Il dolore
L’azienda intensifica i controlli sui carichi: in fabbrica arrivano ammoniaca e acqua ossigenata
Cloro, check up ai vagoni cisterna
Andrea Rocchi Mario Moscadelli
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Una veduta aerea del parco industriale SolvayIl disastro ferroviario di Viareggio non è passato certo inosservato all'interno del Gruppo Solvay. Proprio in questi giorni è in corso un'analisi delle misure di sicurezza che l'azienda adotta per i treni in transito all'interno del suo parco industriale, una sorta di ricognizione del sistema di controllo oggi utilizzato
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ROSIGNANO. Il disastro ferroviario di Viareggio non è passato certo inosservato all'interno del Gruppo Solvay. Proprio in questi giorni è in corso un'analisi delle misure di sicurezza che l'azienda adotta per i treni in transito all'interno del suo parco industriale, una sorta di ricognizione del sistema di controllo oggi utilizzato.
Ma come vengono gestiti i vagoni in entrata e in uscita dallo stabilimento? Partiamo innanzitutto da quali sostanze, classificate come pericolose, circolano sui binari della Solvay. In entrata la voce più rilevante riguarda l'acqua ossigenata: ogni mese arriva un treno composto da 10-12 vagoni, provenienti dal nord Europa. Sempre in entrata, una volta al mese, ecco un vagone di ammoniaca.
Nel parco industriale hanno accesso su rotaie altri due tipi di sostanze pericolose: butene e propilene, ma in questo caso la gestione è di competenza di Ineos che gestisce tutto il ramo etilene e plastiche.
Veniamo a cosa produce ed esporta la Solvay. In uscita partono uno o due treni ogni settimana carichi di cloro e soda. Su un treno da 10 vagoni, 8 contengono cloro, 2 soda caustica. Questi treni vanno verso il nord Italia, passando da Genova. Tre i treni al mesi che trasportano solventi clorati verso il Piemonte.
Ma di chi sono questi carri cisterna? Solvay ha solo il noleggio. I proprietari sono due aziende internazionali: la francese Ermewa Sati e la tedesca Vtg.
Capitolo controlli. Da Solvay fanno sapere che per prima cosa l'azienda si attiene al Rid, vale a dire il regolamento europeo per il trasporto su rotaia di merci pericolose. Regolamento che è stato aggiornato tra l'altro proprio in questi giorni. Ma oltre a seguire queste regole, Solvay adotta un sistema di controllo personale. «Ogni vagone, sia in uscita che in entrata - dicono dall'azienda - è sottoposto ad una specie di radiografia, che coinvolge i tecnici Solvay e i tecnici della Serfer, società di Ferrovie. In pratica viene eseguita una check-list sia sulla sicurezza del prodotto trasportato che sulla meccanica del carro». Se al termine della verifica si ritiene necessaria una manutenzione ordinaria, il vagone viene riparato o all'interno di Solvay dall'Officina 2000. Nel caso di operazioni più complesse, il carro viene direttamente preso in consegna da Serfer. «C'è da dire, inoltre, che ognuno di questi carri riceve una manutenzione straordinaria ogni 4 anni». Ma le cisterne quando sono cariche dove sono parcheggiate? «All'interno dello stabilimento. In stazione - continuano da Solvay - arrivano solo quando sono pronte per partire. Dunque, il tempo necessario che il locomotore attacchi i vagoni e parta». Sebbene in stazione non vengano stoccati treni cariche di sostanze pericolose, da anni a Rosignano permane il problema dei binari «morti», quelli utilizzati per il trasporto merci e che vedono l'area Solvay a ridosso della linea ferroviaria Cecina-Livorno. In passato c'è stato chi ha posto il problema (lo fece l'ex sindaco Danesin) ma mai è stato fatto niente. Ed oggi Medicina Democratica torna sulla questione a proposito del sottopasso (che avrebbe dovuto farsi in quell'area, secondo Md). E dice: «Il braccio di manovra Solvay va spostato in tempi brevi». Dove? Si ipotizza l'area delle Morelline.
Ma come vengono gestiti i vagoni in entrata e in uscita dallo stabilimento? Partiamo innanzitutto da quali sostanze, classificate come pericolose, circolano sui binari della Solvay. In entrata la voce più rilevante riguarda l'acqua ossigenata: ogni mese arriva un treno composto da 10-12 vagoni, provenienti dal nord Europa. Sempre in entrata, una volta al mese, ecco un vagone di ammoniaca.
Nel parco industriale hanno accesso su rotaie altri due tipi di sostanze pericolose: butene e propilene, ma in questo caso la gestione è di competenza di Ineos che gestisce tutto il ramo etilene e plastiche.
Veniamo a cosa produce ed esporta la Solvay. In uscita partono uno o due treni ogni settimana carichi di cloro e soda. Su un treno da 10 vagoni, 8 contengono cloro, 2 soda caustica. Questi treni vanno verso il nord Italia, passando da Genova. Tre i treni al mesi che trasportano solventi clorati verso il Piemonte.
Ma di chi sono questi carri cisterna? Solvay ha solo il noleggio. I proprietari sono due aziende internazionali: la francese Ermewa Sati e la tedesca Vtg.
Capitolo controlli. Da Solvay fanno sapere che per prima cosa l'azienda si attiene al Rid, vale a dire il regolamento europeo per il trasporto su rotaia di merci pericolose. Regolamento che è stato aggiornato tra l'altro proprio in questi giorni. Ma oltre a seguire queste regole, Solvay adotta un sistema di controllo personale. «Ogni vagone, sia in uscita che in entrata - dicono dall'azienda - è sottoposto ad una specie di radiografia, che coinvolge i tecnici Solvay e i tecnici della Serfer, società di Ferrovie. In pratica viene eseguita una check-list sia sulla sicurezza del prodotto trasportato che sulla meccanica del carro». Se al termine della verifica si ritiene necessaria una manutenzione ordinaria, il vagone viene riparato o all'interno di Solvay dall'Officina 2000. Nel caso di operazioni più complesse, il carro viene direttamente preso in consegna da Serfer. «C'è da dire, inoltre, che ognuno di questi carri riceve una manutenzione straordinaria ogni 4 anni». Ma le cisterne quando sono cariche dove sono parcheggiate? «All'interno dello stabilimento. In stazione - continuano da Solvay - arrivano solo quando sono pronte per partire. Dunque, il tempo necessario che il locomotore attacchi i vagoni e parta». Sebbene in stazione non vengano stoccati treni cariche di sostanze pericolose, da anni a Rosignano permane il problema dei binari «morti», quelli utilizzati per il trasporto merci e che vedono l'area Solvay a ridosso della linea ferroviaria Cecina-Livorno. In passato c'è stato chi ha posto il problema (lo fece l'ex sindaco Danesin) ma mai è stato fatto niente. Ed oggi Medicina Democratica torna sulla questione a proposito del sottopasso (che avrebbe dovuto farsi in quell'area, secondo Md). E dice: «Il braccio di manovra Solvay va spostato in tempi brevi». Dove? Si ipotizza l'area delle Morelline.
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