Il Tirreno

Rosignano. Agli sportelli applicate sofisticate microtelecamere e riprodotte le tastiere

Allarme bancomat clonati

I carabinieri davanti a uno dei bancomat sequestrati
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I carabinieri davanti a uno dei bancomat sequestrati

È allarme bancomat clonati. A lanciarlo direttamente i carabinieri della compagnia di Cecina che, oltre ad una serie di denunce per carte usate in maniera illecita all'estero, hanno scoperto due sportelli automatici in cui erano stati inseriti congegni specifici per la clonazione: uno a Rosignano Marittimo, un altro a Marina di Castagneto.

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ROSIGNANO. È allarme bancomat clonati. A lanciarlo direttamente i carabinieri della compagnia di Cecina che, oltre ad una serie di denunce per carte usate in maniera illecita all'estero, hanno scoperto due sportelli automatici in cui erano stati inseriti congegni specifici per la clonazione: uno a Rosignano Marittimo, un altro a Marina di Castagneto.
La scoperta, avvenuta in pratica quasi subito l'installazione del congegno-truffa (e per questo dovrebbero essere state evitate clonazioni), è stata fatta alla banca Monte dei Paschi di Siena a Marittimo (che si trova proprio davanti alla caserma dei carabinieri) e al Banco di credito cooperativo di Castagneto a Marina di Castagneto. In uno dei due casi è stato un cittadino ad avvertire i militari della situazione anomalo. Tuttavia, i carabinieri stanno portando avanti una serie di controlli per prevenire e reprimere il fenomeno della clonazione di bancomat e carte di credito. Un'azione partita anche dal fatto che nelle ultime settimane sono state presentate diverse denunce per questo genere di truffa.
I carabinieri hanno messo sotto sequestro (per successivi accertamenti) le apparecchiature applicate ai bancomat di Marittimo e Marina di Castagneto, apparecchiature decisamente complesse. Una microcamera era stata bloccata a una sbarra di ferro, attaccata con del nastro biadesivo al montante del bancomat, proprio sopra la tastiera e quindi in grado di registrare i codici segreti, immagazzinarli in un chip e successivamente scaricati tramite una porta usb. Mentre sul vero bancomat era stata applicata una mascherina, in vetroresina grigia, perfetta nella forma e nelle rifiniture come l'originale, con tanto di led luminoso attivo. Micro apparati informatici che ora sono allo studio della scientifica dei carabinieri per l'acquisizione dei dati utili alle indagini.
A causa di questi sistemi ingegnosi, la clonazione sta diventando un fenomeno particolarmente insidioso in quanto il titolare può accorgersi dell'uso illecito della carta solo successivamente, quando il danno è fatto e talvolta anche con notevole ritardo. Memorizzati i dati, infatti, i malfattori trascrivono i dati su una nuova carta e, digitando il codice, possono i contanti del malcapitato. Operazione che in genere avviene all'estero, ma non subito l'utilizzo delle apparecchiature. Lo testimoniano anche le ultime denunce arrivate alla compagnia di Cecina: la carta magari era stata utilizzata in questi giorni, ma la clonazione può darsi che sia avvenuta anche un mese fa. Ed è per questo motivo che non è facile reprimere questo fenomeno.
Ma.Mo.

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