Il Tirreno

ROSIGNANO

Colpito dalla medusa killer Bagnino ustionato alla schiena

Mario Moscadelli
Fabio Melani. Sulla parte sinistra della schiena si nota la lesione che dal collo arriva al braccio
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Fabio Melani. Sulla parte sinistra della schiena si nota la lesione che dal collo arriva al braccio

Si stava facendo la sua nuotata del dopo-lavoro, quando sarrebe stato colpito dalla medusa velenosa, la caravella portoghese. Fabio Melani, 47 anni di Solvay responsabile della sicurezza in acqua al circolo Canottieri, ha riportato ustioni sulla schiena

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ROSIGNANO. Si stava facendo la sua nuotata del dopo-lavoro, quando sarrebe stato colpito dalla medusa velenosa, la caravella portoghese. Fabio Melani, 47 anni di Solvay responsabile della sicurezza in acqua al circolo Canottieri, ha riportato ustioni sulla schiena, ma ciò che più l'ha impressionato è stata la scarica elettrica che ha sentito al momento dell'impatto con i tentacoli.

Ed è per questo motivo che non ha dubbi sul fatto che a colpirlo è stata la medusa killer, la stessa che il 20 giugno scorso aveva toccato un nuotatore a Antignano.
Erano circa le 19 di martedì, quando Melani ha indossato i suoi occhialini e si è tuffato in mare. «Stavo facendo la mia consueta nuotata di fine giornata - racconta il bagnino - e in stile libero mi sono avviato verso i massi del porticciolo. Quando ero a circa 150 metri dalla riva, ho sentito qualcosa strusciare sulla mia schiena: un'istante dopo ho avvertito una forte scarica elettrica, accompagnata da un incredibile bruciore. Era come se fossi rimasto attaccato per qualche secondo ai fili della corrente elettrica: mai sentito un dolore così intenso. Per un attimo ho temuto il peggio».

Melani, solo grazie alla sua professione, è riuscito a gestire la paura e l'acuto dolore. «Non ho visto bene la medusa perché avevo gli occhialini, ma il filamento che mi ha toccato lungo la schiena era particolarmente lungo. Per il mio lavoro, negli anni sono stato sfiorato dalle meduse, ma non avevo mai sentito un dolore simile. Mi sono anche messo ad urlare».

Melani ha nuotare con tutte le sue forze e nel giro di pochi secondi è riuscito a tornare a riva. Qui si è rotolato sulla sabbia più ascitta e ha subito chiamato aiuto. «Per fortuna che il circolo dispone di un'attrezzatura farmaceutica adatta a questo tipo di situazione. La pelle toccata dai tentacoli era alta circa 1 centimetro: ho buttato sopra dell'acqua calda, aggiungendo dell'aceto. Poi ho passato sopra una creama antistaminica. Questo tipo di intervento mi ha dato un po' di sollievo, anche se per circa due ore ho dovuto stringere i denti». Sulla sua schiena si notato le ustioni. Ma soprattutto è l'immagine di un allarme. «Questa medusa è una vera insidia e per questo - dice Melani - provvederemo a mettere dei cartelli per consigliare ai bagnanti di tuffarsi in acqua facendo molta attenzione, magari utilizzando la maschera per guardarsi intorno. Non vogliamo impedire di fare il bagno, certo, ma dopo quanto mi è successo raccomando la massima prudenza».
Sul posto martedì è arrivata anche la guardia costiera di Vada, che ieri mattina ha perlustrato la zona con un gommone.

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