Sicurezza
cecina
Rifiuti, sporco e protestesulla spiaggia delle Gorette
Rino Bucci
«Siete graditi ospiti della riserva naturale biogenetica dei Tomboli di Cecina», seguono alcuni consigli su come comportarsi, infine la morale: «godremo meglio questo nostro patrimonio comune». Così recita il cartello dopo "il cancellone".
2 MINUTI DI LETTURA
CECINA. «Siete graditi ospiti della riserva naturale biogenetica dei Tomboli di Cecina», seguono alcuni consigli su come comportarsi, infine la morale: «godremo meglio questo nostro patrimonio comune». Così recita il cartello dopo "il cancellone".
Il varco che consente l'ingresso via pineta ad una delle poche spiagge libere in città. Siamo alle Gorette tra il camping dei francesi e il bagno Ippocampo.
Lo spettacolo che ci si para davanti disattende i buoni intenti stampati sull'insegna. La prima mancanza che salta agli occhi è l'assenza della pedana per i disabili e i passeggini lungo il sentiero che collega la strada al mare. Un bel disagio, soprattutto in una spiaggia pubblica, alle porte della stagione estiva.
In prossimità dell'arenile incontriamo Laura Fillini, una ragazza che presta servizio di vigilanza in mare per conto della Uisp. «E' una vergogna - racconta Laura - la spiaggia è indecente. Sono diversi anni che lavoro qui e devo dire che non ho mai visto nessuno che si sia preoccupato di pulire la spiaggia. Oggi ho anche chiamato l'ufficio del Comune per denunciare questa situazione».
E Claudio Guzzonato, il primo a segnalarci il problema in una lettera dice: «La spiaggia è completamente sporca, è presente solo un cestino sommerso di rifiuti da giorni, ci sono due mucchi di legni alti circa due metri e il comune ha anche il coraggio di far pagare l'unico parcheggio per le auto...»
Appena arriviamo sulla spiaggia, le parole di Laura prendono significato e divengono realtà. L'arenile è pieno di rifiuti. In due punti sono stati ammucchiati diversi legni. Forse un tentativo di pulizia andato male; di fatto, si sono create due montagne di spazzatura, con mattoni, scarpe, corde e bottiglie di plastica. In tutta la spiaggia libera, in un centinaio di metri, è stato piazzato solo un cestino per l'immondizia.
Pare ovvio dire che non è sufficiente, infatti trabocca di immondizia, il resto è per terra. Dietro allo steccato che separa la spiaggia dalla pineta, ci sono oggetti buttati alla rinfusa; una vecchia sdraio, alcuni ferri e barattoli di plastica.
Il varco che consente l'ingresso via pineta ad una delle poche spiagge libere in città. Siamo alle Gorette tra il camping dei francesi e il bagno Ippocampo.
Lo spettacolo che ci si para davanti disattende i buoni intenti stampati sull'insegna. La prima mancanza che salta agli occhi è l'assenza della pedana per i disabili e i passeggini lungo il sentiero che collega la strada al mare. Un bel disagio, soprattutto in una spiaggia pubblica, alle porte della stagione estiva.
In prossimità dell'arenile incontriamo Laura Fillini, una ragazza che presta servizio di vigilanza in mare per conto della Uisp. «E' una vergogna - racconta Laura - la spiaggia è indecente. Sono diversi anni che lavoro qui e devo dire che non ho mai visto nessuno che si sia preoccupato di pulire la spiaggia. Oggi ho anche chiamato l'ufficio del Comune per denunciare questa situazione».
E Claudio Guzzonato, il primo a segnalarci il problema in una lettera dice: «La spiaggia è completamente sporca, è presente solo un cestino sommerso di rifiuti da giorni, ci sono due mucchi di legni alti circa due metri e il comune ha anche il coraggio di far pagare l'unico parcheggio per le auto...»
Appena arriviamo sulla spiaggia, le parole di Laura prendono significato e divengono realtà. L'arenile è pieno di rifiuti. In due punti sono stati ammucchiati diversi legni. Forse un tentativo di pulizia andato male; di fatto, si sono create due montagne di spazzatura, con mattoni, scarpe, corde e bottiglie di plastica. In tutta la spiaggia libera, in un centinaio di metri, è stato piazzato solo un cestino per l'immondizia.
Pare ovvio dire che non è sufficiente, infatti trabocca di immondizia, il resto è per terra. Dietro allo steccato che separa la spiaggia dalla pineta, ci sono oggetti buttati alla rinfusa; una vecchia sdraio, alcuni ferri e barattoli di plastica.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
