Gioco
Da Luzi a Sogno, tanti ospiti illustrinella fucina del Fitto
Federica Lessi
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Lo scrittore e giornalista Marcello Veneziani al circolo culturale Il FittoCompie 25 anni il circolo culturale "Il Fitto". Nato nel giugno del 1984 per celebrare l'anniversario della grande battaglia di Cecina del 1944, durante la quale gli alleati liberarono la città dal 29 giugno al 2 luglio, il circolo prende il nome dall'edificio simbolo del paese abbattuto negli anni Sessanta «per una squallida storia di permute»
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CECINA. Compie 25 anni il circolo culturale "Il Fitto". Nato nel giugno del 1984 per celebrare l'anniversario della grande battaglia di Cecina del 1944, durante la quale gli alleati liberarono la città dal 29 giugno al 2 luglio, il circolo prende il nome dall'edificio simbolo del paese abbattuto negli anni Sessanta «per una squallida storia di permute» dice Ivo Arzilli, promotore del Fitto, critico pungente e infaticabile organizzatore di eventi culturali per un quarto di secolo. Concerti, convegni, incontri, presentazioni di libri e mostre con nomi di primo piano come Carlo Cassola, Mario Luzi, Giovanni Spadolini, Bruno Canino, Vittorio Sgarbi, la pronipote dell'eroe dei due mondi Anita Garibaldi. Ottant'anni e l'ironia sempre tagliente, Arzilli è stato agronomo per l'Italia finché nel 1966 è tornato stabilmente a Cecina (dove è nato nel 1929) come coordinatore dell'ufficio agrario. Pubblicista e scrittore, ha realizzato libri editi dal Fitto come "Cecina anni di guerra", "Il riso degli angeli" con Gino Patroni, "Ai tempi supplementari" con Costante Costantini, difendendo memorie e valori della città.
Come nacque Il Fitto?
Realizzammo una mostra nel giugno 1984 per i 40 anni dalla battaglia di liberazione, "Immagini storiche di Cecina" con le cartoline dal 1900 al 1950. Poco dopo si costituì il circolo che prese sede in vicolo Bargilli, prima dell'attuale in corso Matteotti.
Ricorda qualche immagine?
L'incontro al "Il Paiolo" di Cecina Mare di alcune grandissime personalità: Giorgio VI d'Inghilterra, il generale Alexander, capo di stato maggiore nel Mediterraneo, il generale Clark comandante della V Armata, Winston Churchill e il cardinale Spellmann, arcivescovo di New York, in una giornata memorabile.
Il nome del circolo rende omaggio ad un simbolo civico distrutto, una scelta programmatica.
Il castello era un luogo storico, dove passarono Eleonora da Toledo, Cosimo I de' Medici, e tanti personaggi famosi. Fu danneggiato durante l'ultima guerra ma restò in piedi. Poi quello che non fecero le fortezze volanti lo fecero le ruspe comunali. Sporgemmo denuncia senza ottenere risultato.
Dopo questa vi siete battuti per altre cause...
Nel 1989 si pensò di intitolare ad una personalità il campo di volo "Il Paiolo", che era stato Aeroclub Regio. Proponemmo Lauro De Bosis, letterato e poeta, un antifascista liberale che naufragò con l'aereo nel mare davanti alla costa. Tornava dalla sorvolata di Roma dove aveva lanciato 100.000 volantini contro il regime. Al suo posto fu scelto Enore Belcari. Ma non è il solo caso. Nessuno si ricorda più dell'artificiere Umberto Aiello, che collaborò con gli alleati saltando su una mina, e neanche dei soldati della V armata americana che liberarono la città. Fu intitolata loro una via che non compare più nella guida turistica di Cecina 2009.
Vicende raccontate in alcuni suoi libri, come "Cecina anni di guerra".
Fu scritto con Luis Piazzano e Leo Gattini e contiene una messe di fotografie e documenti. Arrigo Petacco, uno dei massimi storici italiani, mi scrisse "di libri come questo ce ne vorrebbero, cento, mille, ottomila, quanti i comuni d'Italia".
