I monaci di Pomaia con il Piccolo Buddha «Sarà regista? Il cinema è un valore»
Mario Moscadelli
A 16 anni il ragazzo che ispirò il film di Bertolucci arrivò a Pomaia per la cerimonia di lunga vita celebrata in suo onore. "Ricordo bene quel giorno", dice Massimo Stordi della Sangha Onlus, l'associazione che sta portando avanti il progetto per la costruzione di un monastero buddista da 14 milioni di euro sulle colline pisane
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POMAIA. Osel Hita Torres non è un ragazzo qualsiasi di 24 anni. È considerato il Piccolo Buddha, la reincarnazione del Lama che ha fondato l'istituto buddista di Pomaia. Ora Lama Tenzin Osel Rinpoce ha deciso di togliersi la tonaca e di dedicarsi al cinema. «Voglio fare il regista», ha dichiarato il giovane spagnolo in un'intervista rilasciata al quotidiano di Madrid El Mundo.
Osel, la cui storia ha ispirato il celebre film di Bernardo Bertolucci, è riconosciuto come la reincarnazione del Lama Yesce, uno dei massimi divulgatori del buddismo tibetano in Occidente e fondatore del Lama Tzong Khapa.
Aveva 16 anni quando arrivò a Pomaia per la cerimonia di lunga vita celebrata in suo onore. «Ricordo bene quel giorno - dice Massimo Stordi, allora direttore dell'istituto e oggi rappresentante legale della Sangha Onlus, l'associazione che sta portando avanti il progetto per la costruzione di un monastero buddista da 14 milioni di euro sulle colline pisane -. Un giorno molto importante per il nostro centro, visto che Lama Osel rappresenta la reincarnazione di un fondatore del Lama Tzong Khapa. Ha deciso di lasciare la tonaca? Non c'è nessun problema. Lama Osel è libero di decidere del suo futuro». La decisione di questo ragazzo spagnolo non ha creato nessun caso all'interno dell'istituto di Pomaia. «Ha scelto di investire nel cinema, che come la musica può essere un mezzo importante per comunicare i valori universali della vita», chiosa Stordi.
Osel ha finito lo scorso anno un corso triennale di cinematografia all'Università di Madrid. «Ora voglio fare il regista», ha dichiarato il 24enne, che al quotidiano spagnolo ha descritto la sua esperienza nel centro religioso a Mysore Karnataka, nell'India del Sud: «A 14 mesi avevano già deciso che ero la reincarnazione di Lama Yeshe. Mi portarono in India, mi misero una tonaca gialla e mi sedettero su un trono. Mi hanno gettato in un mondo medievale». Questo uno dei passaggi salienti dell'intervista, ripresa anche dalla Stampa.
Ma come è stato possibile che un bambino nato in Spagna sia stato scelto come la reincarnazione di uno dei lama più importanti della storia del buddismo? Lama Yesce è morto a Los Angeles nel 1984. Il fedele Lama Zopa dal giorno dopo ha iniziato a cercare la sua reincarnazione. Una notte Lama Zopa sogna Lama Yesce che gli comunica di essere pronto ad assumere una nuova forma umana e poi sogna un bambino occidentale, che cammina a quattro zampe sul pavimento di una sala da meditazione. Dopo un anno di ricerche, Lama Zopa incontra un neonato in un centro buddista vicino a Granada. Questo piccolo è Osel e suoi genitori erano stati proprio allievi del lama scomparso. Lama Zopa avverte il Dalai Lama. Osel è uno tra i candidati a reincarnare Lama Yesce: viene tenuto sotto osservazione per un periodo, ma alla fine è lui ad essere portato in India per ricevere l'educazione monastica nel monastero di Sera.
