firenze
Il governo li caccia, la Toscana li cura
Mario Lancisi
Il piano di Martini: tessera sanitaria e tanti altri diritti
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FIRENZE. Mentre il governo nazionale respinge gli immigrati in mare, istituisce le ronde e consente ai medici di denunciare i clandestini, la Toscana va controcorrente. Oggi il consiglio regionale discuterà (e dovrebbe approvare a maggioranza) una legge che prevede le cure mediche, la mensa e un letto anche per i clandestini, che il presidente Claudio Martini ha proposto di chiamare «stranieri irregolari».
L'Eldorado dei clandestini.Ma al di là del lessico, la legge della Regione farà discutere e non è esclusa l'impugnazione presso la Corte costituzionale da parte del governo. Intanto la destra annuncia battaglia. «Con la legge che la maggioranza regionale di centrosinistra si appresta ad approvare, la Toscana rischia di diventare l'Eldorado di tutta la clandestinità e illegalità, nazionale ed europea. Una prospettiva che ostacoleremo in ogni modo nell'interesse della Toscana e della sicurezza dei cittadini», fa sapere Alberto Magnolfi, capogruppo di Forza Italia-Pdl.
Bandiera elettorale. A poco meno di venti giorni dal voto amministrativo e europeo, la legge sugli immigrati rischia di diventare un cavallo di battaglia del Pdl nella sua sfida alla Toscana rossa. Non a caso Magnolfi agita la bandiera della sicurezza e snocciola i dati della criminalità: «In Toscana oltre il 30% dei condannati è straniero. Prato è la città toscana con il maggior numero di clandestini (16 ogni 1000 abitanti) seguita da Firenze (14), Pisa (12) e Arezzo (11)», fa sapere Magnolfi.
E Marcella Amadio, consigliere di An-Pdl, aggiunge: «E' da sinistra irresponsabile tentare di legittimare ciò che legittimo non è, per di più attraverso una somma di 2 milioni di euro che sarebbe molto più efficace impiegare per le ormai putroppo numerose sacche di povertà».
Dal voto alla casa. La proposta di legge non riguarda tanto i clandestini, quanto soprattutto gli stranieri regolari, per i quali prevede una serie di diritti come i servizi sanitari, il diritto al voto (anche se su questo punto l'ultima parola spetterà al Parlamento), l'accesso alla casa e alle politiche abitative, prevedendo la possibilità di accedere ai bandi per l'assegnazione degli alloggi, le misure di rispetto delle varie religioni negli ospedali, nei cimiteri, in luoghi di culto adeguati, per la macellazione della carne. E poi iniziative culturali, centri di informazione e insegnamento della lingua italiana.
Cure per i clandestini. Ma ovviamente a fare più discutere sono le misure per gli immigrati irregolari: cure, mensa e un letto (nei periodi invernali). In particolare la proposta di legge prevede che con la tessera Stp (Straniero temporaneamente presente), attualmente rilasciata agli irregolari quando vengono ricoverati negli ospedali, un immigrato anche senza il permesso di soggiorno possa essere curato. La Stp diventa una sorta di tessera sanitaria. Utile non solo per le emergenze, ma anche per le normali cure.
Prevenzione sanitaria. Alla base di questo allargamento dell'uso della Stp non c'è solo una ragione umanitaria. Gianni Salvadori, assessore alla sicurezza sociale e ideatore della legge, spiega che c'è anche una ragione di prevenzione: troppi malati di tubercolosi non vanno in ospedale perché temono di essere rispediti a casa. Ma il rischio è questi malati clandestini possano infettare anche i cittadini regolari.
«Non siamo questurini». In Parlamento è stato approvata una norma nel decreto sicurezza che prevede la denuncia da parte dei medici dei malati clandestini. «Una mostruosità perché trasforma i medici in questurini. Si dice che non abbiamo l'obbligo. Falso. In quanto pubblici ufficiali noi siamo obbligati a denunciare gli irregolari, ma a questa norma ci opporremo. Su questo tutti i medici sono uniti», protesta il presidente dell'ordine dei medici Antonio Panti.
Intanto segni di disagio e di aperta ostilità al decreto di sicurezza del governo arrivano anche dalla Chiesa. Si annunciano in diverse diocesi iniziative contro ronde, respingimenti in mare e denuncia dei clandestini. Proprio sull'appoggio dei cattolici fa molto affidamento il governo toscano.
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