Sicurezza
CECINA
Molestò più volte una bimba 8 anni all’amico della nonna
I fatti accaduti a Donoratico tra il 1996 e il 2000. Ieri la condanna del giudice
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LIVORNO. Otto anni di reclusione. Questa la pesante condanna inflitta a un uomo che era accusato di aver molestato sessualmente una bambina, la nipote della donna con cui viveva da molti anni. I fatti, che coinvolsero una bimba livornese ma si svolsero a Donoratico, dove abitava la nonna, risalgono a diversi anni addietro, ma la vicenda processuale si è conclusa solo ieri, quando il tribunale di Livorno ha emesso la sua sentenza dopo che in aula erano sfilati la vittima, la madre e la nonna. Ieri c’è stata l’udienza finale del processo, celebrato davanti al collegio composto dal presidente Grazia D’Onofrio, giudici a latere Beatrice Dani e Antonio Pirato. Pirato, mentre la pubblica accusa era rappresentata dal pm Fiorenza Marrara. L’imputato, un uomo di 65 anni, era difeso dall’avvocato Barbara Luceri. L’udienza è vissuta sulle deposizioni della giovane vittima, che attualmente ha 19 anni e che fortunatamente è riuscita a superare lo shock patito e a riconquistarsi un’esistenza normale, e di sua madre e sua nonna. E’ stata in questo modo ripercorsa la vicenda, che si svolse nel periodo dal 1996 (quando la bambina aveva 6 anni) al 2000, e che venne alla luce quando la ragazzina, in seguito, si confidò alle insegnanti della scuola media che frequentava.
Dell’episdodio si interessò la squadra mobile che, insieme all’ufficio minori, iniziò le indagini. Emerse così una storia davvero triste: la bambina, che abitava a Livorno, spiegò che spesso andava a Donoratico per passare il weekend in casa della nonna, che abitava laggiù insieme all’uomo con cui conviveva da molti anni. La bambina spiegò che in alcune di quelle occasioni, nella notte, l’uomo aveva approfittato di lei mentre era a letto. Ieri, nell’udienza, sono state sentite la madre e la nonna della ragazzina, che hanno spiegato, in particolare la nonna, di non essersi mai accorte di nulla di quello che accadeva di notte nella stanza da letto di Donoratico. La vittima degli abusi ha deposto a sua volta, raccontando come si erano svolti gli episodi. La giovane ha spiegato che gli episodi si erano ripetuti per quattro volte, ma il convivente della nonna non aveva mai consumato un rapporto sessuale completo, pur toccandola nelle parti intime. Una testimonianza, quella della giovane, che deve avere avuto un peso non indifferente nelle decisioni del collegio, che aveva già sentito, in un’udienza precedente, la psicologa che raccolse il racconto della bambina dopo l’allarme lanciato dalle sue insegnanti, mentre l’imputato si era sempre proclamato innocente dalle accuse che gli erano state mosse.
A questo punto è stata la volta delle conclusioni delle parti. Il pubblico ministero Fiorenza Marrara ha chiesto la condanna dell’imputato a cinque anni e 4 mesi di reclusione, mentre l’avvocato Barbara Fulceri ha sostenuto l’innocenza del suo assistito, chiedendone quindi l’assoluzione, o, in ipotesi secondaria, un alleggerimento del reato. Alla fine, invece, il collegio ha emesso una sentenza a 8 anni di reclusione, più di quanto chiesto dal pm. Una sentenza, questa, che l’avvocato Luceri ha definito «esagerata», preannunciando che interporrà immediatamente appello.
Dell’episdodio si interessò la squadra mobile che, insieme all’ufficio minori, iniziò le indagini. Emerse così una storia davvero triste: la bambina, che abitava a Livorno, spiegò che spesso andava a Donoratico per passare il weekend in casa della nonna, che abitava laggiù insieme all’uomo con cui conviveva da molti anni. La bambina spiegò che in alcune di quelle occasioni, nella notte, l’uomo aveva approfittato di lei mentre era a letto. Ieri, nell’udienza, sono state sentite la madre e la nonna della ragazzina, che hanno spiegato, in particolare la nonna, di non essersi mai accorte di nulla di quello che accadeva di notte nella stanza da letto di Donoratico. La vittima degli abusi ha deposto a sua volta, raccontando come si erano svolti gli episodi. La giovane ha spiegato che gli episodi si erano ripetuti per quattro volte, ma il convivente della nonna non aveva mai consumato un rapporto sessuale completo, pur toccandola nelle parti intime. Una testimonianza, quella della giovane, che deve avere avuto un peso non indifferente nelle decisioni del collegio, che aveva già sentito, in un’udienza precedente, la psicologa che raccolse il racconto della bambina dopo l’allarme lanciato dalle sue insegnanti, mentre l’imputato si era sempre proclamato innocente dalle accuse che gli erano state mosse.
A questo punto è stata la volta delle conclusioni delle parti. Il pubblico ministero Fiorenza Marrara ha chiesto la condanna dell’imputato a cinque anni e 4 mesi di reclusione, mentre l’avvocato Barbara Fulceri ha sostenuto l’innocenza del suo assistito, chiedendone quindi l’assoluzione, o, in ipotesi secondaria, un alleggerimento del reato. Alla fine, invece, il collegio ha emesso una sentenza a 8 anni di reclusione, più di quanto chiesto dal pm. Una sentenza, questa, che l’avvocato Luceri ha definito «esagerata», preannunciando che interporrà immediatamente appello.
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