Il dolore
CASTAGNETO
Con l'Ape contro un platano: gravissimo
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La vecchia Aurelia nel tratto in cui è avvenuto l’incidenteForse un colpo di sonno, oppure un malore. O magari un guasto tecnico. Ancora non si sa cosa sia successo un attimo prima dell'impatto
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CASTAGNETO. Forse un colpo di sonno, oppure un malore. O magari un guasto tecnico. Ancora non si sa cosa sia successo un attimo prima dell'impatto. Fatto sta che mentre con il suo Ape quell'uomo stava rientrando a casa, si è schiantato contro uno dei platani che costeggiano la vecchia Aurelia.
E' avvenuto tra Bibbona e Donoratico, in località Ponte di Marmo. Fabio Galoppini, quarantasettenne residente a Donoratico in via Aurelia, è stato ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Cecina.
Operato una prima volta, mentre si stava organizzando a tarda sera il suo trasferimento nel reparto di medicina d'urgenza dell'ospedale di Livorno, le sue condizioni si sono ulteriormente aggravate a causa di una violenta emorragia addominale. L'uomo quindi è stato portato ancora in sala operatoria, sempre a Cecina.
L'incidente è avvenuto intorno alle cinque del pomeriggio. Galoppini era da solo con il suo furgoncino, stava rientrando a casa da Cecina e percorreva la vecchia Aurelia. Aveva da poco oltrepassato l'incrocio con il viale dei Cipressi quando è finito contro un albero. Una botta violenta, terribile, con l'Ape mezzo disintegrato e le lamiere che lo hanno fatto prigioniero. Tanto che per liberarlo sono dovuti intervenire i vigili del fuoco con le cesoie.
Sul posto, inviata dal 118, anche un'ambulanza della Misericordia di Castagneto con il medico a bordo.
Galoppini era semicosciente quando sono arrivati i soccorritori. Ma già piuttosto grave. Aveva un trauma cranico, fratture multiple e scomposte a una gamba ma soprattutto perdeva molto sangue. Subito si è temuto che potesse avere un'emorragia interna. L'uomo è stato immobilizzato su una barella spinale e portato a tutta velocità al pronto soccorso dell'ospedale di Cecina. Qui, dopo gli accertamenti più urgenti, è stato operato al torace per consentire il drenaggio dei polmoni, che presentavano due perforazioni.
L'intervento per ridurre le fratture alla gamba, è stato detto, sarebbe stato eseguito a Livorno. Perché già mentre era sotto i ferri i chirurghi avevano deciso: troppo complicato il quadro generale, troppo rischioso tenerlo a Cecina dove non esiste un reparto di medicina d'urgenza.
Il primo intervento è riuscito e, in attesa che il paziente si stabilizzasse, si organizzava il suo trasferimento all'ospedale livornese. Ma proprio quando tutto era pronto, con due medici già in servizio sulla stessa ambulanza della Misericordia, le condizioni dell'uomo sono peggiorate di colpo. Un'ecografia ha rivelato una forte emorragia addominale in corso. Così è stata preparata di nuovo la sala operatoria, sempre a Cecina, e Galoppini è stato riportato sotto i ferri. Questo intorno alle 22. Si ipotizzava un suo trasferimento in nottata.
A.d.G.
E' avvenuto tra Bibbona e Donoratico, in località Ponte di Marmo. Fabio Galoppini, quarantasettenne residente a Donoratico in via Aurelia, è stato ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Cecina.
Operato una prima volta, mentre si stava organizzando a tarda sera il suo trasferimento nel reparto di medicina d'urgenza dell'ospedale di Livorno, le sue condizioni si sono ulteriormente aggravate a causa di una violenta emorragia addominale. L'uomo quindi è stato portato ancora in sala operatoria, sempre a Cecina.
L'incidente è avvenuto intorno alle cinque del pomeriggio. Galoppini era da solo con il suo furgoncino, stava rientrando a casa da Cecina e percorreva la vecchia Aurelia. Aveva da poco oltrepassato l'incrocio con il viale dei Cipressi quando è finito contro un albero. Una botta violenta, terribile, con l'Ape mezzo disintegrato e le lamiere che lo hanno fatto prigioniero. Tanto che per liberarlo sono dovuti intervenire i vigili del fuoco con le cesoie.
Sul posto, inviata dal 118, anche un'ambulanza della Misericordia di Castagneto con il medico a bordo.
Galoppini era semicosciente quando sono arrivati i soccorritori. Ma già piuttosto grave. Aveva un trauma cranico, fratture multiple e scomposte a una gamba ma soprattutto perdeva molto sangue. Subito si è temuto che potesse avere un'emorragia interna. L'uomo è stato immobilizzato su una barella spinale e portato a tutta velocità al pronto soccorso dell'ospedale di Cecina. Qui, dopo gli accertamenti più urgenti, è stato operato al torace per consentire il drenaggio dei polmoni, che presentavano due perforazioni.
L'intervento per ridurre le fratture alla gamba, è stato detto, sarebbe stato eseguito a Livorno. Perché già mentre era sotto i ferri i chirurghi avevano deciso: troppo complicato il quadro generale, troppo rischioso tenerlo a Cecina dove non esiste un reparto di medicina d'urgenza.
Il primo intervento è riuscito e, in attesa che il paziente si stabilizzasse, si organizzava il suo trasferimento all'ospedale livornese. Ma proprio quando tutto era pronto, con due medici già in servizio sulla stessa ambulanza della Misericordia, le condizioni dell'uomo sono peggiorate di colpo. Un'ecografia ha rivelato una forte emorragia addominale in corso. Così è stata preparata di nuovo la sala operatoria, sempre a Cecina, e Galoppini è stato riportato sotto i ferri. Questo intorno alle 22. Si ipotizzava un suo trasferimento in nottata.
A.d.G.
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