Attenzione
cecina
«Hanno paura e mi dipingono di destra»
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Paolo BarabinoPaolo Barabino non ci sta. Ribatte al centrosinistra e al suo rivale Stefano Benedetti su tre aspetti di una campagna elettorale diventata aspra e spigolosa.
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CECINA. Paolo Barabino non ci sta. Ribatte al centrosinistra e al suo rivale Stefano Benedetti su tre aspetti di una campagna elettorale diventata aspra e spigolosa.
Uno. No al contradditorio per non alimentare un clima di tensione voluto dal centrodestra. E' quello che dice Benedetti. Barabino repica: «In tutta la campagna elettorale non c'è mai stato un momento di tensione. La mia storia di professionista, mai iscritto ad un partito e senza colori politici, conferma quello che sono e vado dicendo: un uomo del dialogo e del confronto democratico». Barabino dice di più e accusa: «Oggi il centrosinistra sta montando ad arte una campagna sulla tensione sbagliando gravemente perché così la paura si diffonde davvero. Invece a parer mio dovremmo confrontarci sui programmi, discutere dei problemi dei modi di amministrare la città, d'interrogarci sul perché a Cecina non si sono mai rispettate le promesse elettorali».
Barabino vede una debolezza nell'atteggiamento del centrosinistra «che ha cercato l'apparentamento con Rifondazione, il partito più duro e critico nei confronti dell'operato della giunta di cui Benedetti era assessore, criticando - lo ha sempre detto Rc - la cementificazione selvaggia, l'indifferenza sull'inquinamento, la svendita degli immobili comunali per rifare il viale a mare».
L'altro punto su cui Barabino ribatte è quello della governabilità. «Il centrosinistra - dice Barabino - sta sviluppando una strategia della tensione sull'ipotesi in cui diventi sindaco. Ho ripetuto che questa forma di governo, che ha espressioni in Italia, in Francia in Germania, è non solo prevista dall'ordinamento democratico ma è la più alta forma di democrazia. E io, che non sono un tecnico, non ho problemi e non li avrò ad amministrare Cecina e a trovare una maggioranza nell'esclusivo interesse dei cecinesi e della città». Infine il terzo punto: Barabino uomo della destra. Qui il candidato si schermisce: «Si vuol addirittura far credere che se vinco io va al governo la destra fascista. E' incredibile...Sono nato e cresciuto a Cecina e fortunatamente mi conoscono in molti che possono testimoniare quella che è la mia storia. Ho affrontato la consultazione democratica come capolista di una lista civica. Non una sola volta ho parlato di politica partitica mentre è il centrosinistra che ha radicalizzato lo scontro sul piano politico e ideologico usando toni forti».
Barabino uomo di Matteoli? «Ho una lista civica, ho fatto un programma che è stato condiviso dal PdL e chi mi ha scelto come candidato espressione della società civile. Un programma oggi condiviso anche da Udc e Rinnovare Cecina con cui siamo apparentati. Che poi il ministro Matteoli condivida il mio operato è per me motivo di orgoglio perché si tratta di un ministro della Repubblica ed io ho grande rispetto delle istituzioni». Inoltre per Barabino Matteoli «rappresenta per la città un valore aggiunto». E ricorda che è stato proprio grazie al ministro che tra il 2003 e il 2005 sono arrivati a Cecina 6 milioni e 309mila euro utilizzati per depuratore, acquedotto e rete fogniaria. E un altro milione e 600mila euro per le opere a mare contro l'erosione, oltre al finanziamento poi assegnato dalla Regione su disposizione del ministero dell'Ambiente. E rintuzza: «Mi dispiace che oggi il centrosinistra attacchi questa istituzione che tanto ha fatto per Cecina». E in vista del voto di domenica lancia un appello agli elettori: «Oggi si è capito che a Cecina cambiare si può».
Uno. No al contradditorio per non alimentare un clima di tensione voluto dal centrodestra. E' quello che dice Benedetti. Barabino repica: «In tutta la campagna elettorale non c'è mai stato un momento di tensione. La mia storia di professionista, mai iscritto ad un partito e senza colori politici, conferma quello che sono e vado dicendo: un uomo del dialogo e del confronto democratico». Barabino dice di più e accusa: «Oggi il centrosinistra sta montando ad arte una campagna sulla tensione sbagliando gravemente perché così la paura si diffonde davvero. Invece a parer mio dovremmo confrontarci sui programmi, discutere dei problemi dei modi di amministrare la città, d'interrogarci sul perché a Cecina non si sono mai rispettate le promesse elettorali».
Barabino vede una debolezza nell'atteggiamento del centrosinistra «che ha cercato l'apparentamento con Rifondazione, il partito più duro e critico nei confronti dell'operato della giunta di cui Benedetti era assessore, criticando - lo ha sempre detto Rc - la cementificazione selvaggia, l'indifferenza sull'inquinamento, la svendita degli immobili comunali per rifare il viale a mare».
L'altro punto su cui Barabino ribatte è quello della governabilità. «Il centrosinistra - dice Barabino - sta sviluppando una strategia della tensione sull'ipotesi in cui diventi sindaco. Ho ripetuto che questa forma di governo, che ha espressioni in Italia, in Francia in Germania, è non solo prevista dall'ordinamento democratico ma è la più alta forma di democrazia. E io, che non sono un tecnico, non ho problemi e non li avrò ad amministrare Cecina e a trovare una maggioranza nell'esclusivo interesse dei cecinesi e della città». Infine il terzo punto: Barabino uomo della destra. Qui il candidato si schermisce: «Si vuol addirittura far credere che se vinco io va al governo la destra fascista. E' incredibile...Sono nato e cresciuto a Cecina e fortunatamente mi conoscono in molti che possono testimoniare quella che è la mia storia. Ho affrontato la consultazione democratica come capolista di una lista civica. Non una sola volta ho parlato di politica partitica mentre è il centrosinistra che ha radicalizzato lo scontro sul piano politico e ideologico usando toni forti».
Barabino uomo di Matteoli? «Ho una lista civica, ho fatto un programma che è stato condiviso dal PdL e chi mi ha scelto come candidato espressione della società civile. Un programma oggi condiviso anche da Udc e Rinnovare Cecina con cui siamo apparentati. Che poi il ministro Matteoli condivida il mio operato è per me motivo di orgoglio perché si tratta di un ministro della Repubblica ed io ho grande rispetto delle istituzioni». Inoltre per Barabino Matteoli «rappresenta per la città un valore aggiunto». E ricorda che è stato proprio grazie al ministro che tra il 2003 e il 2005 sono arrivati a Cecina 6 milioni e 309mila euro utilizzati per depuratore, acquedotto e rete fogniaria. E un altro milione e 600mila euro per le opere a mare contro l'erosione, oltre al finanziamento poi assegnato dalla Regione su disposizione del ministero dell'Ambiente. E rintuzza: «Mi dispiace che oggi il centrosinistra attacchi questa istituzione che tanto ha fatto per Cecina». E in vista del voto di domenica lancia un appello agli elettori: «Oggi si è capito che a Cecina cambiare si può».
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