Tra gli ospiti dei tantissimi eventi culturali chi ricorda in particolare?
Mario Luzi, Edgardo Sogno medaglia d'oro della Resistenza, Anita Garibaldi, Vittorio Sgarbi, Gino Patroni, ma anche il concerto di Bruno Canino, e la mostra di incisioni di Daumier, l'album del marchese Ginori, i raku di Nedo Massei, i dipinti di Franco Gentilini. Tutte iniziative con un grande successo di pubblico, realizzate senza alcun contributo pubblico.
Guardando indietro cosa pensa della vostra attività?
Ci siamo battuti per la ricerca della verità e della realtà in nome del pensiero liberale, senza le strettoie dell'ideologia.
La sua ironia è celebre, ci congedi con una battuta.
Il succo della mia vita è racchiuso in questa frase di Leopardi "il più savio partito è quello di ridere abitualmente e indistintamente di tutto e di tutti, cominciando da sé medesimo".
Come nacque Il Fitto?
Realizzammo una mostra nel giugno 1984 per i 40 anni dalla battaglia di liberazione, "Immagini storiche di Cecina" con le cartoline dal 1900 al 1950. Poco dopo si costituì il circolo che prese sede in vicolo Bargilli, prima dell'attuale in corso Matteotti.
Ricorda qualche immagine?
L'incontro al "Il Paiolo" di Cecina Mare di alcune grandissime personalità: Giorgio VI d'Inghilterra, il generale Alexander, capo di stato maggiore nel Mediterraneo, il generale Clark comandante della V Armata, Winston Churchill e il cardinale Spellmann, arcivescovo di New York, in una giornata memorabile.
Il nome del circolo rende omaggio ad un simbolo civico distrutto, una scelta programmatica.
Il castello era un luogo storico, dove passarono Eleonora da Toledo, Cosimo I de' Medici, e tanti personaggi famosi. Fu danneggiato durante l'ultima guerra ma restò in piedi. Poi quello che non fecero le fortezze volanti lo fecero le ruspe comunali. Sporgemmo denuncia senza ottenere risultato.
Dopo questa vi siete battuti per altre cause...
Nel 1989 si pensò di intitolare ad una personalità il campo di volo "Il Paiolo", che era stato Aeroclub Regio. Proponemmo Lauro De Bosis, letterato e poeta, un antifascista liberale che naufragò con l'aereo nel mare davanti alla costa. Tornava dalla sorvolata di Roma dove aveva lanciato 100.000 volantini contro il regime. Al suo posto fu scelto Enore Belcari. Ma non è il solo caso. Nessuno si ricorda più dell'artificiere Umberto Aiello, che collaborò con gli alleati saltando su una mina, e neanche dei soldati della V armata americana che liberarono la città. Fu intitolata loro una via che non compare più nella guida turistica di Cecina 2009.
Vicende raccontate in alcuni suoi libri, come "Cecina anni di guerra".
Fu scritto con Luis Piazzano e Leo Gattini e contiene una messe di fotografie e documenti. Arrigo Petacco, uno dei massimi storici italiani, mi scrisse "di libri come questo ce ne vorrebbero, cento, mille, ottomila, quanti i comuni d'Italia".
Tra gli ospiti dei tantissimi eventi culturali chi ricorda in particolare?
Mario Luzi, Edgardo Sogno medaglia d'oro della Resistenza, Anita Garibaldi, Vittorio Sgarbi, Gino Patroni, ma anche il concerto di Bruno Canino, e la mostra di incisioni di Daumier, l'album del marchese Ginori, i raku di Nedo Massei, i dipinti di Franco Gentilini. Tutte iniziative con un grande successo di pubblico, realizzate senza alcun contributo pubblico.
Guardando indietro cosa pensa della vostra attività?
Ci siamo battuti per la ricerca della verità e della realtà in nome del pensiero liberale, senza le strettoie dell'ideologia.
La sua ironia è celebre, ci congedi con una battuta.
Il succo della mia vita è racchiuso in questa frase di Leopardi "il più savio partito è quello di ridere abitualmente e indistintamente di tutto e di tutti, cominciando da sé medesimo".
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