Il Tirreno

La storia. Ex sarta, era l’unica italiana iscritta alle lezioni

Si diploma a 75 anni

Fedora Ghiribelli ha frequentato il corso insieme a studenti con età media di 23 anni
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Fedora Ghiribelli ha frequentato il corso insieme a studenti con età media di 23 anni

Prendere il diploma di scuola media a 75 anni. Il sogno di continuare negli studi di Fedora Ghiribelli - sposata con tre figli - si è concretizzato quest'anno, frequentando il centro territoriale permanente alle scuole medie Fattori di Solvay

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ROSIGNANO. Prendere il diploma di scuola media a 75 anni. Il sogno di continuare negli studi di Fedora Ghiribelli - sposata con tre figli - si è concretizzato quest'anno, frequentando il centro territoriale permanente alle scuole medie Fattori di Solvay. «E adesso - dice la neo diplomata - mi sento una energia diversa, come se i mesi di studio mi avessero spazzato via la ruggine che avevo in testa».
Una storia nelle storie quella della signora Ghiribelli: unica italiana del corso, inserita tra i 13 adulti dall'età media attorno ai 23 anni, «colleghi e nipoti di studio» come lei definisce i compagni di classe, con i quali non poteva parlare più di tanto vista la loro nazionalità, e che si portano dietro storie diverse «ma tutti bravi ragazzi». Una storia fatta di una volontà di ferro che l'ha portata a continuare gli studi interrotti dopo la quinta elementare e che ha coinvolto anche la figlia Roberta che, spinta dalla volontà della madre, ha deciso di effettuare l'anno integrativo per terminare il corso, interrotto anni fa, all'Istituto Colombo di Livorno per diplomarsi in ragioneria. Una vicenda che vede protagonista anche il nipote Alessio che frequenta la facoltà di lettere all'Università di Pisa «e che mi ha accompagnato alla segreteria per l'iscrizione e che, a dire il vero, mi ha aiutata negli studi».
«Un giorno - racconta la signora Fedora - ho trovato un volantino nella cassetta postale che illustrava le attività del Ctp. Così si è riaccesa la voglia di studiare, una voglia che in verità non si era mai spenta. Alla fine della quinta elementare - racconta - abitavo a San Gimignano. Mia madre, nonostante i consigli della maestra, decise di non farmi proseguire negli studi, così come aveva fatto con mia sorella. A quei tempi andava così. Imparai il mestiere di sarta per uomo e, trasferita ad Empoli, lavorai per un'azienda di confezioni. Io volevo fare la maestra perchè la scuola e lo studio erano la mia ragione di vita. Forse, se avessi proseguito negli studi, non mi sarei neppure sposata». E per prendere quel diploma di terza media la signora Fedora ha lavorato duro. Lo conferma il marito Sergio: «quattro ore al giorno di scuola dalle 14 alle 18 e poi si metteva a studiare anche fino alle tre di notte». D'altra parte, come risponde prontamente la neo diplomata «non si può mica studiare matematica, la mia materia preferita, con la televisione accesa. Mi occorreva silenzio per trovare la concentrazione». Nessuno sconto, dunque: «le materie sono le stesse del corso normale: italiano, matematica, storia, geografia, scienze, inglese e applicazioni tecniche. Magari - scherza - non abbiamo le ore di motoria. In classe ho conosciuto bravissimi professori e tanti ragazzi giovani arrivati dal Marocco, dalla Romania, dalla Bulgaria. Ci aiutavamo a vicenda anche senza capirci bene e qualche volta, nei dettati, suggerivo loro le parole con le doppie che, per gli stranieri, sono un vero ostacolo». L'emozione più forte, gli esami: «sono stata promossa con 8 e quindi sono felice».
La signora Fedora "davvero rifiorita e brillante", come dice la figlia, vuole continuare. «Se il diploma lo avessi preso 23 anni fa, forse avrei continuato con le scuole superiori. Adesso, a settembre, mi iscriverò ai corsi del Ctp per studiare inglese o forse informatica».
Al.Be.

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