Il Tirreno

«Erano i risparmi di una vita»

Andreas Quirici
«Erano i risparmi di una vita»

Una vita di lavoro e di risparmi. Lei impiegata alle poste. Lui bidello al liceo volterrano. La pensione che sta per arrivare, un unico figlio da indirizzare alla vita adulta e quei viaggetti tanto sognati che stanno per diventare realtà.

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VOLTERRA. Una vita di lavoro e di risparmi. Lei impiegata alle poste. Lui bidello al liceo volterrano. La pensione che sta per arrivare, un unico figlio da indirizzare alla vita adulta e quei viaggetti tanto sognati che stanno per diventare realtà.
Poi, un brutto giorno, l'amaro risveglio e la notizia che arriva dritta dritta dalla filiale dell'ex Cassa di risparmio di Pisa che sta proprio accanto di casa alla coppia: «I vostri soldi non ci sono più, sono stati investiti in bond argentini». Per fortuna la vicenda è finita con un lieto fine e il totale risarcimento del denaro. E' la storia di Lino Nasoni, sua moglie Maria Teresa Cipriani e il fratello di lei che di nome fa Giorgio. La donna aveva un deposito di 50mila euro insieme al coniuge e uno con 40mila euro con il fratello. Un piccola fortuna, quindi, messa lì con non poche fatiche quotidiane, risparmi e sacrifici.
«Senza dirmi niente dei rischi che correvo - racconta la donna - la banca ha investito i miei soldi in quei prodotti che sono diventati famosi come una delle truffe più importanti ai danni dei risparmiatori. Quasi ogni giorno incontravo la direttrice che mi tranquillizzava sulla situazione, ma io non avevo firmato nessun mandato a investire in quei titoli ad alto rischio».
La vicenda risale al 2000. Mesi d'investimento a sua insaputa e poi la comunicazione da parte dell'istituto di credito. «Un giorno venni convocata dalla banca - ricorda la signora Maria Teresa, ancora scossa al pensiero - dove c'era stato un trambusto notevole. La direttrice che seguiva i miei risparmi era stata trasferita e il nuovo responsabile mi voleva parlare. Quando mi disse che non avevamo più un soldo è stato come se mi crollasse tutto addosso. Abbiamo passato settimane d'inferno. Non avevamo più niente dopo una vita di lavoro e fatica - continua rispolverando quell'incubo - Se ci penso adesso mi viene quasi da ridere, ma a quei tempi la disperazione era l'unico sentimento per la nostra famiglia. Non sapevamo come fare. E' per questo che voglio ringraziare pubblicamente l'avvocato Gianluca Maggiani che ha seguito le nostre cause, vincendole».
Ora Lino Nasoni e Maria Teresa Cipriani, rispettivamente 59 e 58 anni, si sono trasferiti a Castiglioncello e si godono la pensione e lo scampato pericolo, dopo che il tribunale ha deciso per il risarcimento dell'intera somma investita nei bond argentini: 90mila euro complessivi.
«E' vero - conclude adesso finalmente felice dei risultati ottenuti dopo anni - ce la godiamo, anche se la pensione è poca cosa e gli acciacchi cominciano ad arrivare».

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di Redazione web