La manifestazione
La città ha scelto: Benedetti è sindaco
Andrea Rocchi
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Stefano Benedetti festeggia col sindaco uscente Paolo PaciniSono felice per questo risultato E' stato un confronto impegnativo e serrato Ringrazio i cecinesi
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CECINA. Il volto disteso, dopo una maratona che sembrava interminabile. Un sorriso che scioglie la tensione e che si apre improvviso sul volto di Stefano Benedetti. «Sono felice, è stata una competizione dura, difficile ma alla fine ce l'abbiamo fatta. Ringrazio tutti gli elettori e voglio ricordare subito che sarò il sindaco di tutti i cecinesi». Con 7414 voti, il 52,5%, è lui il nuovo primo cittadino di Cecina: stacca di 709 voti il rivale Paolo Barabino (47,49%) che pure lo ha tenuto col fiato sospeso fino allo spoglio delle ultime sezioni, sfiorando una rimonta che sembrava impossibile.
L'assessore uscente, 49 anni, cresciuto nelle amministrazioni Vanni e Pacini ad occuparsi di turismo, commercio ed urbanistica e l'avvocato (cinque primavere in meno) prestato alla politica, già consulente di palazzo civico per la sua attività di amministrativista: sono stati i protagonisti di un duello serrato, decollato negli ultimi 14 giorni di campagna elettorale per il ballottaggio, anche con polemiche e toni accesi più dai rispettivi schieramenti che dagli stessi candidati.
Da una parte Benedetti, sostenuto dal Pd, dall'Idv e dai socialisti. Dall'altra Barabino, appoggiato dalla sua «creatura» - la lista civica La Città per la Città- e dal PdL, poi con l'apparentamento, dall'Udc e dai belcariani di Rinnovare Cecina.
E' finita nel segno del fair play, con Barabino che nel ballatoio di palazzo civico fa i complimenti al suo «competitor» e Benedetti che gli stringe la mano e dice: «E' stato un confronto serrato, impegnativo e questo è dovuto anche alle caratteristiche del mio sfidante persona stimata ed apprezzata».
Il sogno del centrodestra di scardinare il fortino meno rosso della Val di Cecina si ferma al palo in quei 6705 voti che vanno a Paolo Barabino, l'uomo nuovo. Ma è una sconfitta di misura ed un segnale preciso che il Pdl e più in generale il centrodestra invia al centrosinistra locale. Che potrà riflettere.
«E' il segno - ci dice lo stesso Barabino ad urne chiuse e scrutinio nel cassetto - che Cecina è spaccata col 47,5% degli elettori si è espresso per una discontinuità».
Nel centrosinistra, però, non la si pensa così: «Cecina ha scelto, dando un'indicazione precisa», è il leitmotiv che viene quartier generale in piazza Carducci. E se il candidato sconfitto sottolinea che adesso si metterà a fare opposizione nel tentativo di «non disperdere quanto di bello fino ad oggi abbiamo costruito», il nuovo sindaco Stefano Benedetti sente la necessità di «mettersi subito al lavoro» per costruire quella che sarà la sua squadra di governo. «C'è da lavorare, da subito - dice Benedetti - perché Cecina è una città turistica. Occorre quindi mettersi d'impegno insieme agli operatori cecinesi per affrontare al meglio questa stagione».
E poi? «Poi voglio cominciare a lavorare, nell'interesse della città, per affrontare questa crisi economica che si fa sentire in tutto il Paese e non solo a Cecina e per completare quei progetti già iniziati sul territorio».
Cala il sipario sul ballottaggio per vincitori e vinti.
L'assessore uscente, 49 anni, cresciuto nelle amministrazioni Vanni e Pacini ad occuparsi di turismo, commercio ed urbanistica e l'avvocato (cinque primavere in meno) prestato alla politica, già consulente di palazzo civico per la sua attività di amministrativista: sono stati i protagonisti di un duello serrato, decollato negli ultimi 14 giorni di campagna elettorale per il ballottaggio, anche con polemiche e toni accesi più dai rispettivi schieramenti che dagli stessi candidati.
Da una parte Benedetti, sostenuto dal Pd, dall'Idv e dai socialisti. Dall'altra Barabino, appoggiato dalla sua «creatura» - la lista civica La Città per la Città- e dal PdL, poi con l'apparentamento, dall'Udc e dai belcariani di Rinnovare Cecina.
E' finita nel segno del fair play, con Barabino che nel ballatoio di palazzo civico fa i complimenti al suo «competitor» e Benedetti che gli stringe la mano e dice: «E' stato un confronto serrato, impegnativo e questo è dovuto anche alle caratteristiche del mio sfidante persona stimata ed apprezzata».
Il sogno del centrodestra di scardinare il fortino meno rosso della Val di Cecina si ferma al palo in quei 6705 voti che vanno a Paolo Barabino, l'uomo nuovo. Ma è una sconfitta di misura ed un segnale preciso che il Pdl e più in generale il centrodestra invia al centrosinistra locale. Che potrà riflettere.
«E' il segno - ci dice lo stesso Barabino ad urne chiuse e scrutinio nel cassetto - che Cecina è spaccata col 47,5% degli elettori si è espresso per una discontinuità».
Nel centrosinistra, però, non la si pensa così: «Cecina ha scelto, dando un'indicazione precisa», è il leitmotiv che viene quartier generale in piazza Carducci. E se il candidato sconfitto sottolinea che adesso si metterà a fare opposizione nel tentativo di «non disperdere quanto di bello fino ad oggi abbiamo costruito», il nuovo sindaco Stefano Benedetti sente la necessità di «mettersi subito al lavoro» per costruire quella che sarà la sua squadra di governo. «C'è da lavorare, da subito - dice Benedetti - perché Cecina è una città turistica. Occorre quindi mettersi d'impegno insieme agli operatori cecinesi per affrontare al meglio questa stagione».
E poi? «Poi voglio cominciare a lavorare, nell'interesse della città, per affrontare questa crisi economica che si fa sentire in tutto il Paese e non solo a Cecina e per completare quei progetti già iniziati sul territorio».
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