La manifestazione
La Misericordia è tornata in Abruzzo
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Don Bruno Chiavacci«Vogliamo sperare che altri giovani siano stimolati a partecipare perché l'emergenza in Abruzzo non è finita e la gente ha voglia di immaginare il proprio futuro lì dove è nata»
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RIPARBELLA. «Vogliamo sperare che altri giovani siano stimolati a partecipare perché l'emergenza in Abruzzo non è finita e la gente ha voglia di immaginare il proprio futuro lì dove è nata». Don Bruno Chiavacci, parroco di Riparbella, lancia un appello mentre la Misericordia si mobilita ancora in favore dei terremotati.
Dal 25 aprile al 2 maggio la confraternita infatti ha operato al campo di Bazzano (L'Aquila) con sette volontari e con lo stesso parroco del paese. Sabato scorso sono ripartiti don Bruno e altri sette volontari: Eva Bellucci, Francesca Conforti, Katiuscia Lanteri, Alice Sentieri, Rocco Griselli, Antonino Pillitteri e il diacono Giuseppe Mancini, sempre con destinazione Bazzano. Parteciperanno alle operazioni di aiuto fino a sabato prossimo.
«Sono volontari che lasciano le proprie famiglie - spiega don Bruno - ma per il bene degli altri hanno deciso di andare via di casa, rinunciando al proprio benessere per alleviare il dolore e la sofferenza altrui. Sono partiti con un'ambulanza e un pulmino carichi di beni di prima necessità e generi alimentari: tonno in scatola, olio di semi, olio di oliva, saponi, bagnoschiuma, shampoo, riso, pomodori in scatola, piatti e bicchieri di carta».
«E' davvero apprezzabile - prosegue il parroco - la volontà e la disponibilità dei volontari che sentono la necessità di aiutare chi in questo momento è più sfortunato di noi. Mettersi a disposizione degli altri non è sempre facile, perché spesso si pensa ai propri problemi. Inoltre a volte siamo abituati a pensare che il pericolo è lontano, invece il terremoto è avvenuto proprio vicino a noi».
«Sono trascorsi circa tre mesi dall'evento - conclude don Bruno - e purtroppo il numero dei volontari sta diminuendo mentre i bisogni delle persone sono sempre gli stessi. Vogliamo sperare che altri giovani siano stimolati a partecipare perché l'emergenza non è finita e la gente ha voglia di immaginare il proprio futuro lì dove è nata».
Dal 25 aprile al 2 maggio la confraternita infatti ha operato al campo di Bazzano (L'Aquila) con sette volontari e con lo stesso parroco del paese. Sabato scorso sono ripartiti don Bruno e altri sette volontari: Eva Bellucci, Francesca Conforti, Katiuscia Lanteri, Alice Sentieri, Rocco Griselli, Antonino Pillitteri e il diacono Giuseppe Mancini, sempre con destinazione Bazzano. Parteciperanno alle operazioni di aiuto fino a sabato prossimo.
«Sono volontari che lasciano le proprie famiglie - spiega don Bruno - ma per il bene degli altri hanno deciso di andare via di casa, rinunciando al proprio benessere per alleviare il dolore e la sofferenza altrui. Sono partiti con un'ambulanza e un pulmino carichi di beni di prima necessità e generi alimentari: tonno in scatola, olio di semi, olio di oliva, saponi, bagnoschiuma, shampoo, riso, pomodori in scatola, piatti e bicchieri di carta».
«E' davvero apprezzabile - prosegue il parroco - la volontà e la disponibilità dei volontari che sentono la necessità di aiutare chi in questo momento è più sfortunato di noi. Mettersi a disposizione degli altri non è sempre facile, perché spesso si pensa ai propri problemi. Inoltre a volte siamo abituati a pensare che il pericolo è lontano, invece il terremoto è avvenuto proprio vicino a noi».
«Sono trascorsi circa tre mesi dall'evento - conclude don Bruno - e purtroppo il numero dei volontari sta diminuendo mentre i bisogni delle persone sono sempre gli stessi. Vogliamo sperare che altri giovani siano stimolati a partecipare perché l'emergenza non è finita e la gente ha voglia di immaginare il proprio futuro lì dove è nata».
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