Il Tirreno

Alle 22 alla tensostruttura la compagnia Agatharandagio, a seguire il Dostoevskij di Ventriglia

Gli attori migranti di Drunk

Gli attori migranti di Drunk

Dopo Oscar De Summa con la sua rivisitazione di Shakespeare, in scena Elisa Canessa e Francesco Manenti

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CASTIGLIONCELLO. La serata di oggi a Inequilibrio Festival, al Castello Pasquini, si apre alle 19 con lo spettacolo "Hula Doll" della compagnia Tony Clifton Circus. In scena due clown acidi, un musicista e un mucchio di oggetti si abbandonano alle loro fantasie ludiche non meno che al loro istinto nero. Lo spettacolo si snoda attraverso provocazioni verbali e azioni apparentemente assurde inducendo nel pubblico uno stato di coinvolgimento tale da fargli credere che tutto, nel teatro come nella vita, è possibile.
Alle 21 va in scena "Amleto a pranzo e a cena" della compagnia Oscar De Summa.
A seguire, alle 22, la compagnia Agatharandagio con lo studio per lo spettacolo Drunk variabile‰1 di e con Elisa Canessa e Francesco Manenti su musiche di F. Battiato "Tu non mi perderai mai", Stranglers "Waltz in black", J. Brel "Ne me quitte pas", Kraftwerk "The model". Anche i testi di questo lavoro sono stati scritti dai due interpreti: Elisa Canessa e Francesco Manenti. Drunk racconta delle piccole perversioni che quotidianamente si consumano nel luogo da noi prescelto: il salotto borghese, nel quale i due esseri protagonisti si muovono come due animali in gabbia. Sempre la stessa gabbia, da sempre nello stesso zoo. Gli abiti sono impeccabili, il deodorante per l'ambiente perfettamente in tinta con la tappezzeria, tutto assolutamente in linea con quello che si aspetterebbe un ipotetico visitatore con le tasche piene di noccioline. Lo spazio, un quadrato di moquette beige 5 x 6, è concepito quasi fosse un set cinematografico per sit-com, ai cui margini potrebbero muoversi liberamente regista e assistenti, microfoni e telecamere. Al suo interno gli attori, in continua migrazione tra la costruzione di evidentissimi stereotipi e la loro decostruzione. Un luogo interno, intimo, in cui i tempi cronologici scompaiono, dove il ricordo può essere futuro e dove qualcosa di solo immaginato possa divenire concreto accadere. La cui origine o necessità si è persa nel tempo. Un tempo reiterato, surreale, rotto soltanto da brevi rantoli di vita, di passioni dimenticate, che non lasciano traccia, se non quella di un fiore spiaccicato sul pavimento, e che deve essere al più presto ripulito. Alle ore 23 troviamo la compagnia Malasemenza del "livornese" Gaetano Ventriglia con "Il premio Dostoevskij", presentato in forma di studio. Dostoevskij è spesso soggetto di spettacoli...come mai? Perché la gente fa spettacoli su di lui? Da questa domanda inizia una riflessione sulla moneta che porterà a ricordi lontani.
  • Biglietto per l'intera serata 15 euro. Singolo spettacolo 10 euro

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