Quando Osel ha 10 anni interviene la madre, non più convinta della sua permanenza in India: «Il ragazzo deve conoscere il suo Paese, la sua cultura». Ma Osel continua nel suo cammino: a 16 anni visita l'istituto di Pomaia. Tre anni dopo, però, sul sito web dell'Associazione per la preservazione della tradizione mahayana compare un messaggio: «Gentili sostenitori, siccome il lama non sta studiando a Sera, il suo fondo per l'educazione è sospeso in attesa del suo ritorno». Ritorno che non è avvenuto: nel settembre si è trasferito in California. Ora è in Spagna: vuole fare il regista, ma la porta del monastero è sempre aperta.
Osel, la cui storia ha ispirato il celebre film di Bernardo Bertolucci, è riconosciuto come la reincarnazione del Lama Yesce, uno dei massimi divulgatori del buddismo tibetano in Occidente e fondatore del Lama Tzong Khapa.
Aveva 16 anni quando arrivò a Pomaia per la cerimonia di lunga vita celebrata in suo onore. «Ricordo bene quel giorno - dice Massimo Stordi, allora direttore dell'istituto e oggi rappresentante legale della Sangha Onlus, l'associazione che sta portando avanti il progetto per la costruzione di un monastero buddista da 14 milioni di euro sulle colline pisane -. Un giorno molto importante per il nostro centro, visto che Lama Osel rappresenta la reincarnazione di un fondatore del Lama Tzong Khapa. Ha deciso di lasciare la tonaca? Non c'è nessun problema. Lama Osel è libero di decidere del suo futuro». La decisione di questo ragazzo spagnolo non ha creato nessun caso all'interno dell'istituto di Pomaia. «Ha scelto di investire nel cinema, che come la musica può essere un mezzo importante per comunicare i valori universali della vita», chiosa Stordi.
Osel ha finito lo scorso anno un corso triennale di cinematografia all'Università di Madrid. «Ora voglio fare il regista», ha dichiarato il 24enne, che al quotidiano spagnolo ha descritto la sua esperienza nel centro religioso a Mysore Karnataka, nell'India del Sud: «A 14 mesi avevano già deciso che ero la reincarnazione di Lama Yeshe. Mi portarono in India, mi misero una tonaca gialla e mi sedettero su un trono. Mi hanno gettato in un mondo medievale». Questo uno dei passaggi salienti dell'intervista, ripresa anche dalla Stampa.
Ma come è stato possibile che un bambino nato in Spagna sia stato scelto come la reincarnazione di uno dei lama più importanti della storia del buddismo? Lama Yesce è morto a Los Angeles nel 1984. Il fedele Lama Zopa dal giorno dopo ha iniziato a cercare la sua reincarnazione. Una notte Lama Zopa sogna Lama Yesce che gli comunica di essere pronto ad assumere una nuova forma umana e poi sogna un bambino occidentale, che cammina a quattro zampe sul pavimento di una sala da meditazione. Dopo un anno di ricerche, Lama Zopa incontra un neonato in un centro buddista vicino a Granada. Questo piccolo è Osel e suoi genitori erano stati proprio allievi del lama scomparso. Lama Zopa avverte il Dalai Lama. Osel è uno tra i candidati a reincarnare Lama Yesce: viene tenuto sotto osservazione per un periodo, ma alla fine è lui ad essere portato in India per ricevere l'educazione monastica nel monastero di Sera.
Quando Osel ha 10 anni interviene la madre, non più convinta della sua permanenza in India: «Il ragazzo deve conoscere il suo Paese, la sua cultura». Ma Osel continua nel suo cammino: a 16 anni visita l'istituto di Pomaia. Tre anni dopo, però, sul sito web dell'Associazione per la preservazione della tradizione mahayana compare un messaggio: «Gentili sostenitori, siccome il lama non sta studiando a Sera, il suo fondo per l'educazione è sospeso in attesa del suo ritorno». Ritorno che non è avvenuto: nel settembre si è trasferito in California. Ora è in Spagna: vuole fare il regista, ma la porta del monastero è sempre aperta.
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