l'ausilio dei farmaci. Quel cuore già sofferente si è fermato per sempre.
A.d.G.
L'uomo ieri mattina era con la moglie sulla spiaggia libera delle Gorette, quando si è sentito male. Erano le dieci e doveva essersi immerso da poco in mare, era ancora bagnato. Poi comunque era uscito dall'acqua da solo e si era disteso sull'asciugamano, sotto l'ombrellone. Qui ha avuto l'infarto. Non si esclude che possa aver contribuito anche una mezza congestione. Certo è che l'uomo era cardiopatico e in passato (pare nel 1992) aveva subìto un primo infarto seguito da un intervento chirurgico. I medici gli avevano applicato alcuni bypass.
Quando ha visto il marito paonazzo, la moglie è corsa subito a chiedere aiuto. I primi a intervenire sono stati il bagnino della Uisp e un ex dipendente dell'ospedale, Enrico Pucciotti.
Formichella non dava segni di vita. Pucciotti e il bagnino gli hanno praticato massaggi e respirazione cardiopolmonare, mentre altri bagnanti hanno lanciato l'allarme al 118. Dal centralino dell'emergenza-urgenza è stata chiamata la Pubblica assistenza di Cecina col medico di turno, la dottoressa Elisa Fontanelli. Ma quell'equipaggio era già impegnato alla Mazzanta, in un appartamento dove tra l'altro era appena deceduto un altro turista.
Così è stata fatta arrivare un'altra ambulanza (con il dottor Roberto Amore) da Bibbona, sempre dalla Pubblica assistenza. Poi comunque tutti e due gli equipaggi sono riusciti ad arrivare sul posto e a proseguire i tentativi di rianimazione.
Formichella è stato intubato. A un certo punto il cuore ha ripreso il ritmo. In quel momento si è sperato davvero di avercela fatta.
Di corsa, l'uomo è stato sistemato su una barella e accompagnato all'ospedale. Ma non ci è neanche arrivato. All'altezza della rotonda di via Montanara, l'elettrocardiogramma è tornato piatto. Altro arresto cardiaco. Inutili i tentativi con il defibrillatore e l'ausilio dei farmaci. Quel cuore già sofferente si è fermato per sempre.
A.d.G.
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