Proteste
Orari, la rivolta dei genitori
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Genitori e bambini davanti alla scuola GuerrazziPoche parole ma chiare, scritte in neretto maiuscolo: «Chiediamo di rivalutare la decisione presa riguardo all'organizzazione oraria». Seguono 50 firme. Nomi e cognomi dei genitori che hanno iscritto i loro bambini alle classi prime del primo Circolo di Cecina
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CECINA. Poche parole ma chiare, scritte in neretto maiuscolo: «Chiediamo di rivalutare la decisione presa riguardo all'organizzazione oraria». Seguono 50 firme. Nomi e cognomi dei genitori che hanno iscritto i loro bambini alle classi prime del primo Circolo di Cecina. La lettera, del 29 giugno, è indirizzata al presidente del consiglio del primo circolo, ai suoi componenti, alla dirigente, al provveditore e al sindaco.
Un ultimo, disperato tentativo per cercare di sbloccare una situazione spinosa. Che per ora è confinata al solo primo Circolo didattico. Negli altri infatti, sia a Cecina che nei comuni vicini, l'orario lungo permane.
Ma vediamo cos'è successo. Lo scorso febbraio, al momento dell'iscrizione, le famiglie ebbero un incontro preliminare con dirigente e insegnanti. Venne spiegata l'organizzazione oraria della scuola alla luce della riforma Gelmini. I genitori vennero invitati a fare una preiscrizione. Fatti due conti, in molti - la maggioranza dei genitori - scelsero 30 ore di lezione settimanale. Un'offerta compatibile con le esigenze di lavoro; un ottimo compromesso fra tempo pieno e orario antimeridiano. Ma questa richiesta non sarà mai esaudita perché la nuova riforma della scuola - ha spiegato la dirigente - si è fatta sentire sull'assegnazione degli organici. Infatti, quando sono arrivati i numeri relativi al personale per il 2009, al primo Circolo hanno dovuto prendere atto dell'impossibilità di garantire 30 ore. Chi aveva fatto questa scelta è stato "dirottato" su 27 ore, senza rientri e con anticipo dell'entrata e posticipo dell'uscita di 15 minuti. Le famiglie sono state avvertite durante un colloquio con la dirigente il 16 giugno.
Nonostante le proteste e le minacce di trasferire altrove i loro figli, non ci sono stati ripensamenti da parte della scuola. Così la preoccupazione si è tradotta nella petizione. I genitori precisano che non sono state «mantenute le indicazioni e i suggerimenti forniti nell'incontro preliminare con la dirigente, dove ci era stato assicurato che si trattava di una preiscrizione [...] eravamo tranquilli, in caso contrario dovevamo avere accesso al tempo pieno, ma dopo il 16 giugno, la nostra tranquillità è venuta a mancare lasciando il posto ad un'ansia infinita».
Inoltre, i genitori non si capacitano come altri istituti siano riusciti a garantire almeno un rientro settimanale, alcuni due.
«Ci viene da pensare che quando ci hanno consigliato di mettere come prima scelta le 30 ore - aggiungono nella loro petizione -, non fossero stati fatti bene i conti, allora non si può pensare che questo ricada sui bambini e i genitori ma, a nostro avviso la scuola dovrebbe dare quello che ci aveva consigliato, quasi promesso».
R.C.
Un ultimo, disperato tentativo per cercare di sbloccare una situazione spinosa. Che per ora è confinata al solo primo Circolo didattico. Negli altri infatti, sia a Cecina che nei comuni vicini, l'orario lungo permane.
Ma vediamo cos'è successo. Lo scorso febbraio, al momento dell'iscrizione, le famiglie ebbero un incontro preliminare con dirigente e insegnanti. Venne spiegata l'organizzazione oraria della scuola alla luce della riforma Gelmini. I genitori vennero invitati a fare una preiscrizione. Fatti due conti, in molti - la maggioranza dei genitori - scelsero 30 ore di lezione settimanale. Un'offerta compatibile con le esigenze di lavoro; un ottimo compromesso fra tempo pieno e orario antimeridiano. Ma questa richiesta non sarà mai esaudita perché la nuova riforma della scuola - ha spiegato la dirigente - si è fatta sentire sull'assegnazione degli organici. Infatti, quando sono arrivati i numeri relativi al personale per il 2009, al primo Circolo hanno dovuto prendere atto dell'impossibilità di garantire 30 ore. Chi aveva fatto questa scelta è stato "dirottato" su 27 ore, senza rientri e con anticipo dell'entrata e posticipo dell'uscita di 15 minuti. Le famiglie sono state avvertite durante un colloquio con la dirigente il 16 giugno.
Nonostante le proteste e le minacce di trasferire altrove i loro figli, non ci sono stati ripensamenti da parte della scuola. Così la preoccupazione si è tradotta nella petizione. I genitori precisano che non sono state «mantenute le indicazioni e i suggerimenti forniti nell'incontro preliminare con la dirigente, dove ci era stato assicurato che si trattava di una preiscrizione [...] eravamo tranquilli, in caso contrario dovevamo avere accesso al tempo pieno, ma dopo il 16 giugno, la nostra tranquillità è venuta a mancare lasciando il posto ad un'ansia infinita».
Inoltre, i genitori non si capacitano come altri istituti siano riusciti a garantire almeno un rientro settimanale, alcuni due.
«Ci viene da pensare che quando ci hanno consigliato di mettere come prima scelta le 30 ore - aggiungono nella loro petizione -, non fossero stati fatti bene i conti, allora non si può pensare che questo ricada sui bambini e i genitori ma, a nostro avviso la scuola dovrebbe dare quello che ci aveva consigliato, quasi promesso».
R.C.
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