Il Tirreno

Dal Wwf nuovo ricorso al Tar contro Idros

<strong>MARCELLO DEMI</strong>, presidente regionale del Wwf
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MARCELLO DEMI, presidente regionale del Wwf

Il Wwf toscano torna all'attacco contro il progetto Idros e i prelievi di acqua in Val di Cecina. Lo fa con un nuovo ricorso al Tar che impugna le delibere regionali. Il presidente toscano dell'associazione ambientalista Marcello Demi è categorico: «La Regione Toscana - dice - nel 2004 ha sbagliato la valutazione di impatto ambientale

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CECINA. Il Wwf toscano torna all'attacco contro il progetto Idros e i prelievi di acqua in Val di Cecina. Lo fa con un nuovo ricorso al Tar che impugna le delibere regionali. Il presidente toscano dell'associazione ambientalista Marcello Demi è categorico: «La Regione Toscana - dice - nel 2004 ha sbagliato la valutazione di impatto ambientale. Anzi, la Via del progetto Idros non è stata proprio fatta perché quest'ultimo è stato inserito come opera accessoria al progetto Solvay di coltivazione mineraria del salgemma di Saline». Adesso la Regione si trova tra due fuochi. «Da una parte una multinazionale che con la delibera 2004 ha acquisito dei diritti e che sta ancora aspettando, probabilmente molto seccata, di esercitarli. Dall'altra le pressioni esterne che la invitano a tutelare una risorsa idrica sempre più precaria. Purtroppo la Regione ha risposto con scelte infelici».
Demi le elenca: con la delibera 926 del 2008 «è stata sostituita la prescrizione di Idros potabile con un ipotetico invaso a monte volto a risolvere la crisi idrica dell'Alta Val di Cecina, quando invece se ne conoscono bene le cause». E ancora: «il vecchio Idros potabile, pur nella sua follia di principio (acqua sporca ai cittadini e acqua pulita a Solvay), evidenziava un altro problema oggi trascurato: degli 87 litri/sec. previsti da questo progetto, ben 52 erano destinati alla Bassa Val di Cecina e soltanto 35 all'Alta. Il messaggio era chiaro: il problema vero è a valle dove, tra trielina, cloruri, nitrati e abbassamento della falda causato dai prelievi industriali, non c'è più acqua da bere. Nella Dgr 926/08 tutto ciò è scomparso. Mentre Idros industriale metterà a repentaglio l'unica falda idrica rimasta indenne nella Bassa Val di Cecina».
Bocciata anche la delibera di tutela di Gorili-Steccaia, che Demi definisce «imbarazzante». Perché «dichiara inammissibili opere come bonifiche agrarie (asportazione di 40-80 cm di terreno) e locali interrati, ma consente esplicitamente, e in deroga, la realizzazione di un invaso grande 20 ettari (Idros) che sarà riempito con acqua di piena. Dichiara inammissibile anche il rilascio di nuove concessioni di prelievo, ma consente di mantenere i medesimi prelievi industriali». Perché parla di ridurre i prelievi "assentiti" al 50%, «ma non è un segreto che in Val di Cecina Solvay ha concessioni (cioè prelievi assentiti) pari al doppio dei suoi attuali prelievi».

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