Gioco
Un pool di volontari riporta in vitala fonte dell'Aquila
Divina Vitale
Finalmente anche la storica fonte dell'Aquila avrà il suo meritato restauro. È infatti partita da qualche giorno la fase di ristrutturazione dell'antico lavatoio bolgherese. Il secondo stralcio di lavori, dopo una prima fase compiuta qualche anno fa, ad opera del volontariato internazionale tramite l'associazione Borgo Antico onlus di Castagneto, capitanata da Mario Monte.
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BOLGHERI. Finalmente anche la storica fonte dell'Aquila avrà il suo meritato restauro. È infatti partita da qualche giorno la fase di ristrutturazione dell'antico lavatoio bolgherese. Il secondo stralcio di lavori, dopo una prima fase compiuta qualche anno fa, ad opera del volontariato internazionale tramite l'associazione Borgo Antico onlus di Castagneto, capitanata da Mario Monte.
Associazione nel mondo. E' anche possibile devolvere il 5 per mille dell'Irpef (codice fiscale 92086940498). La direzione lavori è affidata all'architetto svizzero Enrich Bleuler che segue le iniziative dell'associazione nel mondo: prossime tappe Senegal e Burundi.
«Il primo lavoro ha interessato la Fonte di Casavecchia - dice l'architetto - ci occupiamo di recupero per volontà didattica, per trasmettere le tradizioni ai nostri figli. Tirar fuori monumenti sepolti. I ragazzi provengono da tutta Europa, restano due settimane, poi gli danno il cambio altri. Sempre squadre di 9 elementi».
«Siamo rimasti fermi per tre anni, il primo intervento fu nel 2005 - dice Monte - poi sono arrivati i soldi del Comune. Credo che termineremo i lavori entro l'8 agosto. Nel frattempo ci stiamo occupando anche di Fonte di Foiano a Castagneto, che è privata, ma abbiamo ricevuto il benestare».
La storia che non muore. Una vocazione quella dell'architetto per il recupero di pezzi storici abbandonati: «Per tanto tempo ho pensato di vivere procurandomi cibi e mezzi in completa autonomia, ma ho finito per escludermi dalla società. Ho viaggiato molto per le colline e i boschi della Toscana con cavalli, animali e la mia famiglia. Da Castagneto a Pistoia e poi fino ad Arezzo ma poi sono tornato a vivere in comunità, non si può fare a meno della socialità. Questa associazione è importante perché non fa morire i resti di quello che c'è stato, riportandoli in vita e trasmettendoli alle future generazioni».
La fonte. La fonte è sotto il paese, scendendo sulla prima strada a destra, prima di varcare la porta del castello. Confina con gli orti dei bolgheresi, ai piedi della strada privata che accede al paese sbucando in via del Poggio. Un accesso consentito solo con permesso ai residenti.
«Questo intervento - dice il sindaco Fabio Tinti - arricchisce il lavoro di recupero storico delle fonti del comune, già iniziato con Fonte Carpoli a Castagneto. È un team multietnico con ragazzi che stanno svolgendo servizio civile. Noi li affianchiamo logisticamente e con il contributo di materiali».
I lavatoi. Un tempo i lavatoi erano coronati da un'aquila, rubata diversi anni fa, sotto la quale erge l'epigrafe fatta scolpire dal conte Guido Alberto e dove si spiega la funzione della fonte con annessi lavatoi. Questa fu costruita per far fronte alla terribile siccità che colpì la Toscana e l'alta Maremma in particolare nel 1825. Così, come riporta la stessa epigrafe, «il cavaliere Guido Alberto Conte della Gherardesca per sollievo e salute degli abitanti di Bolgheri fece fare questa fonte conducendovi per lungo canale acque più salubri ritrovate e riunite fino dall'anno 1822 dal suo agente Giuseppe Mazzanti che la compì e l'adornò l'anno 1826».
I lavatoi erano utilizzati fino ai primi anni Sessanta dalle massaie del paese che vi si recavano a fare il bucato, quando ancora non vi era acqua pubblica nelle case. Ancor recita l'antica epigrafe e a memoria per bocca dei bolgheresi: "Ringrazia tu che disseti al fonte dell'acqua iddio del godimento il conte".
Associazione nel mondo. E' anche possibile devolvere il 5 per mille dell'Irpef (codice fiscale 92086940498). La direzione lavori è affidata all'architetto svizzero Enrich Bleuler che segue le iniziative dell'associazione nel mondo: prossime tappe Senegal e Burundi.
«Il primo lavoro ha interessato la Fonte di Casavecchia - dice l'architetto - ci occupiamo di recupero per volontà didattica, per trasmettere le tradizioni ai nostri figli. Tirar fuori monumenti sepolti. I ragazzi provengono da tutta Europa, restano due settimane, poi gli danno il cambio altri. Sempre squadre di 9 elementi».
«Siamo rimasti fermi per tre anni, il primo intervento fu nel 2005 - dice Monte - poi sono arrivati i soldi del Comune. Credo che termineremo i lavori entro l'8 agosto. Nel frattempo ci stiamo occupando anche di Fonte di Foiano a Castagneto, che è privata, ma abbiamo ricevuto il benestare».
La storia che non muore. Una vocazione quella dell'architetto per il recupero di pezzi storici abbandonati: «Per tanto tempo ho pensato di vivere procurandomi cibi e mezzi in completa autonomia, ma ho finito per escludermi dalla società. Ho viaggiato molto per le colline e i boschi della Toscana con cavalli, animali e la mia famiglia. Da Castagneto a Pistoia e poi fino ad Arezzo ma poi sono tornato a vivere in comunità, non si può fare a meno della socialità. Questa associazione è importante perché non fa morire i resti di quello che c'è stato, riportandoli in vita e trasmettendoli alle future generazioni».
La fonte. La fonte è sotto il paese, scendendo sulla prima strada a destra, prima di varcare la porta del castello. Confina con gli orti dei bolgheresi, ai piedi della strada privata che accede al paese sbucando in via del Poggio. Un accesso consentito solo con permesso ai residenti.
«Questo intervento - dice il sindaco Fabio Tinti - arricchisce il lavoro di recupero storico delle fonti del comune, già iniziato con Fonte Carpoli a Castagneto. È un team multietnico con ragazzi che stanno svolgendo servizio civile. Noi li affianchiamo logisticamente e con il contributo di materiali».
I lavatoi. Un tempo i lavatoi erano coronati da un'aquila, rubata diversi anni fa, sotto la quale erge l'epigrafe fatta scolpire dal conte Guido Alberto e dove si spiega la funzione della fonte con annessi lavatoi. Questa fu costruita per far fronte alla terribile siccità che colpì la Toscana e l'alta Maremma in particolare nel 1825. Così, come riporta la stessa epigrafe, «il cavaliere Guido Alberto Conte della Gherardesca per sollievo e salute degli abitanti di Bolgheri fece fare questa fonte conducendovi per lungo canale acque più salubri ritrovate e riunite fino dall'anno 1822 dal suo agente Giuseppe Mazzanti che la compì e l'adornò l'anno 1826».
I lavatoi erano utilizzati fino ai primi anni Sessanta dalle massaie del paese che vi si recavano a fare il bucato, quando ancora non vi era acqua pubblica nelle case. Ancor recita l'antica epigrafe e a memoria per bocca dei bolgheresi: "Ringrazia tu che disseti al fonte dell'acqua iddio del godimento il conte".
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