Finanza
rosignano
Arrivano i test, esplode la polemica
Quest'anno test solo per un campione di studenti alle medie e elementari. Il Comune attacca il ministero sulle modalità
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ROSIGNANO. Via alle prove Invalsi, ma non per tutti. Il ministero della Pubblica istruzione, per misurare il grado di competenze acquisite dai bambini e ragazzi delle scuole primarie e medie e quindi, di riflesso, per testare le capacità di insegnamento degli insegnanti, ha rispolverato le prove Invalsi; prove di valutazione degli apprendimenti predisposte dallo stesso ministero che vengono somministrate in questi giorni nelle scuole del territorio. Ma se fino a qualche anno fa le prove (quiz a risposta multipla su italiano, matematica, scienze) venivano somministrate a tutti gli alunni delle classi seconde e quarte (quest'anno coinvolte sono le quinte) delle primarie, quest'anno lo stesso ministero ha deciso di sottoporre ai test solo un campione di ragazzi, escludendo quindi tutti gli altri. E tra gli esclusi a priori i bambini diversamente abili, quale che sia il loro grado di disabilità.
Proprio su questo argomento interviene l'assessore alla pubblica istruzione Fiamma Nesi. «Credo - dice Nesi - che un sistema di valutazione nazionale della scuola sia uno degli strumenti necessari per il raggiungimento e il mantenimento della qualità della scuola, per la verifica e l'efficacia del suo operato, e, quindi, "in applicazione" del dettato costituzionale, per il superamento delle disparità e l'affermazione della scuola di tutti e di tutte. Questa consapevolezza è ormai abbastanza diffusa e da alcuni anni la scuola italiana cerca di colmare ciò che, in comparazione con le istituzioni scolastiche europee, si configura come una lacuna ed un vero e proprio ritardo».
Niente da eccepire quindi, secondo Nesi, sulla questione generale. Molto da dire, invece «con voce forte e chiara, sul metodo e nel merito della scelta ministeriale relativa alle prove Invalsi. La questione più rilevante è quella che le prove interessano un campione rappresentativo della popolazione scolastica. Gli esclusi sono un certo numero di bambini e bambine secondo, pare, una serie di criteri statistici non ben esplicitati. Si è verificato già che in alcune classi gli esclusi siano stati solo due o tre alunni (esempio: classe di 20, partecipano alla prova 17, esclusi 3), ma si è verificato anche il contrario (classe di 20, partecipano in 3, esclusi 17)».
Ma non è finita qui. «Gli esclusi - continua l'assessore - sono inoltre tutti i bambini e tutte le bambine con certificazione di handicap. Sempre per questioni che immagino siano statistiche. Quindi secondo Fiamma Nesi: «Questa esclusione "statistica" si colora di discriminazione»
Alessandra Bernardeschi
Proprio su questo argomento interviene l'assessore alla pubblica istruzione Fiamma Nesi. «Credo - dice Nesi - che un sistema di valutazione nazionale della scuola sia uno degli strumenti necessari per il raggiungimento e il mantenimento della qualità della scuola, per la verifica e l'efficacia del suo operato, e, quindi, "in applicazione" del dettato costituzionale, per il superamento delle disparità e l'affermazione della scuola di tutti e di tutte. Questa consapevolezza è ormai abbastanza diffusa e da alcuni anni la scuola italiana cerca di colmare ciò che, in comparazione con le istituzioni scolastiche europee, si configura come una lacuna ed un vero e proprio ritardo».
Niente da eccepire quindi, secondo Nesi, sulla questione generale. Molto da dire, invece «con voce forte e chiara, sul metodo e nel merito della scelta ministeriale relativa alle prove Invalsi. La questione più rilevante è quella che le prove interessano un campione rappresentativo della popolazione scolastica. Gli esclusi sono un certo numero di bambini e bambine secondo, pare, una serie di criteri statistici non ben esplicitati. Si è verificato già che in alcune classi gli esclusi siano stati solo due o tre alunni (esempio: classe di 20, partecipano alla prova 17, esclusi 3), ma si è verificato anche il contrario (classe di 20, partecipano in 3, esclusi 17)».
Ma non è finita qui. «Gli esclusi - continua l'assessore - sono inoltre tutti i bambini e tutte le bambine con certificazione di handicap. Sempre per questioni che immagino siano statistiche. Quindi secondo Fiamma Nesi: «Questa esclusione "statistica" si colora di discriminazione»
Alessandra Bernardeschi
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