Il dolore
cecina
Un muro al posto della staccionata
Ripresi i lavori sul Cecina, cambia il volto della passeggiata
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CECINA. A qualcuno piacerà, ad altri un po’ meno. Il muro in costruzione lungo il fiume Cecina è comunque destinato a cambiare il volto della passeggiata, dove fino a ieri c’era una staccionata in legno. Una palizzata ormai mezza sgangherata, d’accordo, anche grazie al contributo dei soliti vandali. Fatto sta che lì, sul lungofiume, il cemento sta prendendo il posto del legno. Tutto già previsto e annunciato, del resto. Fa parte dell’operazione argini sicuri, un intervento di cui non si è mai capito il costo reale (nelle dichiarazioni degli amministratori si oscilla sempre dai quattro milioni e mezzo ai cinque e mezzo), cofinanziato da due ministeri (ambiente e lavori), da Cipe, Regione, Provincia e Comune. E che mira al riassetto idraulico-ambientale del bacino del fiume Cecina. In altre parole: fiume più sicuro per tutti, territorio più appetibile (il riferimento è alle aree industriali e artigianali) e ambiente più gradevole, oltre che fruibile dai cittadini nel tempo libero. Ricapitoliamo. Il progetto è firmato dallo studio Maione di Milano in collaborazione con l’Ingeo di Lucca. I lavori, affidati alla Redilcom srl di Sondrio, si sviluppano su due lotti.
Nel lotto A si prevede l’adeguamento degli argini tra la Variante e il ponte della vecchia Aurelia. Nel lotto B ci si occupa della messa in sicurezza degli argini tra lo stesso ponte della vecchia Aurelia e quello ferroviario Pisa-Roma. Il muretto fa parte del lotto B. Lungo seicento metri, alto 70 centimetri da terra. Doveva essere pronto entro aprile, poi entro maggio. Ma il maltempo ha fatto slittare i tempi. «In particolare le insistenti piogge, ma finalmente i lavori sono cominciati e contiamo di terminarli entro la fine di giugno» dice l’assessore Antonio Garigali. Il quale assessore mette subito le mani avanti a proposito del plexiglass. Sì, perché in un primo momento si era parlato anche di vetri antisfondamento (alti un metro) che avrebbero sormontato quel muro. E che avrebbero prodotto una specie di effetto serra. «No - assicura Garigali - ho appena parlato al telefono con il progettista e mi ha spiegato che quel pannello trasparente, alto 60 centimetri, verrà installato solo in un punto. Una ventina di metri di lunghezza, a ridosso del ponte della ferrovia e proprio al posto del muro.
In quel punto infatti la pista ciclabile scende e, a causa del dislivello, il muretto avrebbe impedito la visuale del fiume». Lo chiama affettuosamente muretto, Garigali. Che non vuol sentire parlare di cemento armato: «Non è così, il muretto alla fine sarà molto bello. Verrà rivestito di pietre a vista proprio per ridurne l’impatto visivo, in conformità delle direttive regionali contenute nella Valutazione di impatto ambientale. E poi lungo quel muretto verranno eseguite piantumazioni arboree e arbustive di cui si sta occupando la facoltà di agraria dell’Università di Pisa. Perché il muro invece della staccionata? Semplice, perché dà maggiori garanzie in termini di sicurezza». «Inoltre - aggiunge Garigali - quando sarà finito tutto avremo importanti sbocchi occupazionali, potendo avviare quegli investimenti finora rimasti nei cassetti proprio per motivi di sicurezza. Mi riferisco alle lottizzazioni di Palazzi e del Paratino»
Nel lotto A si prevede l’adeguamento degli argini tra la Variante e il ponte della vecchia Aurelia. Nel lotto B ci si occupa della messa in sicurezza degli argini tra lo stesso ponte della vecchia Aurelia e quello ferroviario Pisa-Roma. Il muretto fa parte del lotto B. Lungo seicento metri, alto 70 centimetri da terra. Doveva essere pronto entro aprile, poi entro maggio. Ma il maltempo ha fatto slittare i tempi. «In particolare le insistenti piogge, ma finalmente i lavori sono cominciati e contiamo di terminarli entro la fine di giugno» dice l’assessore Antonio Garigali. Il quale assessore mette subito le mani avanti a proposito del plexiglass. Sì, perché in un primo momento si era parlato anche di vetri antisfondamento (alti un metro) che avrebbero sormontato quel muro. E che avrebbero prodotto una specie di effetto serra. «No - assicura Garigali - ho appena parlato al telefono con il progettista e mi ha spiegato che quel pannello trasparente, alto 60 centimetri, verrà installato solo in un punto. Una ventina di metri di lunghezza, a ridosso del ponte della ferrovia e proprio al posto del muro.
In quel punto infatti la pista ciclabile scende e, a causa del dislivello, il muretto avrebbe impedito la visuale del fiume». Lo chiama affettuosamente muretto, Garigali. Che non vuol sentire parlare di cemento armato: «Non è così, il muretto alla fine sarà molto bello. Verrà rivestito di pietre a vista proprio per ridurne l’impatto visivo, in conformità delle direttive regionali contenute nella Valutazione di impatto ambientale. E poi lungo quel muretto verranno eseguite piantumazioni arboree e arbustive di cui si sta occupando la facoltà di agraria dell’Università di Pisa. Perché il muro invece della staccionata? Semplice, perché dà maggiori garanzie in termini di sicurezza». «Inoltre - aggiunge Garigali - quando sarà finito tutto avremo importanti sbocchi occupazionali, potendo avviare quegli investimenti finora rimasti nei cassetti proprio per motivi di sicurezza. Mi riferisco alle lottizzazioni di Palazzi e del Paratino»
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