Il Tirreno

rosignano

Una pista per i kitesurf

Dopo i problemi della passata stagione, il Comune ha regolato la pratica del kitesurf
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Dopo i problemi della passata stagione, il Comune ha regolato la pratica del kitesurf

Il mare e i divieti. Il Comune ha individuato un corridoio largo 80 metri alle Spiagge bianche

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ROSIGNANO. Un corridoio di lancio per chi pratica kitesurf. È questa la novità nell'ordinanza che il Comune ha redatto in vista della stagione balneare 2009. Una novità che è il risultato di un'esigenza (o emergenza), evidenziata lo scorso anno al Comune dalla guardia costiera di Vada. Sono tanti, infatti, i giovani che arrivano alle Spiagge bianche per praticare questo tipo di sport acquatico.
E con il termine "tanti" si quantificano anche 150 ragazzi in mare in una sola giornata. Questo il passaggio dell'ordinanza relativo all'uso del kite: «La pratica individuale del kitesurf (vietata ai minori di 14 anni, ndr), svolto al di fuori di scuole e associazioni dotate di specifico corridoio di lancio, dovrà avvenire obbligatoriamente all'interno del corridoio di lancio individuato in località Spiagge bianche, a nord della foce del fiume Cecina». Dunque, ecco un'area specifica dove poter svolgere questa attività, che per la pratica prevede precise indicazioni (come usare il caschetto di protezione e indossare un mezzo di salvataggio individuale). Un'esigenza suggerita dalla guardia costiera vadese al Comune alla fine della passata stagione balneare, dopo che l'aumento di giovani kitesurfisti aveva creato qualche problema a chi era lì solo per prendere il sole. «Le Spiagge bianche - spiega Vincenzo Ferraro, comandante della guardia costiera vadese - è una delle mete preferite di tanti giovani appassionati di questo sport acquatico con l'aquilone. Nei giorni particolarmente ventosi ci sono anche 150 ragazzi in questo specchio di mare. Ma se questo può essere positivo anche in termini di turismo, presenta però un aspetto negativo: la pratica del kite può essere pericolosa per i bagnanti soprattutto a terra. Da qui la necessità di individuare una zona della spiaggia esclusivamente dedicato a questo tipo di sport».
Entriamo nello specifico di questo corridoio, che tra l'altro risponde ad una specifica disposizione dell'ordinanza della Capitaneria di porto. Sarà una "pista" di 250 metri di profondità e in larghezza coprirà 80 metri di fronte spiaggia. La gestione del corridoio è stata affidata ad un privato esperto del settore, che si dovrà occupare della manutenzione della cartellonistica e delle boe piazzate in mare per delimitare la pista.
Nel raggio di questo corridoio è vietata la balneazione. Ma non è l'unico punto della costa rosignanese dove non ci si potrà tuffare: lo stesso provvedimento è previsto alla foce del Lillatro, alla foce del torrente Chioma, al porto di Vada e vicino al porto turistico di Crepatura a Rosignano.
Mario Moscadelli

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