Il Tirreno

I grandi duellanti continuano la sfida

Franco Belcari nerissimo «Perso un terzo dei voti, ma anch'io chiederò una verifica»

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 CECINA. Uno dice che riparte da quasi il cinquanta per cento. L'altro lo corregge sostenendo che no, si riparte da uno 0-0. Il primo è Stefano Benedetti, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra (Sinistra per Cecina, Pd, Ps, Idv). Forse non si aspettava questo esito, Benedetti, anche perché a un certo momento sembrava aver davvero superato la soglia del 50%.
 Poi le ultime schede scrutinate hanno rimesso tutto in gioco.
 E lui, l'assessore uscente all'urbanistica, fa buon viso a cattiva sorte.
 «E' chiaro che sarebbe stato meglio evitare questa consultazione bis - dice Stefano Benedetti - ma in fondo si poteva anche prevedere un esito del genere, vista la frammentazione delle varie liste e una campagna elettorale particolarmente intensa e combattuta. Considerando questo, tutto sommato il 49,86 per cento è un ottimo risultato, non si può che essere soddisfatti».
 Benedetti è convinto e lo ribadisce: «I cecinesi hanno confermato la fiducia in questa coalizione, in questo governo. Certo, venti voti di differenza sono davvero pochi e sono un dato che deve far riflettere. Lo analizzeremo al momento opportuno. Cosa sia successo poi nelle sezioni 17 e 26 non è chiaro, sarà approfondita anche questa faccenda ma non è questo il problema. Il punto è che adesso andiamo al ballottaggio partendo da un significativo cinquanta per cento di voti e non è affatto poca cosa. Un risultato importante, insomma, che mi incoraggia ad andare avanti».
 La replica arriva a distanza di pochi secondi. «Beh, diciamo che partiamo da un più equo 0-0, da un pareggio - lo corregge Paolo Barabino, candidato sindaco della lista La città per la città (Pdl) - Ma è una battuta, sto scherzando. Se mi aspettavo questo esito? Lo dico con sincerità. No. Sono un avvocato, ancora digiuno in politica. Quindi non mi aspettavo proprio niente, non mi ero posto obiettivi particolari. Ho accettato di candidarmi per mettermi a disposizione dei cittadini, senza fare conti o calcoli. Per fare qualcosa di utile, per dare il mio contributo. Vincere subito, perdere, andare al ballottaggio, ero pronto ad accettare qualsiasi risultato. E quindi prendo atto di questo, che giudico un ottimo risultato. Assolutamente soddisfacente».
 «Aggiungo che sono felice di essermi messo in gioco - prosegue Barabino - è stata ed è un'esperienza estremamente gratificante. Il fatto che il ballottaggio sia un risultato storico per Cecina mi conferma anche che la mia scelta è stata giusta. In questa campagna elettorale e durante queste ore delle elezioni sono stato circondato da tanto entusiasmo. Tanta gente. E a questo punto, ci siamo: quindi andiamo avanti. Vediamo dove possiamo arrivare. Venti voti? E' vero, sono un dato oggettivo sul quale riflettere».
 I grandi duellanti proseguono dunque la sfida che li vedrà ancora di fronte, testa testa, fra quindici giorni.
 Intanto è nero, nerissimo Franco Belcari. «Cosa volete che vi dica? Che ho perso un terzo dei voti ottenuti alle precedenti amministrative - commenta sconsolato il candidato sindaco della lista civica Rinnovare Cecina - voti che sono stati assorbiti dal Pdl. Domani (oggi, ndr) chiederò comunque la verifica di tutte le mie preferenze. Qualcosa è successo in alcune sezioni, voglio vederci chiaro anch'io. Non per altro, ma per capire. Perché ho la netta sensazione che qualcuno abbia giocato sporco».
 Pasquale «Lino» Parra invece la prende con filosofia: «Abbiamo raccolto pochi voti, pazienza, vorrà dire che li metteremo a frutto per la prossima volta - dice il candidato sindaco del Blocco popolare - Diciamo che è andata bene, considerando che era la prima volta che ci presentavamo alle elezioni. E' stata una bella esperienza. Ripeto: metteremo a frutto questi pochi voti».
 Come lui Michele Bianchi (candidato sindaco della lista civica Un'idea in comune): «Pochi voti anche per noi - commenta Bianchi - ma un risultato che giudichiamo sicuramente positivo, soprattutto perché era la prima esperienza. Certo, ho un po' di rammarico per non aver preso un consigliere. Il nostro obiettivo era quello. Entrare in consiglio comunale per far sentire la nostra voce. Ma purtroppo è un dato di fatto che tutte le liste più piccole sono rimaste fuori. Bel risultato lo stesso».

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